Home Aziende in vetrina Comer, cinquant’anni tra snodi e raccordi

Comer, cinquant’anni tra snodi e raccordi

da Alberto Bruzzone

di DANILO SANGUINETI

Un gioco in voga negli anni Ottanta era “Pipe”, tubi da incastrare in uno schema per far fluire l’acqua. Facile con i pixel, molto più complicato nella realtà come ben sanno alla Comer Spa.

Un’azienda che ha puntato sugli snodi, quelli materiali e perché no anche quelli mentali, sin dal 1970, quando venne concepita in un garage da un giovanotto lavagnese di molte idee e tanto ardire: Stefano Compagnoni.

Come nella West Coast, da un garage con pochi mezzi e molta inventiva si può arrivare assai lontano. Assieme al fratello Giorgio diventa stampatore per conto terzi di prodotti plastici per la subacquea. Un settore dove c’è concorrenza ma anche molta richiesta.

In otto anni diventa da piccola realtà locale un’azienda rampante in grado di dare fastidio ai pesci grossi del settore. I Compagnoni Brothers hanno bisogno di espandere la sede, rinnovare i macchinari e un socio con il quale acquisire solidità finanziaria.

Nel 1978 nasce Comer dal cognome dei due fondatori della Snc, Compagnoni e Merlino. “Peccato che Merlino ci abbia creduto per soli sei mesi”, puntualizza con una velata nota di rimpianto Stefano Compagnoni. “Non ci stetti a pensare molto, mi consultai con mio fratello Giorgio e decidemmo di andare avanti. Sapevamo che c’era lo spazio e il modo per farcela”.

Ed incomincia la cavalcata: “Nel 1987 ci trasferiamo a San Colombano Certenoli, polo oggi interamente dedicato alla realizzazione di valvole, eravamo diventati, se non grandi, comunque abbastanza solidi per camminare sulle nostre gambe senza chiedere l’aiuto di nessuno”.

Dal 1990 Comer diventa una Spa. “Nel 1992, viene realizzato il primo stampo con il nostro marchio, non siamo più stampatori conto terzi, entriamo nel mercato internazionale con i nostri prodotti”.

Nel 1996 un altro importante passo porta all’ampliamento di gamma: con l’acquisizione della Nuova Forti di Sestri Levante, Comer inizia la produzione dei grandi diametri, unendo la competenza dell’azienda acquisita alla qualità e al know how che pervade da sempre tutta l’attività aziendale.

Nel 2003 vengono avviati i lavori per la costruzione di un nuovo grande stabilimento a Casarza Ligure, per ospitare le nuove presse e la produzione dei raccordi e dei grandi diametri. Dal 2008 la nuova sede ospita anche gli uffici amministrativi e la sede logistica.

“A volte mi guardo indietro e quasi non mi rendo conto di quanto abbiamo corso. In oltre 40 anni di azienda (i tempi del garage li considero un apprendistato) è stato un percorso di crescita continua. Da piccola realtà familiare a divenire un’azienda italiana conosciuta per la qualità e l’affidabilità dei suoi prodotti in tutto il mondo. Oggi Comer Spa conta oltre 40 dipendenti, 25mila mq di produzione e un magazzino di 10mila mq con oltre 7 milioni di pezzi stoccati”.

Le vele erano talmente gonfie che l’azienda sembrava quasi che potesse navigare senza posa su un mare fatto di affari e successi. Invece all’improvviso la tempesta. “La crisi è arrivata inattesa e, quello che mi fa più male, immeritata. A febbraio quando è scoppiata l’emergenza Covid 19 avevamo i magazzini pieni ed avevamo ordinativi in arrivo da ogni parte e ogni dove. L’incertezza dei primi giorni di blocco è stata straziante”. Poi qualche raggio di speranza. “Il nostro settore è stato incluso in quelli strategici. Abbiamo avuto l’autorizzazione a continuare a produrre. Ci ha agevolato il fatto che lavoriamo in due locali ampi più di un campo di calcio e i nostri 45 dipendenti hanno potuto operare a turni con i distanziamenti necessari. Certo non siamo ancora a pieno regime, ma avevamo tante richieste da soddisfare e in questi due mesi non siamo rimasti con le mani in mano”.

Il responsabile è rimasto attaccato alla sua creatura come se dovesse accompagnarla per mano attraverso la crisi. “Ogni domenica io ero abituato a seguire la Lavagnese, la società di calcio che presiedo da venti anni, non potendolo fare, venivo in azienda, in ufficio. Non avevo molto da fare ma mi sembrava di condividere con lei i tempi bui”.

Per comprendere di cosa stiamo parlando, il presidente ci accompagna in un giro virtuale dell’azienda: “Siamo specializzati nella produzione di raccordi e valvole in PVC, ABS, PE e PPH destinati all’utilizzo nei settori dell’idraulica, dell’acquedottistica, dell’irrigazione, delle piscine, negli impianti chimici, nell’industria alimentare e nella nautica. Le nostre valvole e i nostri raccordi sono prodotti affidabili, sicuri e resistenti, ideali per gli impianti in cui è necessario il trasporto di fluidi in pressione fino a 16 atmosfere. Possiamo evadere gli ordini In Full (ordini completi) e On Time (in sole 24/48 h) con un servizio eccellente e un’attenzione al cliente precisa e puntuale. Prima di questo impasse, l’80% del nostro fatturato arrivava dall’estero. Per darvi un’idea, quasi tutti i super grattacieli costruiti negli ultimi anni negli Emirati Arabi hanno le condutture interne con valvole e raccordo interamente Comer”.

Il pericolo che lo sconvolgimento, prima sanitario e poi economico, influisca anche in questo particolare settore, è rilevante. “Gli stati arabi vivono di petrolio, che è precipitato sotto i minimi storici. Torneranno a investire? Ecco perché nonostante si sia ripreso a lavorare a pieno regime, voglio rimanere sempre nella stanza dei bottoni”.

Come sempre due passi avanti agli altri, l’imprenditore Stefano Compagnoni. “In questi giorni stiamo evadendo gli ordini presi prima del terremoto, da qui in poi torneremo sui mercati e cercheremo di essere aggressivi ancor più di prima. In fin dei conti, a livello internazionale siamo rinomati per la qualità dei prodotti, frutto dell’esperienza, del know how e del metodo di lavorazione rigorosamente made in Italy. Rispettiamo ogni certificazione di garanzia. I nostri clienti nel mondo lo sanno e sono convinto che magari potremo avere qualche mese in salita ma nessun tracollo”.

Al fianco del presidente, come sempre, il fratello Giorgio e la figlia Roberta. “Io punto tutto sul valore umano, perché ogni collaboratore e dipendente è parte attiva del nostro progetto di successo, crea e beneficia quotidianamente del valore che la nostra attività genera, cresce insieme alla nostra azienda con lo scopo condiviso di lavorare bene e stare bene. Per questo supereremo anche questa. Guardi, le confesso che sono molto più preoccupato per il destino della Lavagnese che della Comer”.

Ed accenna un sorriso sotto i baffi che da sempre sono il suo tratto distintivo. Per gli over 50 Compagnoni ricorda l’Omino con i baffi della Bialetti che in uno dei più famosi caroselli della storia certificava la superiorità della moka espress creata da Alfonso Bialetti, un prodigio dell’italico design. Là la caffettiera, qui valvole e raccordi. Compagnoni vuole dire qualità.

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