Home SportRugby Il rugby passa la palla per primo: la stagione è finita

Il rugby passa la palla per primo: la stagione è finita

da Alberto Bruzzone

di DANILO SANGUINETI

Eccessivo o previdente, il rugby è stato il primo sport di squadra a rompere gli indugi, almeno in Italia. La Federazione con un motu proprio ha dichiarato che i campionati dedicati alla palla ovale, nazionali e regionali, per agonisti, amatori e giovanili sono conclusi. Non ci sarà ripresa, non c’è tempo e non c’è l’intenzione di voler fare cose affrettate e raffazzonate, soprattutto non si ha alcuna intenzione di porre a rischio anche in percentuale infinitesimale la salute degli atleti.

Per il Pro Recco Rugby un annuncio che suona duro e allo stesso tempo fa rialzare la testa. Ancora una volta i ruggers non seguono il branco degli altri sportivi, non hanno timore delle conseguenze, seguono esclusivamente il filo del loro ragionamento. Il comunicato nero su bianco è stato emesso giovedì 26 marzo: “Il Consiglio Federale della FIR ha deliberato la sospensione definitiva della stagione 2019/2020. La decisione del Consiglio determina la mancata assegnazione dei titoli di Campione d’Italia previsti dai regolamenti e, al tempo stesso, di tutti i processi di promozione e retrocessione. La ripresa dell’attività domestica per la stagione 2020/21 sarà successivamente normata dal Consiglio e comunicata al movimento”.

In pratica tutto quanto accaduto dallo scorso settembre sino a fine marzo diventa una parentesi, un intermezzo senza un finale. “Però non senza valore. Il destino ha deciso diversamente – osservano nel quartier generale degli Squali – ma ogni partita giocata, ogni vittoria e ogni sconfitta avranno il loro peso nella crescita della nostra società, dei nostri ragazzi. Eravamo quarti nel girone 1 della serie A, e c’erano i presupposti per migliorare, visto che contro le migliori avevamo giocato alla pari, si veda la sconfitta per un solo punto sul terreno del Biella, una delle grandi favorite del torneo. Poi ai primi di marzo l’ordine di fermare le macchine. Abbiamo sospeso gli incontri ufficiali, poi gli allenamenti a metà della prima settimana di marzo e dall’8 marzo in poi chiuso tutto”.

Il ‘Carlo Androne’, abituato a essere calpestato da decine di scarpe chiodate dal mattino presto sino a tarda sera, gli spogliatoi a risuonare di risate e urla ad ogni ora del giorno, adesso è deserto e silenzioso. Per i ragazzi delle giovanili si studieranno dei programmi fitness e qualche gioco individuale, per il team della prima squadra il preparatore atletico Luigi Massone ha elaborato una serie di sfide settimanali da fare a casa. Delle challenge con delle serie di esercizi da eseguire il più rapidamente possibile, naturalmente eseguendoli correttamente e prendendo meno fiato possibile tra una prova e l’altra.

Ecco la Challenge Week 1: nel minor tempo possibile 10 squat, 15 scalatore braccia tese, 20 crunch a terra, 25 piegamenti, 19 affondi jump alternati, 20 skip alti sul posto, 30 crunch obliqui, 40 saltelli sul posto, 10 crunch inversi, 20 burpees, 30 squat. Con prova video e cronometro che scorre per dimostrare che non si sta barando. Un percorso da brivido, quasi una bazzecola per i duri della palla ovale. E magari anche l’occasione per farsi qualche risata.

La Pro Recco Rugby sa aspettare. Nei decenni ha avuto alti e bassi in 52 anni di storia: da quando nell’estate 1968, sulla spinta del professor Carlo Giomi e l’appoggio dell’allora sindaco Antonio Ferro, mosse i primi passi. Prima senza campo (il ‘Carlo Androne’ nacque un lustro più tardi come spazio per il materiale di scarto della costruzione dell’autostrada, pose senza spogliatoi, sino a quando vennero costruiti con assi di scarto prese persino da vecchie cabine da spiaggia). Partito dalla C, conobbe anche la retrocessione, ma nel 1995 salì in B e nel nuovo millennio si è affacciato diverso volte alla serie A. Gli Squali sanno nuotare rapidi e sanno attendere immobili o quasi nelle profondità del mare, torneranno a galla anche stavolta.

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