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I novanta anni di Luiso Sturla

da Alberto Bruzzone

di ANTONIO GOZZI

Sabato prossimo, 28 marzo, Luiso Sturla compie 90 anni. Avremmo voluto festeggiare tutti insieme e gioiosamente il compleanno del grande artista chiavarese. Eventi e incontri erano stati preparati per questo fantastico appuntamento.

Il Coronavirus ci impedisce di farlo. Siamo tutti, Luiso compreso, chiusi in casa in attesa che passi la buriana e preoccupati per quello che verrà.

Noi di ‘Piazza Levante’, insieme ai nostri lettori, vogliamo ugualmente salutarlo e abbracciarlo (virtualmente) ed esprimergli i sentimenti della nostra amicizia e della nostra riconoscenza.

Sì, riconoscenza. E non solo per il mondo meraviglioso della sua pittura, su cui tornerò, ma anche perché ci sentiamo molto legati a lui per lo spirito che ha animato la sua avventura umana ed artistica, quello spirito ‘glocal’ a cui siamo così attaccati e che dichiaratamente costituisce l’essenza , il DNA, della nostra testata.

Cosa ha significato per Luiso Sturla essere ‘glocal’?

Avere le radici qui, a Chiavari e nel Tigullio, ma contemporaneamente voler guardare fuori, cercare altri mondi e altre realtà con curiosità e interesse. Cercare anche lontano da casa la propria ispirazione, arricchirsi umanamente e artisticamente sulle strade del mondo senza dimenticarsi mai della propria origine e della propria gente.

È questo, in fondo, l’insegnamento esistenziale che Sturla ha dato a tutti noi.

Decidere di iscriversi al Liceo artistico a Genova (a Chiavari non c’era) deve essere stata, nell’immediato secondo dopoguerra, una scelta ben difficile, quasi rivoluzionaria.

Non solo perché incompresa dal chiuso e conservatore ambiente chiavarese e dalla famiglia (il padre, ferroviere, voleva fare di lui un ingegnere o un architetto), ma anche per l’impegno e la fatica fisica e mentale necessarie per realizzarla. Per cinque anni consecutivi, per sei giorni alla settimana, il giovanissimo Luiso si alza alle 5 del mattino per raggiungere la scuola nel capoluogo e rientra a casa dopo le 15.

Riesce nell’impresa, e finito il liceo, invece di iscriversi all’università, nonostante le resistenze della famiglia, decide di fare il pittore.

Nel 1950 con Ugolini e Costa, altri due grandi artisti della nostra terra, fonda il Gruppo del Golfo, movimento pittorico che vuole rompere con la tradizione del ’900 e guardare ai nuovi mondi dell’astrattismo.

Pochi anni dopo, nel 1953, si sposta a Milano, la sua Milano, quella che Luiso considera la città della sua vita professionale, per aderire al MAC (Movimento Arte Concreta) fondato da Atanasio Soldati, Gillo Dorfles, Bruno Munari e altri artisti; un movimento che con il suo concretismo si oppone, oltre che alla pittura figurativa del ‘900, anche all’astrazione cosiddetta ‘lirica’.

Il movimento non raccoglie solo pittori, ma anche architetti e industrial designer, e questa molteplicità può essere messa in relazione ai profili e agli interessi di Dorfles e di Munari.

Di quel periodo si ricordano alcune opere di Luiso di una forza straordinaria.

Prosegue la sua attività negli anni successivi trasferendosi a Firenze, ma è inquieto perché sente che l’avanguardia italiana non gli basta più. E così, convinto dal fraterno amico newyorchese Paolo Lionni (figlio dell’indimenticato Leo Lionni) lascia l’Italia e attraversa l’oceano per trasferirsi a New York.

Siamo nel 1960: l’America e New York per un ragazzo italiano di Chiavari sono veramente l’altro mondo. La globalizzazione non c’è ancora, i contatti tra le nazioni sono limitati ai ricchi e al mondo degli affari, per arrivare a destino ci vogliono sette giorni di viaggio in nave, insomma l’impresa non è semplice.

Eppure Luiso osa perché intuisce che là potrebbe esserci la svolta della sua vita artistica.

La New York dell’inizio anni ’60 è la capitale del mondo. Movimenti e avanguardie culturali e artistiche agitano la scena e attirano talenti e energie da ogni dove.

Sta nascendo in quel momento, proprio nella Grande Mela, la pop art: il giovane Sturla si ritrova immerso in questa atmosfera straordinaria. Conosce pittori e scultori importantissimi, ma soprattutto entra in contatto e sviluppa una grande amicizia con Michael Goldberg, il grande espressionista astratto, e Gregory Corso, il poeta della Beat Generation.

Quell’esperienza segnerà profondamente la vita artistica di Luiso conducendo la sua pittura sulle strade dell’avanguardia e della ricerca informale, interiore, del sogno, con un fondo di poesia costante.

Dopo un anno di permanenza, ossessionato dai continui incendi dell’East Side dove vive, lascia New York, riportando in Italia più di ottanta carte dal titolo ‘Dopo gli incendi – Carte Americane’.

È del 1961 il quadro a cui Sturla è forse più legato, l’esempio di questo legame inscindibile tra modernità e sogno che in fondo è la cifra della sua pittura. È il quadro che celebra l’impresa del primo uomo nello spazio, il russo Jurij Gagarin, e si intitola: ‘Bravo Jurij, hai volato oltre le stelle’.

Gli anni si susseguono con una produzione importante e sempre più apprezzata. Moltissime le sue mostre personali in città italiane e straniere. Ho avuto l’onore, come vice sindaco di Chiavari, nell’ahimè lontano 1985, di patrocinare ed organizzare la sua prima mostra antologica nella città natale, allestita dal Comune a Palazzo Rocca.

Il successo professionale di Luiso Sturla avrebbe potuto essere ancora più grande se invece di essere pieno della timidezza e della ritrosia tipiche della sua terra di origine fosse stato capace di un atteggiamento più mondano e commerciale che lui ha sempre rifiutato.

Dopo cinquant’anni di residenza a Milano, Luiso ha deciso di ritornare a Chiavari, dove continua a lavorare e a produrre senza sosta nella casa di famiglia vicino al fiume Entella, inesauribile fonte di suggestione e ispirazione. Quasi nessuno sa che una volta alla settimana Luiso va a lavorare all’ex manicomio di Quarto in un laboratorio di pittura e di scultura e ceramica, aperto agli assistiti dei servizi di psichiatria, che giocano con lui e creano opere bellissime.

La domenica è sempre con noi nella tribuna del Comunale a vedere l’Entella, squadra di cui in gioventù ha vestito la maglia come portiere.

Buon compleanno Luiso e ancora tanti di questi giorni. Un abbraccio da tutti noi di ‘Piazza Levante’!!!

QUI RIPROPONIAMO L’INTERVISTA RILASCIATA DA LUISO STURLA A MARISA SPINA L’11 LUGLIO DELLO SCORSO ANNO

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