Home SportScherma Chiavari scherma: “È questa la nostra sfida più difficile, ma ce la faremo”

Chiavari scherma: “È questa la nostra sfida più difficile, ma ce la faremo”

da Alberto Bruzzone

di DANILO SANGUINETI

Giovanni Falcini insegna scherma, ossia a duellare contro avversari visibili e prevedibili, da una vita. Questa volta il maestro emerito della Chiavari Scherma si vede costretto ad ingaggiare un combattimento serrato con un avversario invisibile, insidioso e molto più pericoloso.

L’allenatore è il braccio operativo del presidente Nicola Orecchia e si è assunto il compito di fare da chioccia agli oltre 40 ragazzi che rappresentano circa il cinquanta per cento dei tesserati del glorioso club verdeblu.

“Abbiamo diviso i nostri atleti in due gruppi. I più piccoli, quelli tra i 6 ed i 7 anni di età, li abbiamo lasciati alle famiglie, nel senso che essendo nell’età pre-agonistica non debbono fare niente di particolare che non sia gestire in serenità con i loro genitori questo particolare momento della loro vita”.

Altro discorso per il gruppo che si era affacciato nel mondo delle competizioni, i ragazzi compresi tra i 12 e i 14 anni di età. “Abbiamo allestito gruppo sui principali social network e assieme agli altri allenatori abbiamo stilato un programma minimo perché prevediamo che lo stop a ogni attività in comune possa durare a lungo e non possiamo lasciarli inattivi. Niente di trascendentale, quanto basta per non perdere completamente il tono muscolare e le capacità di base”.

Il maestro Falcini parte dall’immediato: “L’attività quotidiana prevede esercizi per circa mezz’ora per testare reattività e scatti. Prove gambe-braccia, poi lavoro specifico su gambe-schiena, i movimenti precipui di uno schermidore che deve avere forza esplosiva ed essere reattivo ai massimi livelli. È superfluo aggiungere che sono figure pensate per essere fatte in casa, dove lo spazio è limitato. Giorno dopo giorno ci sentiamo nelle chat e ci vediamo via Skype, i nostri ragazzi ci fanno vedere cosa stanno facendo, proviamo a dar loro consigli per correggere eventuali errori. Con un po’ di pazienza si può fare un lavoro accettabile anche a distanza. Di più al momento sarebbe difficile”.

I ragazzi stavano preparandosi per gli appuntamenti decisivi della stagione: “Ed erano in parecchi prossimi o sicuri di poter fare cose importanti, alcuni vicini a un salto di qualità forse decisivo. A questo punto è quasi impossibile dire se e quando potranno proseguire. Ma quello che adesso conta è che non smettano di crederci, di avere una motivazione”.

A partire dalla forma fisica. “Una difficoltà che è innegabile: chi fa sport in maniera sistematica soffre maggiormente per la forzata inattività, tende ad aumentare di peso. E questo accade naturalmente anche se riesce a ‘tenersi’ dal punto di vista alimentare. Anche per questa ragione li stiamo motivando uno per uno e speriamo di poter continuare su questa falsariga”.

Abbandonando la linea di comportamento generale e dalle preoccupazioni comuni, ci sono anche singoli dispiaceri che un comandante in capo nutre, e che è costretto a tenere il più possibile per sé, per non demoralizzare il resto della truppa. “Penso spesso – confessa Giovanni Falcini – ad Andrea Vittoria Rizzi, la nostra campionessa che proprio a inizio stagione, lo scorso autunno, ci aveva salutato per andare in Usa dove aveva vinto una prestigiosa borsa di studio per la Saint John University di New York. Studiava e intanto tirava di scherma per il club della sua scuola: negli Usa aveva tutta la assistenza e i permessi che continuando a studiare e allenarsi in Italia mai avrebbe potuto concedersi. Ha mostrato anche in America il suo valore, ai campionati nazionali si è piazzata al terzo posto. Ci sentivamo e aspettavamo il suo ritorno perché partecipasse alle gare decisive in questo anno olimpico. Adesso è tutto bloccato, dovrà decidere se restare là o tornare in patria”.

Nessuno accenno da parte di Giovanni Falcini, anche se c’è un altro elemento della Chiavari Scherma che ha visto purtroppo sfumare i suoi sogni olimpici a un passo dal coronamento. Suo figlio Giacomo, tecnico aggiunto alla nazionale di spada femminile (il team che ha la rapallese di adozione Mara Navarria come elemento di punta) che il mese scorso ha conquistato la qualificazione per le Olimpiadi di Tokyo. Provato come istruttore delle nazionali giovanili nel 2018, l’anno scorso promosso nella formazione top, inserito nello staff che segue la formazione di spada femminile. In queste vesti ha partecipato ai campionati mondiali assoluti a Budapest.

“Non era ufficiale, ma sapevamo che i vertici della Federscherma erano soddisfatti del lavoro di Giacomo con le ragazze della spada e che si parlava di lui come di uno degli allenatori da portare in Giappone. La cosa avrebbe potuto ancora avverarsi, ma poi le Olimpiadi sono state rinviate di un anno. E si dovrà adesso ricominciare da capo”. Sono particolari in un quadro generale molto ampio. “Sì, adesso pensiamo solo a fare il nostro dovere di istruttori, ad aiutare i ragazzi e le ragazze della Chiavari Scherma. Al resto avremo tempo e modo per pensarci”.

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