Home SportBasket Aurora Basket, esercizi di base e challenge a distanza per non stare inattivi

Aurora Basket, esercizi di base e challenge a distanza per non stare inattivi

da Alberto Bruzzone

di DANILO SANGUINETI

Scoiattoli e Aquilotti ma anche Esordienti e Under avrebbero diritto a spiccare il volo adesso che la primavera irrompe nei nostri lidi. Invece come le altre categorie giovanili della pallacanestro i piccoli discepoli dell’Aurora Basket debbono mordere il freno nei loro appartamenti. La società che ha in Giuliana Ferrentino il direttore tecnico e riconosciuto nume tutelare, si è attivata per sottrarre all’accidia corpi e menti dei suoi allievi.

“Abbiamo escogitato dei palliativi che valgono solo per i più piccoli, ossia coloro che possono ancora fondere gioco e divertimento”, ammette la dirigente del sodalizio chiavarese. “Noi siamo stati attentissimi all’evolversi dell’emergenza e abbiamo deciso di interrompere l’attività prima dello stop obbligato imposto dalle autorità. Il 5 marzo abbiamo disputato un match di recupero per una categoria, poi tutti a casa. Oltretutto il nostro impianto è il Palazzetto dello Sport di Sampierdicanne, e la annessa tensostruttura, c’era anche da tener presente le esigenze del custode e della sua famiglia, non si poteva andare avanti con un via vai di persone. Si era pensato a impostare un po’ di lavoro all’aperto a piccoli gruppi, una iniziativa che non è neppure decollata perché erano nel frattempo state decise ulteriori restrizioni. Adesso quindi ci limitiamo a tenerci aggiornati con i nostri tesserati tramite i loro allenatori. Ogni mister segue la sua squadra, ogni categoria ha un paio di tecnici con i quali si sente”.

Va detto che più di tanto trattandosi di ‘pallacesto’ non è possibile fare. Per i più grandi ci si limita a consigliare un po’ di esercizi di base. “Il minimo indispensabile, conservare la resistenza, ma per velocità e allenamento sul tiro e il colpo d’occhio, zero assoluto. Gli spazi domestici impediscono qualsiasi tipo di movimento ampio e coordinato, non ci sono le condizioni minime per il training attitudinale”.

Quindi i più grandi potranno fare solo un po’ di mantenimento. Allarga le braccia Ferrentino. “È così, speriamo di poterli avere di nuovo in palestra e poter correre tutti assieme verso la ripresa. Meglio però essere cauti. Nel frattempo ci siamo concentrati sui più piccoli”. Istruttori e preparatori si sono consultati, poi hanno messo a punto una serie di esercizi multifunzione.

“Prima di tenere in esercizio abbiamo immaginato di impegnarli nella costruzione dei loro stessi attrezzi da lavoro. Per esempio abbiamo insegnato loro a costruire mini palloni a spicchi usando stracci, carta stagnola, carta da scrivere bagnata e pressata. Poi nel costruirsi dei simil-cesti usando vecchie tazzine, scatole. Lo abbiamo chiamato allena-tazza. Interpretato soprattutto come un divertimento, aiuterà per la coordinazione occhio-braccio, faremo anche delle challenge a distanza, dovranno mandarci i punteggi e i filmati dei tiri migliori, più difficili, con maggiori ostacoli”.

Inventiva, desiderio di non arrendersi in una situazione dalla quale non sarà facile uscire. “Se mi fermo un attimo a pensare come potrà essere la ripresa, mi gira la testa – ammette Ferrentino – Come potremo far ripartire i campionati, se avrà senso farlo oppure dovremo pensare a un’annata congelata, cancellata, e concentrarci su una nuova partenza dopo l’estate. Del fattore economico nemmeno parlo. L’Aurora Basket ha dirigenti volenterosi ma nessun mecenate. Gli sponsor fanno quello che possono. La realtà è che stiamo in piedi con le quote degli affiliati, senza le rate dei ragazzi non arriviamo a chiudere il bilancio. In questo momento, di fronte a uno stop così prolungato non mi sento di escludere alcunché. Vogliamo rialzarci ma qualcuno deve tenderci una mano altrimenti restiamo a terra”.

Un altro grido di dolore, un altro appello da parte di un club antico, che ha sempre svolto un’importante funzione sociale. Chi lo raccoglierà?

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