Home Sport Fabrizio Pagliettini: “La mia ricetta per il Panathlon Tigullio”

Fabrizio Pagliettini: “La mia ricetta per il Panathlon Tigullio”

da Alberto Bruzzone

di DANILO SANGUINETI

Suonerà ingeneroso verso i ‘past president’, eppure in parecchi quando è stata confermata l’elezione di Fabrizio Pagliettini a presidente del Panathlon Club Tigullio Chiavari hanno pensato: “Era ora”. Perché il cambiamento bussa anche alle porte di un onorato e consolidato ente di propaganda sportiva come quello fondato 69 anni fa a Venezia ed emergeva con chiarezza che ci fosse bisogno di un rinnovamento non solo guardando ai dati anagrafici del nuovo consiglio appena insediatosi, anche se Fabrizio per mentalità, idee ed energie sembra un ventenne, e cancella ‘qualche lustro in più’ con un dinamismo impressionante.

Direttore tecnico del Golf Club Rapallo, impegnatissimo nell’opera di propaganda del suo sport, ancora più convolto nel sociale, con varie collaborazioni con società del terzo settore, a tempo perso (ma guai a dirglielo perché per lui è una passione che non tramonta) musicista con una vena rock, chitarrista, autore, interprete di spettacoli musicali e non. Un vulcano che porta musica nuova nella cucina dei panathleti.

Il Panathlon Club Tigullio Chiavari ha rinnovato il 14 gennaio scorso le cariche sociali valevoli per il biennio 2020/2021. Il chiavarese Pagliettini, 54 anni, entrò a far parte della sezione Tigullio del club undici anni fa, in mezzo è stato, tanto per non impigrirsi anche presidente dell’Associazione Italiana Tecnici di Golf.

Avrà sostegno da un consiglio direttivo composto da Nicola Allegretta, Giuseppe Iaffaldano, Gianni Banfo, Alessandro Cuneo, Franco Lazzari, Giovanni Mammola, Michele Priolo e Marco Ricchini. Pagliettini sarà per 24 mesi alla guida di uno dei club più rinomati e grandi del mondo Panathlon: tra i suoi soci ci sono il Segretario Generale del Panathlon International Simona Callo, il Past President del Distretto Italia Federico Ghio, il Governatore dell’Area 04 Liguria Germano Tabaroni e il Segretario e Tesoriere dell’Area 04 Renzo Romiti.

Il presidente (a destra nella foto a fianco), come è nel suo stile, ha approfittato del discorso di insediamento per tracciare le linee programmatiche di un mandato che verrà coperto a spron battuto. “Il mio primo doveroso ringraziamento è stato per Michele Priolo che ha svolto uno splendido lavoro nei due mandati precedenti. Poi ho indicato i tre obiettivi principali del mio mandato, quelli sui quali intendo lavorare sin da subito. Primo: un maggior coinvolgimento dei media. Secondo una grande attenzione agli sportivi ‘deboli’, alle categorie disabili naturalmente ma anche ai ‘non campioni’. Terzo, trovare e coinvolgere personalità importanti dello sport e non solo, farli diventare dei ‘testimonial’ che ci aiutino a trasmettere, a potenziare il complesso dei nostro valori”.

E a tamburo battente i concetti vengono rafforzati da esempi pratici. “Io credo nella divulgazione, ossia nel riuscire a raggiungere più persone possibile. Usando ogni mezzo. Oggi se non sei sui media, tutti i media, da quelli vecchi ai nuovissimi, non hai speranze, anzi non ‘sei’ e basta. Certo, il Panathlon ha usanze e rituali che vanno rispettati, solo i messaggi e i discorsi a volte bellissimi che vengono comunicati nelle conferenze e negli incontri tra soci possono essere portati all’esterno”.

Poi c’è il discorso sull’etica sportiva. “Il Panathlon ha fatto e continuerà a fare tantissimo per aiutare lo sport, tutte le discipline e tutti gli atleti. Saremo molto attenti allo sportivo tout court, senza altri aggettivi, senza distinzioni ulteriori. Lo sport paralimpico sarà uno dei nostri temi ricorrenti, ma anche lo sport per tutti, che garantisca anche a chi non è un campione la giusta attenzione. Il punto sarà quello di propagandare lo sport ‘regolato’, ‘giusto’. Faremo presente soprattutto ai più giovani che le uniche vere vittorie sono quelle senza trucchi, in competizioni leali per atleti leali. E che il diritto allo sport va posto tra quelli inalienabili e irrinunciabili”.

Infine la caccia al testimonial. “Il personaggio di spicco che ci dia una mano, non che faccia un passaggio dalle nostre parti per una serata che lascia poche tracce e poco seguito. Un nome importante sotto il profilo sportivo e etico che veicoli al di fuori del Panathlon le idee e i progetti dello stesso”.

Naturalmente oltre ai tre pilastri la presidenza Pagliettini si ripromette altre imprese: “Per esempio dare il giusto e meritato rilievo ai club del nostro territorio, puntando il riflettore su più società, più atleti e più discipline possibili”. Potrebbe bastare ma con Fabrizio ‘Hurricane’ Pagliettini non è detto. Un unico dubbio: chiederà la giornata di 25 ore o ha avuto il permesso di clonarsi?

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