Home SportBasket C’era una volta un palazzetto: la diaspora della Tigullio Sport

C’era una volta un palazzetto: la diaspora della Tigullio Sport

da Alberto Bruzzone

Il Palazzetto della discordia. Storie di ordinarie incomprensioni e straordinarie complicazioni tra una società sportiva e le istituzioni. Una vicenda che ha costretto la Tigullio Sport Team di Santa Margherita, società di punta per il basket regionale, in piena corsa per conquistare un posto in serie C Gold maschile (sarebbe la seconda in Liguria e l’unica della provincia di Genova) a una stagione fuori dalla sua casa, verrebbe da dire fuori dal mondo per quanto le è accaduto e continuerà, con ogni evidenza, a capitargli sino all’estate prossima.

La dirigenza tigullina e l’amministrazione comunale guidata dal riconfermato sindaco Paolo Donadoni sono da diversi mesi sono ai ferri corti. La materia del contendere sono i lavori di adeguamento e ammodernamento dell’impianto sportivo centrale e indispensabile per gli sport di squadra al coperto.

Il Comune di Santa, proprietario della struttura e il Tigullio che lo aveva in gestione, hanno avuto e continuano ad avere idee differenti e valutazioni quasi opposte su quello che è stato fatto e quello che ancora c’è da fare. Il dirigente responsabile del settore pallacanestro della Tigullio Sport Team, il dottor Pio Macchiavello, ha stilato alcune riflessioni sull’accaduto. A sette mesi dal via ai lavori non solo gli obiettivi a breve termine della Tigullio sono in forse, la stessa programmazione a lungo raggio della società cestistica Sammargheritese è nei fatti impossibile da stilare.

“La querelle con il comune risale sin dai tempi della presentazione del progetto di ristrutturazione nel 2016. Potrei elencare le riunioni, le osservazioni, le controdeduzioni portate all’attenzione della controparte, dei progettisti, dei direttori dei lavori, ma dovrei occupare la vostra attenzione per ore. Mi limito a dire che nel 2017 e 2018 siamo intervenuti e riusciti a far correggere i progetti e le delibere relative. Finalmente lo scorso 4 giugno si è cominciato a lavorare su una struttura costruita nel 1973 e che non ‘ce la faceva veramente più’. L’architetto Greppi di Brescia cura la progettazione e direzione dei lavori che sono affidati all’associazione temporanea di imprese Pareti Geom. Fabio s.a.s.Engineering Costruzioni Gruppo Empoli Luce s.r.l.”.

Macchiavello ricorda: “Noi eravamo preparati a un periodo di disagi sia per la prima squadra che per un settore giovanile che conta diverse decine di tesserati, tra Under 18, Under 14, Under 13 e Minibasket. Non potevamo sapere in quale odissea ci saremmo cacciati”.

Lo scorso novembre le dichiarazioni dell’architetto Linda Peruggi, che per conto del Comune segue l’andamento dell’opera, spingono il dottor Macchiavello a una pungente replica. “In una seduta del Consiglio Comunale, l’architetto diceva che si era reso necessario in corso di realizzazione, in seguito alla richiesta del gestore, ossia noi della Tigullio Sport Team, un adattamento progettuale. La realtà dei fatti è completamente diversa. Non avevamo avanzato alcuna richiesta di adeguamento al livello Silver 1 del Palazzetto per una ragione semplicissima: il livello di un impianto sportivo di pallacanestro non dipende dal proprietario dell’edificio o dalla società che gestisce, bensì è un termine convenzionale che nel Regolamento degli impianti della F.I.P. (Federazione Italiana Pallacanestro) sta a indicare un palazzetto con capienza di spettatori compresa fra 201 e 1000 persone. Il Palazzetto di Santa ha una capienza di circa 400 spettatori e, quindi, è già di categoria Silver 1. Per la verità sarebbe più corretto dire: aveva una capienza di circa 400 spettatori, perché quando i lavori saranno terminati la capienza si ridurrà a 300. Per ognuno dei livelli sopra citati la Federazione detta specifiche norme che, in caso di inosservanza, comportano la mancata omologazione del campo e l’impossibilità di disputare i campionati”.

La Tigullio lamenta la poca sensibilità della giunta, fatta eccezione per il delegato allo sport. “La dottoressa Marchesini è l’unica dell’amministrazione a rispondere con puntualità alle nostre osservazioni e fare il possibile per venirci incontro. Torno a sottolineare che stiamo spendendo una marea di soldi per allenarci o giocare le partite di campionato in altri impianti (che dobbiamo naturalmente pagare). Senza contare il fatto di essere perennemente in trasferta e quindi sobbarcarci continui trasferimenti. Disagi per la verità sopportati stoicamente dai giocatori o dai loro genitori, che ringraziamo, delle squadre di basket, volley, karate e ginnastica ritmica”.

Eppure alla Tigullio sono così ‘matti’ che provano ugualmente a vincere il campionato con la prima squadra e accedere alla serie C Gold (categoria sportiva che non ha nulla a che vedere con la classificazione dell’impianto come C Silver, che consente di partecipare non solo al campionato di C Gold, ma anche a quello di serie B, sempre che vi siano ancora 400 posti).

“I ragazzi sono incredibili. Nonostante gli scarsi allenamenti (soltanto due alla settimana e grazie alla Pro Recco Basket che cortesemente ci ospita) e le partite casalinghe a… Rapallo e Chiavari, città dove abbiamo usufruito della squisita disponibilità degli uffici comunali e dell’Aurora Basket, siamo primi nella regular season con 6 punti di vantaggio. A maggio potremmo affrontare i play off in posizione di vantaggio”.

Un traguardo ancora distante, così come si allontana il rientro a casa. “Il cronoprogramma dei lavori è stato riformulato diverse volte. In avvio, informalmente, ci era stato riferito che il Palazzetto sarebbe stato messo nuovamente a disposizione a settembre per gli allenamenti (senza spogliatoi) e dagli inizi di ottobre per le partite di campionato (con spogliatoi). Poi siamo passati a dicembre, infine lunedì scorso, 20 gennaio, era fissata la consegna del piano di gioco, il terreno a dirla in parole povere per poterci allenare, senza riscaldamento e senza spogliatoi. Siamo andati a vedere e abbiamo dovuto dire no: non era libero neppure l’intero perimetro del campo da basket, nei vertici, i punti di incontro di lati lunghi e lati corti del rettangolo, c’era una recinzione del cantiere che tagliava via gli angoli. Un pericolo chiaro per l’incolumità degli atleti. Naturalmente mai avremmo chiesto al settore giovanile di allenarsi senza riscaldamento e spogliatoi, speravamo che almeno con i ‘grandi’ avremmo rivisto casa. Abbiamo dovuto dire no grazie!”.

Il dottor Macchiavello ha chiesto lumi alla Città Metropolitana e si è rivolto al Governatore della Liguria, Giovanni Toti, e all’assessore allo Sport, Ilaria Cavo. “Dalla Regione neppure un cenno. Sempre a prescindere dai costi e dai disagi delle perenni trasferte, non so più a chi rivolgermi, soprattutto perché Chiavari sta facendo fin troppo e non può accogliere più di un certo numero di richieste perché anche da loro si svolgono allenamenti e gare di varie discipline sportive e l’impianto è saturo”.

Il dirigente nella sua filippica sul Palazzetto conclude con l’inizio dell’orazione più famosa di Cicerone. Fino a quando abuseranno della nostra pazienza? Un palliativo per i suoi motivati furori potrebbe essere dato dal ricordo di un’altra impresa compiuta da una società sportiva nelle vicinanze. Alle avversità e agli errori umani rispose con i trionfi sportivi e il riscatto del campo. Dottor Macchiavello, si ricordi dell’Entella condannata alla Lega Pro senza colpe che in pochi mesi risorse ‘più bella e forte di pria’.

(d.s.)

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