Real Fieschi, spunta un nome per salvare la società
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Real Fieschi, spunta un nome per salvare la società

Quando suona la campana per una società di calcio, soprattutto una che ha un settore giovanile fiorente, non è mai una questione isolata, non serve interrogarsi sui rintocchi. Il Real Fieschi ha storia breve e lungo blasone: sorto a inizio 2012 da un motu proprio di Andrea Levaggi. Che in precedenza aveva deciso di staccare il cordone ombelicale che lo teneva attaccato al Gruppo Sportivo Levante. Una società di ciclismo che aveva ravvivato e sostenuto sino a farla diventare un punto di riferimento delle categorie giovanili. Da esperto e dirigente rispettatissimo nel ciclismo a patron per sua stessa ammissione inesperto di un club calcistico. Eppure le sue doti manageriali nei primi anni di vita dei biancoazzurri domiciliati a San Salvatore di Cogorno funzionavano al meglio: campionati e tornei vinti in successione rapida, sembrava voler emulare, sia pure in piccolo, l’ascesa irresistibile dell’Entella di Antonio Gozzi.

Il presidente aveva scelto come aiutanti e compagni di viaggio Claudio Giarrusso, Cristina Levaggi, Elisa Cerro Catania, Lorenzo Costa e Andrea Maoli. Alla prima apparizione in un torneo Figc, nella stagione 2012/2013 domina la Terza Categoria e ottiene la promozione diretta in Seconda. Da matricola in questa categoria si piazza al quinto posto. Il primo luglio del 2014 inaugura il settore giovanile e si ritaglia anche qui uno spazio più largo del previsto: copre tutte le leve, dai Piccoli Amici sino agli Allievi, nelle settimane successive dà vita al ‘City Camp Summer 2014’ con 110 iscritti impegnati sul campo San Martino. Nel 2014/15 fa un boccone della concorrenza e ottiene la sua seconda promozione con la vecchia volpe William Bottaro in panchina. Prospera anche il settore giovanile. Viene aggiunta la Juniores alle altre categorie.

Inserita nel girone B di Prima nella stagione 2015-2016 raggiunge l’apogeo della sua parabola: vince di slancio il torneo, la Coppa Liguria e il titolo regionale di Prima Categoria, la Juniores conquista il titolo regionale. Nel 2016-17 difende il posto in Promozione: l’inesperienza rischia di giocare un brutto scherzo, nel corso del torneo arriva a salvare la situazione David Cesaretti (l’attuale consigliere delegato allo Sport del Comune di Chiavari) che rileva in corso Bottaro. Nell’estate 2017 altre ambiziose iniziative per il settore giovanile: il Travel Camp, una settimana di calcio per i più giovani ad Abbadia San Salvatore; la conferma del City Camp Summer 2017 e del torneo di calcio giovanile ‘Trofeo dei Fieschi’.

Pare tutto filare per il meglio, nei due successivi campionati di Promozione il Real ottiene un quinto posto e un secondo posto, con accesso ai play off e promozione in Eccellenza solo sfiorata. Il vivaio stringe intese con il Sestri Levante e mantiene numeri interessanti almeno dal punto di vista della partecipazione. Confermati tutti gli eventi principali: City Camp Summer, Travel Camp (nel 2018 a Fanano, Modena), Torneo di Calcio Giovanile dei Fieschi, vengono coinvolti quasi 500 atleti.

A dirigere settore giovanile prima Giacomo Gandolfo e, dall’estate scorsa, Eugent Zeka, allenatore abilitato Uefa che propone un lungimirante percorso di crescita dedicato soprattutto alle leve più giovani, come Pulcini, Primi Calci e Piccoli Amici, sfruttando i due impianti sportivi (campo a 11 in sintetico di San Martino, campo a 5 sempre in sintetico di Belvedere a Cogorno alto) messigli a disposizione dal Comune di Cogorno. Insomma, sino all’estate scorsa dava l’impressione di poter essere una replica, sia pure in tono minore, dell’Entella. Aveva stretto anche un accordo con il club chiavarese, quasi a sottolineare che voleva essere un satellite di prima grandezza nella galassia biancoceleste, un accordo che però non aveva avuto seguito concreto.

Nel torneo di Promozione 2019-20 il Real Fieschi ha mostrato quasi subito di avere il fiato corto. La squadra indebolita da partenze eccellenti – molti grossi nomi non avevano accettato il drastico taglio dei rimborsi spese – stenta in avvio per riprendersi con qualche fatica. Il girone di andata a fine dicembre vede il Real Fieschi appena sopra la zona retrocessione. Il girone di ritorno si annuncia complicato ma non impossibile, i cogornesi conservano un organico in grado di salvarsi senza troppi patemi.

Ma il 7 gennaio la società comunica che in una riunione tenutasi poche ore prima il presidente Andrea Levaggi ha deciso di sciogliere la società, lasciando liberi i tesserati. La subitanea decisione presa dal presidente Levaggi, più che mai padrone delle sorti ‘realiste’, e dai suoi (sparuti) consiglieri di non proseguire nell’attività per sopraggiunte, insostenibili e irrisolvibili ristrettezze finanziarie, sorprende alcuni e getta nello sconforto altri, soprattutto dispiace a chi è convinto che il calcio dilettantistico sia la vera base e il vero primo motore del movimento nazionale.

Il discorso su come si sia arrivati al punto di non ritorno appare complesso. I costi che deve affrontare una società militante nella categoria di Promozione, la quarta a partire dal basso, sono via via aumentati e sono sicuramente pesanti per chi vive solo delle oblazioni dei dirigenti, senza sponsor e senza poter ricavare molto dalle quote del settore giovanile.

Ma non sono giunti certo inattesi. Il bilancio consuntivo di gennaio non è certo diverso da quello preventivo di luglio. Pare che Levaggi e il consiglio siano stati ‘stesi’ dal mancato sostegno di alcuni finanziatori e sponsor che in precedenza era stato loro garantito. Un dietrofront a quattro mesi dall’inizio dell’attività agonistica che lascia comunque perplessi. Oltre al vuoto aperto nel girone B di Promozione (domenica 14 il Real non si è presentato al match in casa del Canaletto) c’è un settore giovanile forte di oltre 70 elementi abbandonato nel bel mezzo di una stagione. Un disastro in medias res che ha mobilitato i vertici del calcio regionale e pure gli amministratori del comune di Cogorno, che non potevano ignorare il disagio di molti bambini e dei loro genitori. A sorpresa (o forse no) a una settimana dal coup de théâtre spunta una soluzione del penultimo secondo.

Ci sarebbe una cordata di vecchi dirigenti della zona, capitanata da Franco Cicala, rispettatissimo manager del Villaggio Calcio dei tempi ruggenti (anni 70-80-90), uomo di calcio dalla reputazione inattaccabile, stimato in Federazione e nelle alte sfere. Cicala avrebbe trovato anche un finanziatore in grado di coprire le spese da qui a fine stagione, e per la prima squadra (che ha ripreso ad allenarsi a inizio settimana) e per il settore giovanile. Si parla con sempre più insistenza del gruppo Gattiglia, già proprietario di un supermercato della catena Basko a Cogorno. Molto rumore per nulla? C’è da sperarlo, anche se bisogna attendere che i ‘salvatori’ si palesino e soprattutto chiariscano le loro intenzioni.

Ciò che resta è la sensazione che dirigenti di calcio non ci si inventa, lo si diventa con tempo, pazienza e soprattutto tanta umiltà. Che è sempre pericoloso correre dietro le illusioni. Ricordate la favola della rana e del bue? Il segreto è comprendere sino a dove ci si può spingere senza rischiare il grande botto.

(d.s.)

16 Gennaio 2020