Home Body Building Bagnolati, la body builder che ha scelto il veganesimo

Bagnolati, la body builder che ha scelto il veganesimo

da Alberto Bruzzone

di DANILO SANGUINETI

Una bodybuilder vegana. È il titolo perfetto per il classico pezzo che ‘si scrive da sé’: un accostamento così insolito, improbabile e stuzzicante che riempie da solo diverse cartelle. E i dettagli sono anche meglio.

Eppure Barbara Bagnolati sembra stupirsi dello stupore altrui. A lei sembra normale essersi inventata, quando era già negli ‘anta’, campionessa di Body Building, poi aver fatto il salto da amateur a pro in soli sei anni con la non trascurabile aggiunta di seguire una dieta alimentare che sembra in evidente contrasto con le necessità di una disciplina basata sulla tonicità del fisico, cura all’estremo della massa muscolare, riduzione del grasso corporeo e cura dell’epidermide in funzione di un miglioramento estetico generale.

La campionessa emiliana, trapiantata a Bonassola per ragioni affettivo-lavorative, è entrata nel mondo dei ‘costruttori di corpi’ quando aveva tramutato da pochi anni il suo vegetarianesimo in veganismo militante. Una doppia capriola con salto mortale, un’ulteriore variazione che la rende una perla rara anche in un mondo a parte, popolato da personaggi unici, come quello del Body Building. Ed è ancora più bello che nel suo racconto non si trovi traccia né di fanatismo né di sensazionalismo.

La ragazza, classe 1967, nata a Bologna, è convinta che molti potrebbero seguirla, se ne avessero la costanza e l’intimo convincimento. “Io ci sono arrivata per gradi, nessun impulso o folle amore della prima gioventù ma un ragionamento e un processo di apprendimento misurati, passando per gradi e seguendo una linea teorica precisa. Sono diventata vegetariana 15 anni fa, una decisione improvvisa motivata dalla visione di un reportage televisivo sugli allevamenti intensivi. Mi spinse ad abolire la carne, in ogni forma di trattamento e cottura, dalla mia tavola. Mutamento di vita meno difficile del previsto, più faticoso fu il passo successivo. Cinque anni dopo mi decisi di abbracciare la filosofia vegana. Un approdo secondo me abbastanza naturale, per altri una forzatura. Soprattutto una scelta minoritaria che ha conseguenze inevitabili sulla vita di relazione, essendo allora molto pochi gli esercizi pubblici ‘attrezzati’ per ospitare vegani. Difficile uscire con amici o viaggiare quando non ci sono posti attrezzati per ospitare un vegano”.

L’aver aderito al veganismo, ossia alla corrente dei vegetariani ‘integralisti’ che non consumano nessun tipo di prodotti animali e perciò hanno bandito dalla loro tavola anche i latticini, ha però spinto Barbara a rivedere anche il suo rapporto con lo sport. “Sei anni fa mi hanno proposto di prepararmi e poi partecipare a gare di body building. Sulle prime proprio il fatto di essere vegana mi sembrò un ostacolo insormontabile, poi l’incontro con il coach genovese Gabriele Baccinelli mi ha cancellato i dubbi. Mi prospettò un duro lavoro di mesi, se non anni, finalizzato a migliorare il mio corpo usando solo cibi vegan, senza usare integratori. Solo palestra e un minuzioso controllo dell’alimentazione, dosaggi, alternanza dei piatti, con variazione nei piatti. È stata dura? Sì, ma Gabriele e devo dire, anche la sottoscritta, sono stati due motivatori formidabili. Il traguardo era quello di controllare la massa magra, lo smaltimento delle scorie e dei liquidi in maniera totalmente naturale. Ci sono riuscita e questo basterebbe a farmi felice. In più tanta palestra che mi ha permesso di fare il salto da amateur a pro e negli ultimi tempi conquistare alcuni riconoscimenti”.

I riconoscimenti che la modesta Barbara non elenca sono una bella lista di medaglie internazionali, solo per rimanere agli ultimi due anni (“quando gli effetti di diete e allenamenti hanno cominciato a vedersi…”) agli Icn Universe 2019 a Rimini primo posto nella categoria Figure International Masters, secondo posto nella categoria Bodybuilding; terzo posto nella categoria Ms. Figure Pro, quarto posto nella Figure International Open. Poi titolo europeo in Slovenia e Mondiale in Australia.

L’impressione è che la carriera di Barbara sia in piena ascesa. “Intanto, ho dimostrato che essere atleta ed essere vegana non sono condizioni incompatibili tra loro. In più l’ho fatto in una disciplina famosa per gli eccessi, nell’alimentazione come nella pratica. Io sono arrivata a riscuotere consensi seguendo la mia via, naturale e graduale, senza ‘scorciatoie’. Adesso spero di poter dire la mia nel mondo dei Pro, dove si vincono premi in denaro che non ripagano certo delle spese per trasferte, allenamenti e costumi ma se non altro alleggeriscono il budget richiesto”. Barbara ha molto tempo libero perché gestisce un resort a Bonassola aperto solo nei mesi estivi. “Non siamo alla Cinque Terre e per 8 mesi possiamo solo aspettare i turisti che arrivano in massa da giugno a settembre. Io sono venuta qui tanti anni fa per seguire il mio fidanzato che aveva aperto questa struttura. Ho lasciato l’azienda di famiglia a Bologna dove avevo sempre lavorato. L’Emilia un po’ mi manca, ma devo dire che la Riviera è un posto magnifico per concentrarsi e allenarsi. E poi mi tengo in contatto quotidiano con il mio coach Baccinelli, che ha aperto una scuola a Perugia, e con i miei amici, quelli vecchi e quelli che mi sono fatta nel mondo del Body Building, via Internet. Con il loro sostegno e consiglio affronto gli esercizi quotidiani in palestra e sono pronta per iniziare un altro anno di lavoro e competizioni. A febbraio si comincia, faccio la valigia, preparo i miei ‘beveroni’ – c‘è poco da fare, noi vegani dobbiamo fare tutto da soli per essere sicuri di assumere sostanze non proibite – e via per un’altra sfida”.

Complimenti Barbara, inflessibile solo con te stessa, campionessa nella testa prima che sulle pedane. Predichi bene e ‘razzoli’ meglio.

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