Home Aziende in vetrina Autoscuola Riviera: i segreti della guida da trentacinque anni

Autoscuola Riviera: i segreti della guida da trentacinque anni

da Alberto Bruzzone

di DANILO SANGUINETI

Un’autoscuola che ti insegna a percorrere le vie rette e allo stesso tempo ti prepara per le curve, chiamale svolte, deviazioni o sterzate, che a bordo di un veicolo, che abbia due, quattro o ‘parecchie’ ruote, prima o poi ti capiterà di incrociare.

Tra molti che preparano a un compito che è reso da un lato più facile e dall’altro molto più insidioso grazie alle enormi innovazioni tecnologiche degli ultimi tempi, c’è da 35 anni l’Autoscuola Riviera di Lavagna. Un modello di insegnamento che, inevitabile il gioco di parole, ha fatto scuola presso le altre agenzie del Levante. Il motore di chi spiega i motori ai neofiti è Tiziano Mosto, fondatore assieme ai familiari della ditta, oggi rappresentante legale della stessa.

Tiziano, ‘Titti’ per amici e conoscenti, ha sempre interpretato con grande professionalità il ruolo di formatore. Ha istruito, assieme a decine di collaboratori, autisti di ogni genere ed età. Oggi l’Autoscuola Riviera ti accompagna passo passo negli studi teorici, in quelli pratici e naturalmente all’esame per conseguire qualsiasi tipo di patente automobilistica, dal semplice motorino monomarcia fino all’auto-articolato che richiede abilità e conoscenze complesse.

Saliamo assieme a lui nella macchina del tempo. Una retromarcia molto più impegnativa di quelle richieste dagli esaminatori, anche da quelli più severi. “Iniziamo qui, dove ci troviamo ancora oggi, ossia in via Santa Giulia 15 a Lavagna, nel 1985. Per tre anni eravamo una semplice scuola guida che preparava per ottenere la patente di categoria A e quella patente B. Il primo step tre anni dopo, nel 1988, quando estendemmo la gamma dei servizi offerti alla clientela: da quel momento in poi chi veniva da noi poteva conseguire anche tutte le patenti di categoria superiore”.

In soldoni significa che molti, moltissimi autisti nati nel Tigullio, che ancora oggi sono alla guida dei ‘bisonti’ che ogni giorno si scapicollano per le strade di Europa, hanno avuto il loro battesimo del fuoco con la ‘Riviera’.

“In quegli anni il codice stradale venne modificato più volte e logicamente chi lavorava nel settore, comprese le scuole guida, dovette adeguarsi”. Il processo di ristrutturazione vide ancora una volta Mosto e la sua scuola fare da capofila: “Riviera è stata uno dei tre soci fondatori ed aderisce tutt’oggi al Consorzio Autoscuole ’95, nato per la gestione dei veicoli pesanti e l’ottimizzazione dello svolgimento degli esami di guida per le patenti superiori”.

Non pensate a una sorta di cartello, perché fu un’unione che portò l’intero settore a crescere in maniera razionale. “L’appartenenza al Consorzio Autoscuole ’95 ci ha permesso di migliorare ed aumentare la frequenza dei corsi offerti. La prova è che il consorzio nel 2008 è raddoppiato, accogliendo altre tre autoscuole. Quelle che ancora oggi ne fanno parte, coprendo Casarza, Carasco, Chiavari, Rapallo e, noi, Lavagna”. È stato così possibile promuovere un’offerta centralizzata per i corsi di recupero punti, il conseguimento e il rinnovo delle carte di qualificazione del conducente, i corsi di conseguimento e il rinnovo ADR, i corsi di teoria per le patenti superiori.

“I nuovi regolamenti e le pratiche burocratiche per rispettarli richiedono investimenti ingenti di tempo e soldi da parte nostra e da parte del cliente. Non sarei in pace con la mia coscienza se non offrissimo il meglio. Possiamo mettere a disposizione molteplici motoveicoli, dei mezzi pesanti necessari per gli esami di guida delle patenti superiori e tre autovetture in gestione a tre diversi istruttori. Abbiamo quindi, oltre a una grandissima elasticità di orario, durante tutto l’arco della giornata, anche la possibilità di effettuare i corsi di guida sui mezzi più congeniali al conseguimento della patente desiderata”.

L’adeguamento costante del parco macchine – allo stato dell’arte ci sono 3 Peugeot 208, poi auto con il cambio automatico, moto di diverse cilindrata, scooter monomarcia, un autocarro, un autobus, due rimorchi per autotreno – procede di pari passo con il miglioramento delle tecniche pedagogiche: “Ai miei istruttori chiedo esperienza ma anche affabilità. Per instaurare il giusto rapporto con gli allievi, per facilitare l’apprendimento ritengo il fattore umano decisivo”.

Si intuisce che il ‘mood’ della scuola di Lavagna è improntato sul carattere del patron. Tiziano Mosto ha sempre un sorriso e una battuta per chiunque: “Cerco sempre di vedere il lato positivo. Anche se non è sempre facile, perché pure nel nostro settore sono arrivate le complicazioni. Per esempio, da qualche anno la burocrazia ha deciso di digitalizzare l’intero processo di studio e conferimento delle patenti, il solo dover portare su computer i nostri archivi ha richiesto uno sforzo notevole. Dal punto di vista economico puro, non si pensi che il proliferare di attestati e la parcellizzazione degli esami abbia giovato. A volte mi ritrovo a calcolare quanti anni mi mancano alla pensione”.

Ha 54 anni, ma oltre 30 di attività. La ‘finestra’ per uscire potrebbe non essere lontana. “Sì, ma poi prevale l’affetto per la ‘creatura’ di famiglia. C’è l’Autoscuola e c’è il Consorzio. Penso che un altro tratto di strada posso ancora percorrerlo”.

La media di allievi dei suoi corsi che ce l’hanno fatta è tale da ‘obbligarlo’ a tener duro. Sono la testimonianza più concreta e tangibile di una metodologia vincente. Certo, l’altra ipotesi gli consentirebbe di dedicare ancora più tempo all’altra sua passione. Titti Mosto a 20 anni era un apprezzato arbitro di calcio, poi gli incarichi nell’azienda di famiglia lo costrinsero a diradare le sue apparizioni sui campi di gioco. Per fare il salto tra gli arbitri professionisti occorreva dare una disponibilità settimanale che non poteva permettersi. Rimase nell’Associazione Arbitri Italiani come osservatore. Manco a dirlo, ha fatto carriera anche in questo ruolo, oggi è nei ruoli della Can B, spesso la domenica invece di riposarsi è in giro per il Nord a giudicare gli arbitri che si affacciano nelle serie professionistiche. “Negli stadi esamino e sulla strada aiuto gli esaminati. A volte penso che la mia vita sia tutto un test”.

Tranquillo ‘Titti’. Lo sapeva anche Eduardo: gli esami non finiscono mai.

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