Difficoltà in famiglia e cattiva gestione dell’ansia: la fotografia degli studenti di oggi secondo il progetto ‘ScuolAscolta’
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Difficoltà in famiglia e cattiva gestione dell’ansia: la fotografia degli studenti di oggi secondo il progetto ‘ScuolAscolta’

di ALBERTO BRUZZONE

Difficoltà in famiglia e problematiche psicologiche. Poi, questioni comportamentali e fatica nell’apprendimento. È questa la radiografia che scaturisce dalla quinta edizione del progetto ‘ScuolAscolta’, che riguarda parecchi istituti scolastici di Chiavari e Carasco (sia medie inferiori che superiori) e che è curato dalla psicologa e psicoterapeuta Erika Panchieri, in collaborazione con la collega Chiara Feno, dietro incarico, spunto e finanziamento da parte del Fondo Chiara Rama.

Partita l’edizione 2019/2020
Il report contiene i dati finali dell’anno scolastico 2018/2019 ed è assai interessante perché fornisce, relativamente ai casi presi in analisi, un quadro medio di quali sono le principali criticità dei ragazzi, così come dei loro insegnanti e dei loro genitori. Spunti di riflessione importanti, sui quali avviare considerazioni e interventi, sia a livello familiare che scolastico.
Per questo, il progetto ‘ScuolAscolta’ sta diventando sempre più prezioso e riscuote, anno dopo anno, sempre maggiori adesioni. Alla sua guida c’è Erika Panchieri, professionista molto stimata e con parecchia esperienza (è psicologa, psicoterapeuta cognitivo-comportamentale, perfezionata in valutazione cognitiva e neuropsicologica e psicopatologa dell’apprendimento).
L’edizione 2019/2020 è partita nei giorni scorsi in parecchi istituti chiavaresi e, da gennaio, andrà a riguardare anche nuove scuole che prima non erano state coinvolte: “Il dato positivo – afferma la psicologa – è che non solo tutte le scuole degli anni passati ci hanno chiesto di poter continuare il percorso, ma anche altre hanno fatto richiesta di essere inserite. Dirigenti scolastici, insegnanti, genitori e ragazzi stanno apprezzando sempre di più la qualità del lavoro svolto e gli effetti positivi che può portare sia nelle dinamiche di tipo personale che di quelle di gruppo”.

Sempre più scuole sono coinvolte
‘ScuolAscolta’ coinvolge, in quest’annata scolastica, i seguenti istituti: Istituto Comprensivo di Carasco; Istituto Comprensivo Ilaria Alpi di Chiavari; Istituto Comprensivo di Lavagna; Liceo Classico Delpino di Chiavari; Liceo Scientifico di Chiavari; Liceo Scienze Umane di Chiavari; Istituto in Memoria dei Morti per la patria di Chiavari; Istituto De Ambrosis Natta sede di Chiavari; Istituto tecnico Caboto di Chiavari; Liceo scientifico-sportivo Gianelli di Chiavari.

Il sistema, come sempre, è quello dello sportello: “Il progetto – ricorda Erika Panchieri (a sinistra nella foto) – ha come obiettivo la prevenzione del disagio in età evolutiva e prevede, per questo motivo, la presenza di uno psicologo a scuola. Nelle passate edizioni, studenti, famiglie e docenti hanno potuto usufruire di questa figura direttamente nel proprio plesso scolastico, con una frequenza di circa una o due volte al mese, sulla base della necessità emersa dall’esperienza dell’anno scolastico precedente. Sono stati effettuati incontri extra solo sulla base delle necessità. Le ore complessive effettuate sono state 182, per un totale di 223 colloqui, a fronte di 137 utenti che hanno fatto richiesta del servizio: 1,62 colloqui ad utente in media”.

Gli utenti del servizio: crescono i genitori
Ed ecco quindi le statistiche dello scorso anno: “Relativamente agli incontri, il 15,32% sono stati con docenti, che hanno richiesto la consulenza dello psicologo per la gestione di studenti problematici all’interno delle classi, alcuni dei quali già utenti dello sportello; il 26,28% genitori, mentre il 58,4% degli utenti dello sportello sono stati studenti. I dati negli anni si mantengono stabili, con un incremento dei genitori tra gli utenti del servizio”.
Le successive tabelle, sono quindi ripartite tra medie inferiori e medie superiori. Nel primo caso, “l’analisi delle consulenze richieste dai soggetti fa emergere le problematiche familiari come prima motivazione nelle scuole medie inferiori, a cui seguono problematiche comportamentali e psicologiche. In questa seconda categoria, sono inclusi principalmente problemi di gestione dell’ansia, bassa autostima e difficoltà a carico delle abilità sociali. Ampio il numero di docenti che hanno richiesto consulenza per la gestione della classe e/o dello studente”.
Diverso il quadro nelle superiori, “dove le problematiche familiari e psicologiche sono presentate come prioritarie. In questa seconda categoria, sono inclusi principalmente problemi di gestione dell’ansia, difficoltà alimentari e nelle abilità sociali”.

Droghe e alcol: allo sportello non se ne parla
In comune, c’è un elemento: “Il fatto che non vengano denunciati con la psicologa problemi relativi alle dipendenze da alcol e da droghe. Quanto al discorso della gestione della classe, è soprattutto un tema proposto dagli insegnanti”.
Un aspetto, quest’ultimo, che merita di essere approfondito. Non è che i giovani non abbiano problemi legati al consumo di alcol e sostanze stupefacenti, anzi. Ma i percorsi per affrontare tali questioni sono completamente differenti.
“Anche noi – illustra Erika Panchieri – mentre stendevamo il report relativo allo scorso anno, ci siamo soffermati a fare alcune valutazioni. Secondo i dati generali, i problemi di alcol e droghe sono sempre più ampi e diffusi. Ci siamo allora domandati perché non vengano mai fuori nel corso delle sedute della ‘ScuolAscolta’. Bisogna fare delle opportune distinzioni. Nei ragazzi delle scuole medie inferiori, per fortuna, queste sono questioni ancora rarissime. Quanto al discorso delle medie superiori, qui il discorso è legato soprattutto al consumo di cannabinoidi”.
Secondo la psicologa, “i ragazzi non ne parlano con noi, per il semplice fatto che fumare qualche ‘canna’ non viene percepito come un problema, non viene avvertito come una potenziale dipendenza. Anzi, spesso il fumare un cannabinoide è visto come un elemento di socialità, un’occasione per stare insieme, e i ragazzi non ci vedono nulla di male. In casi più estremi, poi, difficilmente queste dipendenze vengono affrontate attraverso lo sportello, ma sono le famiglie che vanno a rivolgersi direttamente al Sert. A noi, al massimo, è capitato di indirizzare qualche famiglia ai servizi specifici”.

La gestione della classe
Altro elemento, è la gestione della classe, anche per fenomeni associati al bullismo. La psicologa non usa mai questo termine, ma precisa che “sono soprattutto i docenti a segnalare questo tipo di situazioni, e allora, in quel caso, pensiamo anche a degli incontri di gruppo, perché la gestione della classe diventa una dinamica collettiva, oltre che personale quando c’è da seguire soggetti particolari”.
Il progetto ‘ScuolAscolta’ prevede un massimo di tre sedute, per ogni partecipante. E, quasi sempre, sono sufficienti a risolvere il problema. In caso contrario, è necessaria quella che, tecnicamente, viene definita ‘presa in carico’.

Un servizio molto utile
“Delle 137 richieste arrivate – precisa Erika Panchieri – solo 13 sono state indirizzate verso il servizio pubblico per approfondimenti. L’89,8% degli utenti (123 soggetti) che si sono rivolti al servizio hanno risolto la difficoltà per cui avevano espresso la richiesta all’interno dei tre incontri. Questi dati confermano l’utilità del servizio come attività di prevenzione: viene raccolta e indirizzata verso percorsi più idonei la difficoltà grave mentre, in buona percentuale, si limita la possibilità che disagi minimi possano evolvere negativamente”.
E ci sono anche i servizi ‘integrativi’: “Alcune scuole, oltre al servizio di sportello, hanno richiesto interventi in classe: dieci ore di orientamento alla scelta della scuola superiore; due ore di intervento sul clima di classe. In conclusione – sostiene Erika Panchieri – si può affermare come il servizio offerto si sia rivelato molto gradito dai docenti, dimostrando una buona risposta da parte delle famiglie e soprattutto degli studenti”. Per la parte delle dipendenze, come detto, le vie sono decisamente altre.

Giusta, quindi, l’intuizione da parte del Fondo Chiara Rama, che cinque anni fa volle fortemente questo progetto e incontrò nella psicologa Erika Panchieri un valido braccio operativo. Molto intelligente e lungimirante, poi, da parte delle scuole, approfittare di questa opportunità, fornita da un’associazione solidale che si spende per i giovani del territorio. E che, lungo il percorso, ha poi saputo raccogliere per il progetto altri sostenitori, tra cui l’associazione Entella nel Cuore. Associazioni benemerite e brave professioniste, tutti insieme per produrre un effetto moltiplicatore, in termini di effetti positivi sulla comunità scolastica e sulla comunità in generale.

28 Novembre 2019