Home Attualità Tunnel e infrastrutture nel Levante, vent’anni di discorsi. Occorre smuoversi dall’immobilismo per salvare territorio e aziende

Tunnel e infrastrutture nel Levante, vent’anni di discorsi. Occorre smuoversi dall’immobilismo per salvare territorio e aziende

da Alberto Bruzzone

(r.p.l.) Tunnel corto o tunnel lungo, prolungamenti, gallerie, gronda, bypass: da almeno vent’anni si discute, nel Levante genovese, di come risolvere il problema del traffico, di come superare l’isolamento delle vallate, di come rimarginare la frattura fra costa ed entroterra, garantendo maggiore sviluppo alle numerose aziende del territorio che in molti casi ancora esistono e, in tutti i casi, resistono.

Si discute, per l’appunto. Discorsi tanti, prospettive alcune, fatti concreti zero. Oltre alla lentezza della burocrazia, alla mancanza di finanziamenti, allo scontro ideologico e politico, a farla da padroni sono stati, come tradizione, pure i ‘campanili’: amministrazioni comunali che la vedono a un modo, amministrazioni comunali che la vedono a un altro.

Un gran casino, insomma. E, nel gran casino, la conseguenza prima, solita e immancabile è una sola: l’immobilismo. Che, parlando di trasporti e sviluppo, è decisamente l’atteggiamento peggiore che possa esserci. Di questi e di altri argomenti si parlerà domani a Wylab, nell’intervista pubblica che l’editore di ‘Piazza Levante’, Antonio Gozzi, farà a Raffaella Paita, deputata di Italia Viva e componente della Commissione Trasporti di Montecitorio (venerdì 22 novembre, alle ore 18, in via Gagliardo, a ingresso libero).

In attesa di conoscere le argomentazioni della politica ligure, già candidata alla presidenza della Regione nel 2015 e già assessore alle Infrastrutture della Giunta Burlando, ripercorriamo le tappe di una situazione che annosa è dir poco. Tema principale, i collegamenti tra la Fontanabuona e i comuni del Golfo del Tigullio, Chiavari da una parte e Rapallo dall’altra.

TUNNEL RAPALLO – FONTANABUONA
L’opera ‘principe’ – il cosiddetto tunnel ‘lungo’ – risale al primo decennio degli anni Duemila (2003 circa). Lo studio di fattibilità fu pubblicato nell’aprile del 2010.

Il tracciato si sviluppa a partire dall’autostrada esistente, tra gli svincoli di Recco e Rapallo, e raggiunge la Val Fontanabuona, in corrispondenza dell’abitato di Moconesi, laddove dovrebbe avvenire il collegamento con la viabilità di fondovalle esistente (Strada Provinciale 225). Il progetto del collegamento prevede la realizzazione di opere, che possono essere così sintetizzate:

  • uno svincolo completo che s’innesta sull’Autostrada A12, nel tratto compreso tra le gallerie esistenti Giovanni Maggio e Casalino, con rampe di immissione/uscita sia in direzione Genova sia in direzione Livorno; per consentire l’inserimento dello svincolo, si rende necessaria una variante dell’autostrada esistente con lo spostamento delle carreggiate verso valle nel tratto interessato; in corrispondenza delle rampe di svincolo, è prevista la realizzazione di viadotti per consentire lo scavalco delle carreggiate autostradali;
  • una rampa principale che, con uno sviluppo di circa 5,6 km, costituisce il collegamento vero e proprio con la Val Fontanabuona; essa si sviluppa principalmente in sotterraneo mediante la realizzazione delle gallerie Caravaggio e Fontanabuona di lunghezza rispettivamente pari a 2088 e 2585 m; le due gallerie sono separate da un breve tratto all’aperto in rilevato sito nelle vicinanze dell’abitato di Arboccò; nel tratto terminale della rampa, in prossimità dell’innesto sulla strada provinciale SP22, è prevista la realizzazione della barriera di esazione;
  • l’intervento di adeguamento della SP22 tra il punto di intersezione con la rampa principale e la SP225 in corrispondenza dell’abitato di Moconesi. In corrispondenza delle due intersezioni è prevista la realizzazione di due rotatorie.

Tunnel tra Rapallo e la Fontanabuona: la simulazione del Ponte sul Torrente Lavagna

TUNNEL RAPALLO – SANTA MARGHERITA
Intorno al tunnel tra Rapallo e la Fontanabuona, nel corso degli anni, c’è stato poi tutto un ‘florilegio’ di progetti, più o meno grandi, più o meno impattanti, più o meno faraonici e più o meno utili. Che dire, ad esempio, del tunnel tra Rapallo e Santa Margherita. Se ne parlò tanto, ai tempi della mareggiata dello scorso anno che devastò il litorale verso Portofino, con la provinciale 227 che rimase a lungo impercorribile. Poi, sull’argomento sono tornati, di recente, anche i tre sindaci dei rispettivi comuni, Carlo Bagnasco (Rapallo), Paolo Donadoni (Santa Margherita) e Matteo Viacava (Portofino). Secondo gli amministratori locali, i tempi sarebbero “maturi”. L’infrastruttura si propone di collegare il posteggio di Paraggi con piazza della Libertà a Rapallo, il che consentirebbe di risolvere il problema dei grossi bus turistici nel centro di Rapallo e di Santa Margherita, e il conseguente intasamento, specie in estate, di tutta la viabilità ordinaria. Primo passo, potrebbe essere la galleria di partenza tra Paraggi e Portofino, anche qui un cosiddetto ‘tunnel corto’. Il progetto, ambizioso, prevede di liberare dalle auto la provinciale 227, per lasciarla interamente ciclopedonale.

TUNNEL CORTO DELLA FONTANABUONA
Di ‘tunnel corto’ si parla intanto anche a Chiavari. Considerato che il ‘tunnel principe’ tra Rapallo e la Fontanabuona è stimato in un costo monstre di 308 milioni di euro, nei mesi scorsi è tornata a farsi viva l’ipotesi di un tracciato più piccolo, il cui costo sarebbe di circa 120 milioni di euro. A riportare d’attualità il tema è stato il sindaco di Chiavari, Marco Di Capua. L’idea è quella di collegare i Maggi (ovvero San Colombano Certenoli) con il parcheggio Campodonico, in A12 all’altezza di Chiavari. C’è poi il tunnel della Spinarolache, cominciando da Ferrada, potrebbe spuntare a Salto di Avegno, quindi nei pressi del casello di Recco. Ipotesi sulle quali Anas è stata sollecitata a ragionare nuovamente.

GRONDA DI LEVANTE
Nel primo caso, si tratta del tratto iniziale della cosiddetta Gronda di Levante, altra prospettiva nemmeno più avveniristica, visto che esiste sin dal lontano dicembre del 2002. Il tracciato è di 32 chilometri, per l’80% in galleria: la partenza dalla zona di Rio Campodonico nel comune di Chiavari, per raggiungere San Colombano Certenoli (primo casello), Ferrada di Moconesi (secondo casello) e la località La Presa di Bargagli in val Bisagno (terzo casello), con possibilità di crearne un quarto presso Sant’Olcese o Mignanego. Costo ancora più monstre: 4,7 miliardi di euro e 120 mesi di realizzazione!

E mentre il dibattito è sempre caldo, nei mesi scorsi il presidente della Regione, Giovanni Toti, ha promesso “massimo impegno” presso il Governo. Poi, il Governo giallo-verde è andato a casa. E siamo di nuovo al punto di partenza. In una regione come la Liguria, dove le difficoltà legate ai trasporti sono croniche e ormai cronicizzate, avere un’idea complessiva, e soprattutto precisa, servirebbe come il pane. Invece il quadro continua a essere pasticciato e, soprattutto, raffazzonato. Il modo migliore, ma veramente anche il più autolesionista, per non andare da nessuna parte.

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