Reddito di cittadinanza, Comuni in allarme e lasciati nel caos. L’ennesimo ‘pacco’ da parte del Governo centrale
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Reddito di cittadinanza, Comuni in allarme e lasciati nel caos. L’ennesimo ‘pacco’ da parte del Governo centrale

di ALBERTO BRUZZONE

Doveva essere la panacea di (quasi) tutti i mali. Doveva. Invece è diventato l’ennesimo pasticcio all’italiana. L’ennesimo ‘pacco’ che il Governo centrale ha rifilato alle amministrazioni locali, sempre più oberate in fatto di adempienze e burocrazie e, contestualmente, sempre più svuotate di risorse e di personale.

Il reddito di cittadinanza, grandissimo cavallo di battaglia del Movimento 5 Stelle negli ultimi due anni, ha avuto una partenza che monca è dire poco, almeno per quanto riguarda i comuni del Levante genovese.

Chiavari, per la precisione, è la città capofila di un distretto che comprende anche i centri di Leivi, Cogorno, Carasco e San Colombano. Il sindaco Marco Di Capua, attraverso gli uffici di Palazzo Bianco, ha svolto nei mesi scorsi tutte le pratiche di preparazione. Ma si continua, purtroppo, a navigare a vista, per via di uno sfilacciamento tra enti locali e Ministero. L’ennesimo pasticcio all’italiana, per l’appunto. I comuni fanno il loro dovere, a Roma questo avviene di meno. E chi aveva sperato in un sostegno, è ancora in pieno caos. E le amministrazioni locali, che avevano sperato di poter realizzare importanti lavori (socialmente utili), sono rimaste ancora a secco.

Di Capua e gli altri sindaci hanno quindi chiesto un incontro al Centro per l’Impiego, nel tentativo di correre ai ripari e di districarsi in questo guazzabuglio normativo e soprattutto organizzativo. Il vertice è stato fissato per il prossimo 14 novembre, e vi parteciperanno tutti gli operatori coinvolti e i referenti degli altri Ambiti Territoriali Sociali, con l’obiettivo di concordare un metodo condiviso e una procedura.

“Noi come Comune di Chiavari – racconta il primo cittadino – avevamo già in estate individuato una serie di priorità, a proposito di lavori da far svolgere alle persone che avessero richiesto il reddito di cittadinanza. Ad esempio, la pulizia del lungo Entella e la pulizia dei sentieri sulle nostre colline. Poi tutto si è fermato, anche a seguito del cambio di governo. Peccato, perché noi avevamo fatto la nostra parte e questo tipo di interventi programmati sono e restano da realizzare con una certa urgenza”.

La questione a Palazzo Bianco non si è certo arenata: “Io – prosegue Di Capua – continuo a stare ‘sul pezzo’ e mi farebbe piacere un po’ più di chiarezza, perché così facciamo fatica a capire. Intanto, ho chiesto una relazione ai miei uffici, sullo stato dell’arte e sulle criticità riscontrate. Come Comune, abbiamo già stanziato quarantottomila euro. Solo che qui di ‘navigator’ non ne abbiamo mai visti”.

La normativa sul cosiddetto ‘Reddito di cittadinanza’ prevede, a livello nazionale, al fine di uscire dalla condizione di povertà, oltre a un beneficio economico, due possibili percorsi: l’adesione da parte dei nuclei interessati al Patto per il Lavoro o al Patto per l’Inclusione Sociale. “Quest’ultimo – come ricorda Palazzo Bianco – è affidato ai Servizi Sociali del comune di residenza, i quali per mandato istituzionale hanno competenze nella valutazione multidimensionale e consolidata esperienza rispetto al lavoro in rete con i servizi territoriali”.

A proposito dell’Ambito Territoriale Sociale di cui Chiavari è capofila, si contano 288 beneficiari sulla stessa Chiavari, 16 a Leivi, 27 a Cogorno, 46 a Carasco e 19 a San Colombano. Per i beneficiari del Comune di Chiavari, sono stati espletati i colloqui preliminari, e sono state realizzate le progettazioni.

“La legge – osserva Di Capua – prevede che chi ha diritto offra la propria disponibilità in progetti a titolarità dei comuni, e utili alla collettività. Vanno messe a disposizione almeno otto ore a settimana”. Ora, per quanto riguarda l’elaborazione dei progetti, si è ancora in attesa che il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali predisponga delle linee guida, anche su come gestire le convenzioni con i singoli comuni.

E qui emergono le criticità: anzitutto, per ottemperare alle richieste del Ministero sull’accreditamento nell’apposito portale, è stato necessario impiegare più tempo di quanto previsto, e questo ha di fatto rallentato la gestione dei singoli casi; l’accesso definitivo è avvenuto lo scorso 11 ottobre, quindi molto più in là rispetto al lavoro che era già stato svolto dai Servizi Sociali; non è stata fatta chiarezza su chi andasse inserito nella lista del Centro per l’Impiego e chi andasse inserito in quella dei Servizi Sociali. Ed ecco che tutto si è fermato. Il reddito di cittadinanza è stato una grande trovata elettorale, ma è ancora ben lontano dalla concretezza.

Lungi dal volerne fare un discorso politico, e anzi rimarcando la volontà di piena collaborazione con il governo centrale, i sindaci del territorio chiedono semplicemente di poter partire con i loro progetti, e attraverso le risorse che hanno già stanziato e che, in molti casi, vanno anticipate, per poi chiedere un rimborso al Ministero. Ad oggi, infatti, è stato introitato il 15% del budget, mentre il restante 85% va messo dai singoli comuni, e sarà poi restituito in base alla rendicontazione. Un’altra beffa, insomma.

L’Ambito di Chiavari, numero 56, ha un budget di circa centoventimila euro, per gli anni dal 2018 al 2020. “Speriamo – conclude Di Capua – che si vada verso una soluzione e si possa concordare al più presto la giusta procedura”.

Anche per evitare che una grande illusione diventi una grandissima delusione. Non sarebbe la prima volta, nella storia del Paese. Ma c’è sempre da auspicare di non dover mai scrivere, né raccontare, quella successiva.

7 Novembre 2019
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