“Adotta la palestra”: progetto d’inclusione dei disabili
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“Adotta la palestra”: progetto d’inclusione dei disabili

di DANILO SANGUINETI

Adotta la tua palestra. E adatta la tua mente. Le incomprensioni e gli errori di un tempo sono alle spalle, oggi chi si dedica a uno sport paralimpico ha un’attenzione, possiede mezzi e riceve aiuti impensabili nel secolo scorso.
Questo non vuole dire che oggigiorno chi ha capacità diverse dalla norma, particolarità fisiche o fragilità mentali abbia strada e porte spalancate per accedere a stadi, palestre, palazzetti, campi da gioco, piste e vasche. Anzi.

L’accessibilità degli impianti sportivi –  segnatamente quelli contigui e pertinenti agli edifici scolastici – per chi combatte con la disabilità e vuole praticare, tifare o solo assistere ad eventi sportivi, è ancora lontana dall’essere totale, uniforme e accettabile secondo gli standard di un paese che si pretende civile. Progressi non se ne potranno fare fino a quando ciascun cittadino o almeno una consistente maggioranza, abile e meno abile che sia, non si renda conto che anche questa disuguaglianza è odiosa quanto quelle sociali ed economiche, e va rimossa in fretta.

E siccome sino alla Millenial Generation si è fatto poco e pure gli odierni quarantenni appaiono tardi nel recepire i continui moniti e richiami che da più parti si sono levati, si può solo sperare che siano quelli della ‘Generazione Z’, gli under 20 in una parola, a sollevare la fiaccola e portare avanti il processo di integrazione. Un progresso nella comprensione e accettazione delle disabilità che negli sport deve cominciare proprio da una campagna di sensibilizzazione, affinché gli impianti siano aperti veramente a tutti.

Da questa angolazione la recente iniziativa presentata dal Comitato Italiano Paralimpico-Liguria appare, oltre che meritoria, preveggente. Il concorso ‘Adotta la tua palestra’ è stato lanciato con l’inizio dell’anno scolastico. Per favorire l’inclusione dei disabili in quel di Genova, presso la Sala Marin dei Magazzini del Cotone, martedì 12 novembre verrà presentato il concorso ‘Adotta la tua palestra’.

È un’iniziativa rivolta agli studenti degli istituti secondari di primo e secondo grado. Il presidente del CIP LiguriaGaetano Cuozzo, indica scopi e termini della competizione: “Il traguardo più evidente che si prefigge la nostra operazione è quello di sensibilizzare i giovani verso i problemi legati alle barriere non solo architettoniche, che spesso impediscono ai disabili di accedere agli impianti sportivi. Gli studenti interessati vengono invitati a elaborare soluzioni originali, studiate appositamente per l’occasione, per risolvere un problema che purtroppo è assai diffuso, potremmo dire che riguarda la stragrande maggioranza delle nostre strutture scolastiche”.

Il progetto è un’appendice di un’operazione complessa e meritoria che il presidente Cuozzo e i suoi consiglieri stanno portando avanti da mesi. “Il concorso è un mezzo, il fine è quello di propagandare gli studi compiuti dal nostro osservatorio sullo sport scolastico. Lo abbiamo creato un paio di anni fa, monitora i dati sugli esoneri dall’ora di educazione fisica che vengono richiesti nella scuola dell’obbligo e nelle superiori. Analizziamo le percentuali istituto per istituto, coprendo ogni comprensorio scolastico regionale. Oltre ai dati divisi per anno, zona e tipo di scuola, abbiamo preparato mappe delle società sportive vicine alla sede dell’istituto scolastico e se ci sono e quali sono gli impianti sportivi nei suoi paraggi, diciamo entro un chilometro dall’edificio principale. Il quadro che emerge è chiaro e sconfortante. Vediamo come il ragazzo con particolari problemi spesso è costretto a rinunciare alle ore di educazione fisica non per sua scelta, ma per impedimento oggettivo: mancano gli accessi facilitati alle palestre e alle piscine, quando ci sono spesso non sono in regola o peggio non funzionano (ascensori rotti, un classico ndr), c’è carenza di istruttori ed educatori che abbiano le necessarie competenze per trattare con questi ragazzi e ragazze”.

In parole povere sono ‘espulsi’ dall’ora di ginnastica. Il presidente Cuozzo propone un efficace paradosso: “La cosa più grave è che il fatto viene accettato senza troppe proteste da ciascuna delle parti in gioco, dalla dirigenza scolastica, dalle amministrazioni locali. Solo le famiglie dei ragazzi ‘bloccati’ avvertono e soffrono la palese ingiustizia. Mi e vi chiedo se un vostro figlio fosse esonerato dall’ora di matematica e di francese per carenze organizzative, come la prenderebbero i consigli d’istituto, le rappresentanze sindacali, quelle dei genitori?”.

La battaglia del Cip è anche un’operazione interessata. “Mettiamo da parte il giudizio morale su una simile vergogna civile, c’è anche l’aspetto sportivo: il reclutamento in ogni disciplina avviene a scuola, è lì che c’è la prima selezione, che i potenziali talenti vengono individuati, istruiti, fatti progredire e poi portati nelle varie rappresentative. Ogni anno l’Italia perde decine di possibili Bebe Vio o Alex Zanardi, che mancano all’appuntamento con il loro talento per causa di forza maggiore”.

Scendendo nel dettaglio, l’oggetto del concorso è l’elaborazione di una proposta, che a seguito di analisi dello stato di fatto del proprio edificio scolastico, proponga delle idee per l’abbattimento delle barriere architettoniche presenti sullo stesso, allo scopo di garantire l’accesso alle strutture sportive interne ed esterne e permettere, quindi, la pratica sportiva anche agli alunni diversamente abili e il conseguente rispetto di un diritto costituzionalmente sancito.
L’obiettivo è quello di favorire il processo di integrazione scolastica degli alunni portatori di disabilità e valorizzare lo sviluppo della pratica delle attività sportive e motorie come mezzo non formale di apprendimento. I lavori presentati dovranno rispettare i seguenti requisiti: attinenza alle caratteristiche del concorso; efficacia rispetto alla risoluzione delle problematiche esistenti; economicità e futura fattibilità. Si richiede l’elaborazione di documenti che in primis descrivano lo stato attuale del complesso scolastico con particolare riferimento agli spazi di pratica sportiva, e alla loro accessibilità, visibilità e adattabilità secondo quanto predisposto dalle attuali normative in merito. Quindi, dovranno essere predisposti degli elaborati che diano risposte e soluzioni alle criticità riscontrate. Gli elaborati dovranno essere prodotti in forma scritta, schematica e grafica (ammessi l’uso sia di tecniche digitali sia manuali), raccolti in un’unica cartella con la denominazione dell’Istituto Scolastico caricato su un cd-rom da far pervenire al seguente indirizzo tramite pacco raccomandato o a mano in pacco sigillato: Comitato Italiano Paralimpico – Comitato Regionale Liguria Viale Padre Santo 1 – 16122 – Genova (GE) Italia. Ovvero, in un’unica cartella con la denominazione dell’Istituto Scolastico al seguente indirizzo Pec: liguria@pec.comitatoparalimpico.it.

La partecipazione al concorso è aperta a tutte le Scuole Secondarie di primo e secondo grado appartenenti al territorio della Regione Liguria. La selezione sarà effettuata da una Commissione esaminatrice composta da membri interni al CIP Comitato Regionale Ligure e da Ance. La proposta ritenuta migliore da una commissione selezionata verrà premiata alla fine dell’anno scolastico durante un’apposita cerimonia.

Alla presentazione di martedì 12 novembre interverranno il presidente Gaetano Cuozzo, Mauro Santucci di Cittadinanza Attiva e l’architetto Giorgio Taverna. Il giorno dopo, mercoledì 13 novembre, alle ore 14 al Salone Orientamenti, la Regione e il CNR – Consiglio Nazionale delle Ricerche promuoveranno l’incontro ‘Il superdisabile: analisi di uno stereotipo diffuso’. Si discuterà di come si racconta racconta la disabilità, di solito con interpretazioni opposte e allo stesso tempo intersecate: il pietismo e l’eroismo. Una dicotomia che vale anche e soprattutto per la persona che ‘nonostante’ l’handicap riesce a praticare con successo una disciplina sportiva. Si pianti di giudicare con un metro ‘particolare’ chi affronta e vive lo sport come tutti gli ‘altri’ con ansie, paure, entusiasmi, competitività, perfino cinismo e spregiudicatezza, agonismo a volte esasperato. Normali giudizi per persone che vogliono condurre una vita in mezzo ed eguale agli altri. Purtroppo questo è il paese delle emergenze e del meraviglioso, la lancetta dei giudizi si sposta da un estremo all’altro, guai se rimane ferma nel mezzo. Siamo in Italia, dove ‘normale’ è parola che sottintende un giudizio negativo, quasi sprezzante.

7 Novembre 2019
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