Biomoto: prevenire gli infortuni attraverso la scienza
Aziende in vetrina, Chiavari, Economia

Biomoto: prevenire gli infortuni attraverso la scienza

Prevenire è meglio che curare, recita un antico ma sempre validissimo proverbio. Se poi prevenire è possibile anche grazie all’utilizzo di tecnologie assolutamente d’avanguardia, ancora meglio.

In questo senso, Chiavari si conferma polo d’eccellenza, in fatto di sperimentazione e di visione futura. E forse non è un caso che una nuova avventura imprenditoriale abbia preso forma, nei giorni scorsi, proprio in quella via Davide Gagliardo già sede – presso l’ex Liceo Classico Federico Delpino – di Wylab, ovvero il primo incubatore in Italia di startup a indirizzo tecnologico e a vocazione sportiva.

Ci sono sport, tecnologia e spinta manageriale anche nel nuovo progetto Biomoto, che vede come grande protagonista la ditta chiavarese Copello & Sanguineti, già specializzata – da ben sessantatré anni – in supporti ortopedici e posturali. È proprio Chiavari, grazie alle capacità e allo spirito imprenditoriale dell’azienda, a ospitare il primo centro Biomoto in Italia, che è stato inaugurato venerdì scorso in via Gagliardo e che punta non tanto a curare i malanni e gli infortuni, bensì a prevenirli.

Chi l’ha detto che un atleta, professionista o dilettante che sia, non si debba riguardare anche quando è in salute? È proprio questo, infatti, il punto: i dati del proprio corpo vanno rilevati e analizzati sempre, per studiare eventuali correzioni e con il fine ultimo di evitare gli infortuni. Biomoto riassume tutto questo in un concetto, in una sola parola: è il nostro corpo, quindi la nostra vita, a essere il nostro motore.

‘The motor in you’, il motore dentro ognuno di noi, che va studiato e calibrato nei minimi dettagli. “Tutto parte da una tecnologia tedesca, messa a punto dall’azienda GeBiom. Noi ne siamo venuti a conoscenza e, dopo un’opportuna formazione, abbiamo deciso di portarla in Italia. Il primo centro nasce qui a Chiavari, ma speriamo sia seguito da molti altri”. A parlare è Angelo Sanguineti, titolare della Copello & Sanguineti insieme alla sorella Francesca Sanguineti e a suo marito Pietro Sarti.

Sessantatré anni di attività, ma senza mai sedersi sugli allori, anzi. Quando è stato il momento di accettare una nuova sfida, ecco di nuovo tutti pronti. Chi si ferma è perduto. “Noi abbiamo sempre lavorato nel campo medico e dell’ortopedia – racconta Sanguineti – ma non ci eravamo mai soffermati sul discorso prettamente sportivo. Questa, quindi, è una bella novità, a partire proprio dal nostro staff. Siamo stati in Germania mesi fa, abbiamo conosciuto Biomoto e l’azienda, anche sulla base della nostra esperienza e della nostra preparazione, ci ha scelto per sperimentare il mercato italiano, dopo quello di Stati Uniti e Danimarca”.

Ma che cosa si fa di preciso a Biomoto? “Qui la persona visitata non è mai passiva. Noi immaginiamo sempre un dottore che ci visita e poi emette la sua diagnosi. In questo caso, invece, l’atleta è parte attiva, attraverso uno schermo. Vede quello che sta facendo, come sta rispondendo il suo corpo. È un’esperienza completamente nuova”.

In Biomoto, ci si occupa dello studio e dell’analisi dell’appoggio plantare, sia in statica che in dinamica, usando tecnologie di rilevazione molto avanzate. “Il nostro scopo – prosegue Angelo Sanguineti – è quello di fornire informazioni utili allo sportivo, attraverso la rilevazione e lo studio dei dati nel movimento, per ottimizzare e migliorare la sua prestazione. La particolarità del nostro metodo di analisi è l’adattabilità a ogni tipo di sport. Grazie alle nostre tecnologie, infatti, lo sportivo potrà imparare a correggere gli eventuali errori posturali e a modulare la forza in maniera simmetrica sui due arti inferiori”.

Calcio, tennis, golf, ginnastica, running: sono tante le discipline dove una corretta postura può giovare, sia in termini di salute complessiva che di risultati. Tutti gli atleti, quindi, sono i destinatari di questa proposta, anche i più giovani. Non a caso, le sinergie con Wylab e con la Virtus Entella sono già partite. L’incubatore ha organizzato, nelle scorse settimane, un incontro con il professor Jurgen Holterhus, specialista in tecniche ortopediche e teorico del plantare sensomotorio. La società biancoceleste, invece, ha avviato una partnership che coinvolge gli atleti del settore giovanile e che è coordinata dal dottor Attilio Smeraldi, medico sociale dell’Entella. “I nostri cinquecento ragazzi circa, tra scuola calcio e settore giovanile – spiega Smeraldi, che è specializzato in Medicina dello Sport – si sottoporranno tutti quanti ai test, in base a un accordo preso con questa nuova realtà. Noi, poi, confronteremo quei dati con quelli in nostro possesso. Soprattutto per quanto riguarda i ragazzi più grandi, le informazioni ottenute saranno molto utili, sul tema della prevenzione degli infortuni e dell’utilizzo corretto del proprio corpo attraverso una giusta postura”. I ragazzi della Virtus Entella si sottoporranno, per la precisione, allo ‘spinal meter’, l’innovativo e unico dispositivo medico per l’esame biometrico posturale senza radiazioni.

Biomoto significa anche posti di lavoro. Nello specifico, sono coinvolti – anche grazie a un’opportuna formazione – i giovani tecnici ortopedici Roberto Cantoni e Marta Sanguineti. Marta, in particolare, è l’ultima generazione di casa Copello & Sanguineti: laureata da un paio di anni, ha frequentato un master a Pisa in posturologia clinica. Sia Marta che Roberto, poi, sono stati per due settimane in Germania, a seguire il corso di Biomoto, e sono costantemente in contatto con il professor Holterhus.

“Durante la nostra analisi – conclude Angelo Sanguineti – viene preso in considerazione tutto il corpo, attraverso i migliori sistemi di rilevazione del contatto del piede al suolo, e attraverso le videocamere per l’analisi posturale e la rilevazione stabilometrica. Ciò ci permette di dire che disponiamo di uno dei sistemi di processo di analisi del movimento più completo sul mercato”.

Forza, momento, torque, energia, pressione, distanza, velocità, accelerazione, massa e inerzia sono criteri essenziali dell’analisi Biomoto. “Ma centrali sono anche l’esperienza dei nostri tecnici e l’utilizzo di protocolli di movimento collaudati al fine di ottimizzare la performance sportiva. Per effettuare un’analisi Biomoto, i nostri tecnici si basano sui principi di causa-effetto e sulla profonda comprensione della distribuzione delle forze nel corpo e delle sue risposte nel gesto atletico. Il reclutamento di muscoli, tendini, ossa, legamenti, basato sulla fisiologia del sistema neuromotorio, assicura adattamento e ottimizzazione del movimento. Il punto di contatto al suolo è quindi di particolare importanza per noi. La base del nostro lavoro si basa su un approccio olistico al corpo e sull’analisi del movimento”.

Prevenzione, ma solo grazie alla scienza. Con la P e la S entrambe maiuscole.

(al.br.)

24 Ottobre 2019
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