La Biblioteca di Lavagna riapre, in attesa del bando definitivo del Comune
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La Biblioteca di Lavagna riapre, in attesa del bando definitivo del Comune

di ALBERTO BRUZZONE

Qualche settimana fa, non senza un certo disappunto, ‘Piazza Levante’ ha raccontato la vicenda della chiusura della Biblioteca comunale di Lavagna. Oggi, a distanza di giorni e soprattutto in presenza di soluzioni concrete, ci piace raccontare il percorso inverso. Quello di un Comune che è riuscito ad affrontare il problema, a rimboccarsi le maniche, a cercare le giuste collaborazioni e a trovare, infine, una soluzione che, pur nella sua momentaneità, è ugualmente sempre preziosa, perché consente di continuare a erogare un importante servizio, e non solo per i numerosi studenti della zona.

Il moto di contrarietà, nei giorni successivi all’annuncio della chiusura, da parte del sindaco Gian Alberto Mangiante e dell’assessore comunale alle Politiche Giovanili, Chiara Oneto, era stato ingente e fragoroso, e non solamente da parte delle opposizioni. La struttura di piazza Ravenna, intitolata a Giovanni Serbandini Bini, aveva chiuso i battenti in quanto l’unico dipendente era stato spostato all’Ufficio Relazioni con il Pubblico.

Sono noti a tutti, naturalmente, i problemi di dissesto finanziario di Palazzo Franzoni, che costringono a una politica da lacrime e sangue non solo in termini di tassazione locale (qui tutte le aliquote sono state elevate ai massimi livelli consentiti dalla legge), ma anche di personale della pubblica amministrazione. Pure in questo caso c’è da tagliare, per ridurre la pianta organica e contenere i costi.

In un quadro del genere, era abbastanza normale che il primo settore a farne le spese sarebbe stata la cultura. Ma forse il sindaco Mangiante non si aspettava questa forte e decisa reazione da parte della società civile. Risultato: una sana, opportuna e indovinata retromarcia.

E così da qualche giorno, seppur con modalità differenti e con un tempo provvisorio che arriva sino alla fine del 2019, la Biblioteca di Lavagna ha riaperto i battenti. Il servizio è garantito il lunedì, il mercoledì e il venerdì, sempre dalle 9 alle 12,30. La gestione, come fa sapere Palazzo Franzoni, è stata affidata dal Comune, attraverso un conferimento di servizi temporaneo, ad Arciragazzi Tigullio, per una spesa di 1.620 euro. Intanto la stessa amministrazione predisporrà il bando per l’affidamento della gestione futura. Arciragazzi Tigullio già gestisce la ludobiblioteca ‘Libringioco’, che si trova a piano terra dello stesso palazzo.

“Attualmente, non si possono dimenticare le problematiche conseguenti alla dichiarazione di dissesto. Stiamo mettendo in campo tutta la nostra migliore volontà considerando le nostre attuali disponibilità e criticità di organico all’interno della macchina comunale. L’affidamento diretto fino al 31 dicembre – afferma l’assessore Chiara Oneto – è stato dato in via di urgenza, data anche la riapertura delle scuole dello scorso 16 settembre, all’ArciRagazzi Tigullio, riscontrando nella persona di Lilliana Cavallini, sua vicepresidente, già inserita pienamente nel contesto scuole/biblioteche, competenza, professionalità, passione, esperienza. Sicuramente le tre mattine non sono sufficienti, ma sono un piccolo primo passo, rispetto alla chiusura totale di agosto. Ci stiamo muovendo in sinergia con il presidente dell’Associazione Italiana Biblioteche – Sezione Liguria, Francesco Langella, e abbiamo ultimato degli importanti interventi di manutenzione”.

È indubbio che il lavoro da parte dell’Aib, che è un po’ il ‘sindacato’ dei bibliotecari, sia stato fondamentale. Secondo Langella, “ci sono le basi per una graduale riapertura della biblioteca Giovanni Serbandini Bini. Un percorso virtuoso, attraverso la pubblicazione di un bando che servirà a esternalizzare il servizio. Questo sarà il primo passo e consentirà alla biblioteca di vivere di nuovo ed essere uno dei più importanti e fervidi centri culturali di Lavagna. La sensibilità e la disponibilità del Sindaco e di parte della sua Giunta sono state fondamentali per il raggiungimento di questo obiettivo, che è solo un punto di partenza, perché il percorso per una stabilità del servizio bibliotecario a Lavagna è ancora lungo”.

Langella, che è stato una delle anime della nascita della Biblioteca Internazionale per Ragazzi ‘Edmondo De Amicis’ al Porto Antico di Genova, non nasconde i numerosi problemi: “In gran parte della Liguria il sistema bibliotecario sta vivendo un periodo di crisi, per mancanza di fondi, personale e per una politica poco attenta a un bene comune che trasmette cultura e valori. Questo è uno dei motivi per il quale, attraverso l’Aib Liguria, abbiamo deciso, grazie all’assenso immediato del Sindaco, di fare una grande iniziativa nei prossimi mesi a Lavagna sulla gestione delle biblioteche. Saranno coinvolti molti comuni liguri e figure di spicco del settore nel panorama italiano. È giunto il momento di trovare percorsi condivisi, puntando all’integrazione di esperienze, confrontandoci in sinergia con esempi di eccellenze in Italia. Sarà un’iniziativa importante, non solo per le figure coinvolte, ma per il futuro delle nostre biblioteche, che è quello che mi sta più a cuore”.

Anche le opposizioni a Lavagna promettono di rimanere vigili. Guido Stefani e Aurora Pittau, consiglieri comunali di Officina Lavagnese, sostengono: “Riconosciamo tutti che la biblioteca di Lavagna è una vera eccellenza per la città e che da anni svolge un’azione fondamentale per quanto riguarda la formazione e la promozione della lettura e della cultura nel senso più alto, in una prospettiva intergenerazionale, anche in collaborazione con le istituzioni scolastiche e con molte associazioni di volontariato di Lavagna e del territorio, ma dopo l’apertura limitata a luglio e la chiusura totale successiva con il trasferimento agli uffici centrali del bibliotecario, il cui contratto scade a dicembre, l’offerta formativa si è sicuramente indebolita. Pur riconoscendo lo sforzo fatto finora dall’amministrazione di attenzione al caso e di incontro con il presidente Aib, dottor Langella, e mostrando soddisfazione per essere stati ascoltati e per la riapertura seppur parziale della biblioteca, manifestiamo scetticismo sulle soluzioni ipotizzate, non ancora sufficienti, piuttosto a tempo e discutibili soprattutto riguardo all’apertura solo al mattino, soprattutto in periodo scolastico. La città e il territorio vogliono un impegno forte al riguardo, dato che al nostro appello ha fatto seguito anche una lettera proposta da semplici cittadini e firmata da 1549 persone, oltre al Sindaco stesso”.

Si torna quindi a chiedere “il ripristino della gestione pubblica della biblioteca, con il personale necessario, adeguatamente formato e competente, l’apertura come in passato per cinque giorni settimanali al pomeriggio e il sabato mattina, e la promozione dei progetti locali e intercomunali come è stato finora, in modo che la Biblioteca di Lavagna sia sempre all’altezza delle necessità della città e possa continuare a svolgere quel ruolo di centro culturale di altissimo livello quale è sempre stato”.

Va detto però che l’amministrazione ha compiuto un primo importante passo in avanti. E questo la dice lunga sulla precisa volontà di voler ripristinare il servizio. Si resta vigili insomma, ma in fiducia.

3 Ottobre 2019