Home Attualità Da stoppato alle comunali a politico più influente in Liguria: le ‘sliding doors’ dell’onorevole Roberto Traversi

Da stoppato alle comunali a politico più influente in Liguria: le ‘sliding doors’ dell’onorevole Roberto Traversi

da Alberto Bruzzone

di ALBERTO BRUZZONE

Per motivi che non sono stati mai ufficialmente chiariti, nella primavera del 2017 la sua candidatura a sindaco di Chiavari fu clamorosamente stoppata. Ora, due anni e qualche mese dopo, è il politico più influente del Tigullio e uno dei principali sulla scena ligure. Destinato a interfacciarsi non solo con il sindaco di Chiavari poi effettivamente eletto, Marco Di Capua, ma anche con i suoi colleghi dei comuni limitrofi, tra cui Roberto Bagnasco, Valentina Ghio e Gian Alberto Mangiante.

È il rovesciamento di prospettive, che per certi versi ha dell’incredibile, vissuto da Roberto Traversi. Il parlamentare del Movimento 5 Stelle, da sempre radicato a Chiavari e nel Levante cittadino, è l’unico sottosegretario ligure nel ‘nuovo’ governo Conte varato a seguito dell’intesa programmatica (giammai dire ‘alleanza’) tra grillini e Partito Democratico. Non essendoci, in questo Conte bis (come neppure, a onor del vero, nel Conte uno), ministri della nostra regione, si può tranquillamente dire che Traversi, professione architetto e militanza di lungo corso del movimento fondato da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, è l’esponente dell’esecutivo centrale più alto, per quanto riguarda la Liguria.

Altro che ‘sliding doors’, altro che porta che si chiude e portone che si apre, come dice il famoso proverbio. Qui Traversi è stato fermato da una corsa a primo cittadino di Chiavari, che probabilmente non avrebbe mai vinto, per prendere un incarico mille volte più prestigioso. Mille volte più oneroso, in termini di responsabilità. Mille volte più spesso, in termini di potere.

Sottosegretario al Ministero dei Trasporti, nel ruolo che fu – con ministro Danilo Toninelli, di cui Traversi è un fedelissimo – del leghista Edoardo Rixi e che oggi Genova ‘capoluogo’ reclama a gran voce, soprattutto dagli ambienti del Pd, essendo rimasta a bocca asciutta.

Eh già, perché c’è una notizia nella notizia. L’unico sottosegretario ligure non proviene dalla città metropolitana, ma da una ‘periferia’ dell’impero, e questo la dice assai lunga sulla pochezza di una certa classe politica dirigente a livello genovese (sia Pd che Movimento 5 Stelle), ma, al tempo stesso, rappresenta un’enorme occasione, a livello locale, per tutto il Tigullio, per troppo tempo lasciato nell’ombra, rispetto a certe logiche di città metropolitana, come ‘Piazza Levante’ ha avuto modo di denunciare più e più volte nel suo anno e mezzo di vita.

Fatto sta che l’epopea di Traversi ricorda molto quella di un’altra politica ligure di anni recenti: la genovese Roberta Pinotti. Chi se lo può dimenticare: terza alle primarie del centrosinistra per la candidatura unitaria della coalizione a sindaco di Genova (seconda fece Marta Vincenzi e primo Marco Doria, che poi divenne effettivamente primo cittadino per un quinquennio) e, pochi mesi dopo, sottosegretario al Ministero della Difesa nel governo guidato da Enrico Letta. Senza neppure fermarsi qui: perché la Pinotti fu una delle pochissime a ‘sopravvivere’ alla rocambolesca staffetta tra Letta e Renzi, e venne pure promossa a ministro della Difesa. Quando si dice che la politica è un’altalena…

Traversi è ben conscio del ruolo, ma prova a restare umile. Personaggio dalla favella non sempre fluente e l’esposizione non sempre chiara (e forse questo è il suo principale difetto), l’onorevole del Movimento 5 Stelle non difetta però in fedeltà: da sempre è dentro il Movimento, molto vicino all’area dell’attuale ministero degli Esteri e leader di fatto, Luigi Di Maio, e a sua volta molto vicino all’ex ministro Toninelli. Non ha mai fatto una polemica, neppure nel 2017, quando probabilmente avrebbe pure potuto. Invece, è sempre stato fedele alla causa, e – alla maniera dei grillini, e quindi a volte pur faticosamente – dentro una certa linea di coerenza rispetto a certe grandi opere pubbliche.

Chissà adesso come si comporterà dietro a quei corposi fascicoli che riguardano la nostra regione. Dove, alla voce mobilità e trasporti, c’è un mare di scelte da prendere, e che non riguardano solamente l’ormai avviata ricostruzione del Ponte Morandi.

Gronda o non gronda? Tunnel corto o tunnel lungo per quanto riguarda la Fontanabuona (ne parliamo, tra l’altro, nell’editoriale di questo numero di ‘Piazza Levante’)? E come la mettiamo con la monorotaia della Genova-Ventimiglia? E con lo sviluppo del traffico portuale? E con i progetti di crescita dell’aeroporto?

Prevarrà la linea ‘slow’ del Movimento 5 Stelle, prevarrà il concetto della ‘decrescita felice’ tanto caro a questo gruppo politico (e che Traversi aveva già iniziato ad abbozzare pure nel suo programma elettorale per Chiavari, prima che tutto venisse interrotto) o si dovrà trovare una sintesi con il Partito Democratico?

Quel che è certo, è che Roberto Traversi l’ha presa certamente sul serio. “Sono molto onorato della nomina – ha dichiarato ai giornali – La candidatura mi è stata chiesta dal Movimento e ha ottenuto l’avvallo della Commissione Ambiente, di cui faccio parte. Io ho cercato di rimanere me stesso, e ora non voglio montarmi la testa. Il forte radicamento sul territorio mi garantisce l’equilibrio di cui ho bisogno”.

‘Piazza Levante’ saluta questa nomina come puro fatto di cronaca: il primo sottosegretario del Tigullio dopo moltissimo tempo. Troppo presto per dare giudizi, ma è fuor di dubbio che Traversi è atteso da una prova enorme, e resta da capire se sarà all’altezza del ruolo. Ha ricevuto i complimenti sia di esponenti del Pd, sia di Leu (l’onorevole di Bogliasco Luca Pastorino), sia ovviamente del Movimento. I sindaci della Riviera si sono detti disposti a collaborare.

Chiavari, ad esempio, attende ancora, da Traversi, di capire quali prospettive esistano per bloccare il progetto di via Trieste (i palazzi al posto delle aree ex Italgas) in quanto troppo vicino al carcere. E, soprattutto, attende di capire se, quando e come potrà andare avanti con il progetto di rifacimento dei ponti sul Rupinaro senza dover sconquassare la città per ottemperare all’assurda nuova normativa del franco idraulico superiore (che costringerebbe a sopraelevare tutte le strutture di almeno un metro e mezzo, cosa pressoché impossibile in una zona fortemente urbanizzata come quella in questione).

Di Capua aveva iniziato a intavolare il discorso con Rixi, al quale era stato introdotto dal consigliere regionale Vittorio Mazza e dall’esponente chiavarese del Carroccio Sandro Garibaldi. Ora con Traversi c’è un legame antico.

Basterà a ottenere risultati?

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