“Toorna”: quando di nuovo… è meglio che nuovo
Aziende in vetrina, Economia

“Toorna”: quando di nuovo… è meglio che nuovo

Ogni anno, nel mondo, vengono prodotti quattro miliardi di tonnellate di rifiuti. Soltanto in Italia, ne vengono generati 32,4 milioni di tonnellate, pari a 550 chilogrammi pro capite.
Sono numeri immensi e impressionanti, che impongono una seria riflessione. Riciclare e limitare i consumi non sono più solamente scelte, ma vere e proprie necessità. E pure impellenti.

È ormai ampiamente dimostrato che una grossa quantità di rifiuti può essere ridotta semplicemente adottando comportamenti più corretti e virtuosi. A Genova, tra le tantissime realtà che operano in questo senso, vi è anche l’associazione tRiciclo, che è nata nel 2016 per promuovere e allungare il ciclo di vita di tutti i beni durevoli, attraverso lo scambio di domanda e offerta. Si torna alle vecchissime maniere, insomma. Si torna al baratto. Quando si dice: come facevano gli antichi.

Nei suoi vari progetti, tRiciclo collabora regolarmente con Amiu e ha, grazie al talento e al lavoro di alcuni suoi associati, una spinta decisamente tecnologica.
Tra gli obiettivi del gruppo ci sono: promuovere lo sviluppo sostenibile familiare all’interno dei corsi preparto negli ospedali e nei consultori; promuovere sperimentazioni nell’utilizzo di pannolini biodegradabili, compostabili e lavabili, in luogo di quelli tradizionali. In più, la novità home made: per spingere e agevolare lo scambio di prodotti ancora buoni per essere riutilizzati, è stata progettata una web app. Si chiama Toorna ed è accompagnata da uno slogan di sicura presa: “Di nuovo è meglio che nuovo!”.

Marta Prisco e Manuela Chessa sono due portavoce dell’associazione, che si occupano rispettivamente, nella vita, di marketing e comunicazione la prima e di informatica la seconda. Ecco due delle ‘anime’ di Toorna, che è stata progettata in seno a tRiciclo e poi messa a punto dall’azienda genovese Dot Next, grazie al supporto economico del Comune di Genova e grazie al contributo assegnato da Open Genova, nell’ambito dell’iniziativa ‘Partecipazione Digitale’.

Ma come funziona l’applicazione? “Anzitutto – affermano Marta Prisco e Manuela Chessa – l’esigenza di fare qualcosa nasce dalla nostra esperienza, da quella di altri genitori, dai nostri incontri e confronti e dall’osservazione della realtà. Noi, come tRiciclo, abbiamo iniziato subito a porci l’obiettivo del basso impatto ambientale, iniziando ad acquistare pannolini compostabili o lavabili. Poi, abbiamo notato come spesso, nei cassonetti, si trovassero oggetti ancora nelle condizioni di essere riutilizzati. In particolare, ci concentriamo su tutto quello che riguarda articoli per neonati e bambini: camerette, vestitini, passeggini e carrozzine, accessori e molto altro. Da qui è nata l’idea, ma anche la necessità, di spingere l’acceleratore sul concetto di sharing, ovvero di condivisione”.

Toorna ha proprio questo obiettivo: dare una seconda, se non una terza vita agli oggetti: “Mentre tRiciclo – proseguono Prisco e Chessa – conta circa cento associati, che è comunque un numero assai considerevole che ci permette di portare avanti tutte le nostre attività, Toorna è arrivata a contare oltre settecento iscrizioni. Chi è interessato, può andare sul sito e registrarsi. Quindi, può inserire delle immagini dell’oggetto di cui non ha più bisogno, scrivere una breve descrizione e indicarne lo stato. Funziona un po’ come i principali siti di compravendita”.

Solo che qui non c’è moneta reale. La moneta di scambio… è appunto lo scambio: “Gli altri utenti vedono l’inserzione e chi è interessato si può mettere in lista d’attesa. La scelta della persona a cui regalare l’oggetto è a discrezione del suo iniziale proprietario. Collegato al portale, c’è un sistema di messaggistica privata, attraverso il quale le due persone si possono mettere d’accordo per la consegna dell’oggetto, incontrandosi di persona, oppure usufruendo di uno dei vari punti Toorna che sono dislocati per la città, grazie alla collaborazione che abbiamo stabilito con alcuni negozi. Gli scambi sono sempre più frequenti. È segno che la cosa funziona e ne siamo molto felici. Perché ogni oggetto che non viene buttato via e al quale si può dare una seconda vita, rappresenta un favore che facciamo a tutto il nostro ambiente”.

Non solo, perché tRiciclo ha intenzione di mettere a punto, insieme ad Amiu, un percorso di premialità per chi voglia ricorrere con maggiore frequenza al sistema dello scambio: gli incentivi potrebbero tradursi in scontistica e agevolazioni.
“Un’altra finalità della web app – spiegano Marta Prisco e Manuela Chessa – è poi quella statistica. Perché di ogni oggetto possiamo studiare il suo ciclo di vita, quanti passaggi di mano ha avuto, quanto è durato. E questo ci consentirà, una volta che i dati saranno un po’ più cospicui, di fare una stima su quanti rifiuti saranno stati risparmiati”.

Toorna è partito con successo nel centro di Genova e vuole adesso estendersi alle varie delegazioni e alle vallate, anche attraverso una serie di incontri nelle scuole. Dove studiano i cittadini del domani, che non potranno veramente fare più a meno di questo tipo di comportamenti.

Grazie alla web app, molte persone si sono avvicinate a tRiciclo. “La nostra prima finalità è naturalmente quella ecologica. In un ambiente migliore, crediamo tutti moltissimo. Ma poi ci sono anche finalità economiche e sociali: perché lo scambio o il ricevere oggetti di altri può essere particolarmente di aiuto per tutte quelle famiglie che sono in difficoltà. Ricordiamo che l’iscrizione a Toorna è completamente gratuita, mentre per partecipare alla vita dell’associazione tRiciclo viene richiesto un piccolissimo contributo annuale”.

Se la web app è attualmente il progetto principale, ve ne sono comunque altri: “Ci proponiamo non più solo come una rete di genitori, ma anche come una realtà pronta ad affiancare e a guidare in questa nuova filosofia le strutture pubbliche strategiche per il mondo dell’infanzia, come asili, scuole e ospedali. Toorna è innovativa perché realizza il concetto di un’economia circolare, virtuosa e sociale, perché favorisce la creazione di relazioni tra le persone che si scambiano gli oggetti. Persone che spesso non si conoscono, e che s’incontrano, condividono interessi comuni, contribuendo così a creare un nuovo futuro, rispettoso dell’ambiente e a misura di bimbi”.

Bimbi a basso impatto, come amano dire in associazione. Per rendere più alto l’impatto della vivibilità da parte di tutti.

(al.br.)

12 Settembre 2019
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