La Pro Recco in Usa: allenamenti ma anche (tanto) marketing
Pallanuoto, Sport

La Pro Recco in Usa: allenamenti ma anche (tanto) marketing

Tu vuò fa’ l’Americano. La Pro Recco sovrappone al biancoceleste dello stemma sociale la bandiera a stelle e strisce. Il cammino per prepararsi alla stagione 2019-20 fa una deviazione non da poco, due settimane nel Nuovo Continente: mister Ratko Rudic fa varcare nuovamente l’Atlantico alla sua ciurma – la stagione scorsa una settimana in California – ancora il Golden State con una tournée che è un misto tra teoria di test match, common training e pure una serie di lezioni di approfondimento che apparentemente hanno poco a che fare con la waterpolo.

Un mix originale in sé, addirittura rivoluzionario per uno sport tra i più conservativi della famiglia olimpica. La Pro Recco che ha la squadra maschile tra le più forti al mondo, e che per disponibilità economica, organizzazione e programma è senza alcun dubbio il club di pallanuoto più avanzato che esista, sposta ancora una volta in avanti i paletti di innovazione e strategia commerciale. La preparazione al campionato verrà svolta per dieci giorni, quelli cruciali che fanno seguito alle prime giornate di lavoro tra Recco e Camogli, per togliere la ruggine dai muscoli dei suoi campioni, in America. Un tour nei luoghi chiave degli sport acquatici a stelle e strisce, una puntata nel cuore della Silicon Valley.

Il presidente Maurizio Felugo ha messo la promozione del brand Recco come uno dei punti basi del suo programma di presidente: i risultati in acqua sono importanti, ma varrebbero poco, forse niente, se non ci ci fossero una parallela attività di propaganda, commercializzazione, diffusione di uno sport che rischia l’asfissia rinchiudendosi nelle piscine sempre meno popolate in ogni parte del mondo.
Il presidente ha lanciato il suo messaggio prima del viaggio intercontinenale: “Andiamo nel paese più avanzato, sportivamente e non solo, per parlare, capire, farci vedere, conoscere e farci conoscere. In questi anni, se non hai visibilità non esisti. Vincere è anche sfruttare la propria fama. Nelle precedenti stagioni abbiamo fatto molto in questo senso: l’accordo con Sky, le partite di Champions League itineranti per l’Italia. Questa esperienza in Usa è sulla stessa lunghezza d’onda”.
Anzi la Pro è sulla cresta dell’onda e vuole restarci. Le prime giornate americane sono state semplicemente esaltanti. La squadra con presidente e staff tecnico al seguito è atterrata a Los Angeles domenica 8 settembre. E subito, in barba al jet lag, un clinic (dalle nostre parti diremmo ‘seminario’) alla Lamorinda High School. Entusiasmo alle stelle per i biancocelesti, oltre 160 americanini che praticano waterpolo sono andati a lezione dai campioni d’Italia.
La marcatura perfetta con i docenti Buslje e Ivovic, il segreto dell’attacco allo spazio con Di Fulvio e Filipovic, il movimento a smarcarsi del centroboa con i professori Kayes, Aicardi e Dobud, la reattività tra i pali spiegata da b, il tiro micidiale illustrato da Pietro Figlioli. Tutti in acqua i ragazzi di mister Rudic: per un giorno il tecnico croato ha lasciato la cattedra ai suoi ragazzi e i piccoli pallanuotisti a stelle e strisce non lo dimenticheranno facilmente. Poi, nel pomeriggio, ecco la prima amichevole. Tribune gremite e spettacolo in vasca: vince la Pro Recco 15-12 contro Olympic Club. Alla fine tutti in attesa dei giocatori per autografi, selfie e firme sulla maglie celebrative dell’evento.

Da maestri ad allievi nella scuola delle meraviglie. Lunedì l’invito a visitare la sede della Apple nella nuova sede di Palo Alto. Una struttura spaziale, circolare ad anello, immensa, che ospita dodicimila dipendenti e che all’interno, verdissimo, ospita campi di calcio (i recchelini ne hanno approfittato per un’improvvisata partita Italia-Usa), campi da basket, palestre. Ha fatto da cicerone un compaesano, Luca Maestri, che è vicepresidente e direttore finanziario della casa della mela morsicata. Il manager romano (56 anni) ha rivelato di essere tifoso della Pro sin da quando era bambino, il presidente Felugo gli ha consegnato un gagliardetto, una calottina e un pallone firmato dai giocatori.

I giorni successivi sono stati altrettanto densi. Una lezione di pallanuoto alla Stanford University, un’amichevole a Berkeley. Poi un altro clinic all’Università di Stanford. Infine un torneo al Lamorinda Waterpolo Club il 14 e 15 settembre. I biancocelesti hanno partecipato ad un torneo con le migliori università californiane: Stanford University, Olympic Club, San José e University of California Los Angeles. Tra Silicon Valley e la costa californiana con base a San Francisco e commiato previsto lunedì 16 settembre. Chi era perfettamente a suo agio era coach Rudic che qui ha allenato la nazionale maschile per quattro anni: “È un’ottima occasione per la nostra squadra sia dal punto di vista sportivo sia dell’immagine e della promozione della pallanuoto. Abbiamo ricevuto grandi manifestazioni d’interesse dalla nutrita comunità italiana presente e ci fa davvero piacere sentire questo entusiasmo attorno a noi. E nello stesso tempo abbiamo continuato con la preparazione”. Perché per l’inflessibile croato, che non è nato in Italy, alla fine della festa non c’è “il Kansas City” ma un’altra dose di scatti ed esercizi a Punta S. Anna.

(d.s.)

12 Settembre 2019
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