Sestri Levante, radiografia di una vera città dello sport
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Sestri Levante, radiografia di una vera città dello sport

Il titolo di Città dello Sport sarà anche opinabile ed effimero, però se lo contendono in parecchie in Liguria e nel Tigullio in particolare. È un’etichetta che può fare molto comodo per corroborare la propria immagine e catturare nuovi spazi mediatici. Negli anni si sono fatte avanti per appropriarsi dell’intitolazione Rapallo, Chiavari, Lavagna. Non avanza pretese ufficiali ma ottiene grande considerazione in questa particolarissima classifica di merito Sestri Levante, che non solo in periodi recenti ha ampliato il numero di praticanti, ma ha anche accresciuto la portata dei servizi offerti agli sportivi. Ci sono insomma i mezzi adatti per permettere a chi ama lo sport di sbizzarrirsi.

Il Comune di Sestri ha diciottomila abitanti e su un’area di 33,62 chilometri quadrati vanta due campi di calcio a 11 regolari sino alla serie D, tre terreni da football ridotti, tre palestre che possono ospitare eventi multidisciplinari, più due palestrine, due circoli tennis, una piscina da 33 metri scoperta e una da 25 coperta, una pista per il pattinaggio a rotelle, una pista di atletica, solo per limitarsi agli impianti ‘maggiori’.

È indubbiamente tanto, e il discorso guadagna in credibilità se si passa ad esaminare la qualità degli impianti: relativamente moderni se non modernissimi. I meriti vanno divisi tra tanti, non ultimi i suoi cittadini che si distinguono in diverse discipline e specialità.
L’attuale amministrazione formatasi grazie al secondo mandato ottenuto dal sindaco Valentina Ghio è la prosecuzione logica della giunta precedente che aveva fatto dello sport uno dei cardini del suo programma quinquennale. L’assessore competente è Mauro Battilana che proviene proprio dall’associazionismo sportivo, avendo ricoperto per un decennio la carica di consigliere del RivaSamba, occupandosi del settore giovanile del club calafato.
Il sospetto che tra le sue varie deleghe possa concedere una corsia preferenziale a quella più vicina al suo background viene cancellato in un microsecondo: “Putroppo, o per fortuna dipende dal punto di vista, lo Sport è la minore delle incombenze affidatemi dal Sindaco. Non parlo di importanza, solo di tempo che richiedono il controllo della Polizia Municipale o la supervisione della Protezione Civile”.

Verrebbe da aggiungere che dirigenti e atleti causano meno grane e grattacapi. “Magari fosse così – sorride sornione l’assessore – però è indubbio che tra gente di sport alla fine si trova sempre un’intesa. I problemi non mancano, non mi piace far passare l’idea della ‘Bimare isola, anzi penisola felice’. Abbiamo tante società e tantissimi praticanti, molte discipline e una infinità di impianti da tenere sotto controllo. Quello che si cerca di fare è trovare sempre un punto di equilibrio. Devo dire che in questi due anni di mandato abbiamo fatto diversi passi in avanti”.
Limitandosi agli ultimi dodici mesi, è stato completato il circuito del parco Mandela, il campo Sivori storica casa del Sestri Levante ha finalmente avuto il terreno in sintetico al quale ‘anelava’ da almeno dieci anni, il campo Andersen, fortino dell’altro club maggiore di calcio, il RivaSamba, ha rifatto l’illuminazione. È tantissimo, eppure per un perfezionista come Mauro Battilana ancora non basta: “Il fondo dell’Andersen va sostituito, pensiamo di farlo il prossimo anno ‘aggiornandolo’ con un terreno in sintetico di ultimissima generazione. Il settore giovanile del club calafato deve avere un impianto all’altezza della sua fama. Stesso discorso per il Sestri, che ha un vivaio in grande crescita grazie penso anche a impianti all’altezza della situazione”.
Non c’è neppure da dire che in campo sportivo l’assessore applichi la più rigorosa par condicio. “Per me l’unica discriminante sono le politiche perseguite dalle società sportive. Quelle che favoriscono l’accesso a più fasce di età, che curano le categorie giovanili, hanno una corsia privilegiata. Sport per tutti non deve restare solo uno slogan da campagna elettorale”.

Si spiegano così gli accordi stretti con società anche non del territorio comunale. “Con tanti attori in campo stilare gli orari degli impianti comunali garantendo uno spazio e tempi proporzionati alle esigenze di ciascuno è un’impresa titanica. Cerchiamo di fare del nostro meglio. Abbiamo chiesto alle palestre e ai campi un programma di collaborazione con le scuole cittadine, devo dire che in generale questo scambio ha prodotto risultati buoni e in alcuni casi eccellenti”.
Una scommessa vinta senza discussioni è quella della pista di atletica, il percorso ginnico e gli attrezzi sistemati al Parco Mandela. “È uno dei casi dei quali parlavo prima. L’Atletica Entella si è trasferita qui da noi e sta sfruttando la pista per formare giovani corridori e promuovere una miriade di iniziative. Il mese scorso ha dato il suo contributo per organizzare la gara di Biathlon che dalle acque delle Baia del Silenzio, attraverso i sentieri della Penisola, si è conclusa al Mandela. Tra poco lo stesso impianto vedrà la partenza dell’Andersen Run. Mi dicono che il fondo della pista sia spettacolare, molto veloce, e che vengano ad allenarsi anche da fuori Tigullio”.
Insomma, Sestri Levante se non una Penisola Felice è sicuramente una ‘Sport Town’ in piena regola. “Una mancanza che avverto è quella di un Palazzetto dello Sport che consenta ai nostri club di Basket, di Volley, di Arti Marziali di pensare un po’ più in grande. È il mio sogno nel cassetto. C’è un’area che sembrerebbe perfetta in zona Ramaia dove si sta pensando di costruire il depuratore”. Chi si aggiudicherà l’appalto potrebbe compensare in parte quanto dovuto costruendo il palazzetto, includendolo negli oneri di urbanizzazione. Fatto trenta, in attesa del trentuno, l’assessore torna pragmatico: “Solo un’idea al momento, sono tanti e insidiosi i fattori da far coincidere per passare dalla carta alla pratica. Una proposta che teniamo lì pronta, qualora se ne presenterà l’opportunità”.

Mauro Battilana è uno sportivo praticante. Camminatore instancabile, ha ‘scalato’ quasi tutte le vette della Liguria e delle Apuane. È ironico che la sua ‘Città dello Sport’ consenta di dedicarsi a quasi tutte le discipline, dalla canoa al tiro con l’arco, ma non abbia uno spazio dedicato agli arrampicatori. L’orografia parla chiaro. A meno che non ci pensi il suo Sindaco. Con Valentina Ghio, capace di spianare le montagne con un semplice sorriso, mai dire mai.

(d.s.)

5 Settembre 2019
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