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Settembre 2019

(r.p.l.) La tecnologia va avanti, il progresso la segue, i vecchi sistemi vengono messi in soffitta. È un paradigma sempre più consueto, applicato ormai ad ogni sfera umana. Ma quando si…

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di DANILO SANGUINETI L’unico centenario sportivo dove alcuni dei festeggiati hanno avuto una carriera lunga quasi quanto la storia della società. Merito delle bocce, uno sport realmente per tutte le…

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(r.p.l.) Dici Liguria, e non puoi non dire muretto a secco. Quel particolare tipo di muro, costruito con blocchi di pietra opportunamente disposti e assemblati, senza uso di leganti o malte…

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Dici Zucchi e pensi subito: ‘i falegnami’. Associazione logica se cognome e mestiere vanno a braccetto dal 1849. Oggi nel laboratorio di San Terenziano, a Leivi, lavorano gomito a gomito…

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di ANTONIO GOZZI

Il tema del cambiamento climatico e delle politiche e delle misure necessarie per preservare il pianeta per le future generazioni sarà la questione dei prossimi anni. 

Già da ora si stanno confrontando sull’argomento due opposte fazioni che mi ricordano tanto lo scontro che, sul tema del capitalismo, vide impegnata all’inizio del ‘900 la sinistra europea, tra un’impostazione riformista e gradualista poi sfociata nelle grandi conquiste del welfare socialdemocratico del secondo dopoguerra, e un’impostazione massimalista e rivoluzionaria che sfociò invece nei disastri e nelle tragedie dell’Unione Sovietica e dei suoi stati satelliti. 

Allo stesso modo, oggi sul tema del clima e della necessità di ‘decarbonizzare’ la nostra economia e i nostri stili di vita si confrontano filosofie e rimedi diversi ed opposti: da un lato, l’ambientalismo massimalista, estremo e catastrofista urlato nei cortei, fatto di decrescita felice, di veganismo e di no-vax, che individua nell’industria, nella modernità, nella tecnologia i demoni da sconfiggere per ritornare ad una mitica età dell’oro, priva di inquinamento, senza capitalisti e senza imprese; dall’altro chi pensa che per preservare il futuro della specie umana non si possa che fare ricorso ad un approccio gradualista e di lungo periodo, che si deve avvalere, per raggiungere risultati reali, degli unici attori possibili di un vero cambiamento e di azioni concrete, e cioè delle imprese e di un capitalismo riformatore e tecnologico. 

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di ALBERTO BRUZZONE Far teatro lontano dal centro di Genova? Non solo si può, ma in certi casi ci si riesce pure. ‘Piazza Levante’ racconta spesso e volentieri, e con un…

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