Mese: Settembre, 2019

Attualità, editoriale

L’odio ambientalista non porterà da nessuna parte

di ANTONIO GOZZI

Il tema del cambiamento climatico e delle politiche e delle misure necessarie per preservare il pianeta per le future generazioni sarà la questione dei prossimi anni. 

Già da ora si stanno confrontando sull’argomento due opposte fazioni che mi ricordano tanto lo scontro che, sul tema del capitalismo, vide impegnata all’inizio del ‘900 la sinistra europea, tra un’impostazione riformista e gradualista poi sfociata nelle grandi conquiste del welfare socialdemocratico del secondo dopoguerra, e un’impostazione massimalista e rivoluzionaria che sfociò invece nei disastri e nelle tragedie dell’Unione Sovietica e dei suoi stati satelliti. 

Allo stesso modo, oggi sul tema del clima e della necessità di ‘decarbonizzare’ la nostra economia e i nostri stili di vita si confrontano filosofie e rimedi diversi ed opposti: da un lato, l’ambientalismo massimalista, estremo e catastrofista urlato nei cortei, fatto di decrescita felice, di veganismo e di no-vax, che individua nell’industria, nella modernità, nella tecnologia i demoni da sconfiggere per ritornare ad una mitica età dell’oro, priva di inquinamento, senza capitalisti e senza imprese; dall’altro chi pensa che per preservare il futuro della specie umana non si possa che fare ricorso ad un approccio gradualista e di lungo periodo, che si deve avvalere, per raggiungere risultati reali, degli unici attori possibili di un vero cambiamento e di azioni concrete, e cioè delle imprese e di un capitalismo riformatore e tecnologico. 

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