Il Bagaglino, la boutique dell’usato sempre alla moda
Aziende in vetrina, Chiavari, Economia

Il Bagaglino, la boutique dell’usato sempre alla moda

Quando hanno aperto ‘Il Bagaglino’ in pochi ci credevano. Neppure il notaio, che poco prima di firmare l’atto le ha consigliate caldamente: “Ci avete pensato bene, siete sicure?”.

Daniela Colombo Ornella Bovio si sono tappate le orecchie, non hanno avuto tentennamenti. Era il 1997 e una boutique dell’usato, a Chiavari, sembrava avventura destinata a spegnersi nello spazio di una sigaretta. La storia, però, è andata diversamente dalle previsioni pessimistiche di molti. “Siamo state antesignane”, raccontano orgogliose dal loro negozio di via Doria 9, affacciato sull’altro locale che amplia l’offerta e sarà presto riammodernato.

Scansiamo subito gli equivoci: il nome non ha nulla a che vedere con la compagnia teatrale formata da Pier Francesco Pingitore Mario Castellacci, celebre per i suoi spettacoli satirici in onda sulle reti Rai e Mediaset. È un omaggio ad un piccolo bagaglio – bagaglino appunto – che faceva bella mostra di sé in vetrina, pronto metaforicamente per essere riempito dai vestiti per bambini in vendita all’interno del negozio.
L’antefatto da cui tutto comincia è l’esigenza di Daniela, mamma in cerca di un passeggino usato; la consuetudine nell’Inghilterra che l’ha ospitata durante i suoi anni di studio, si trasforma in difficoltà nel Tigullio in cui è tornata a vivere. La richiesta in farmacia porta al contatto con una giovane chiavarese. Che però mette a disposizione un passeggino mal tenuto, inutilizzabile. “Mancava qualcuno che facesse da intermediario tra domanda e offerta, così io e Ornella, che ci conoscevamo fin da bambine, abbiamo deciso di aprire Il Bagaglino”.

Si punta sulla presentazione del locale, distante anni luce dai mercati dell’usato che sembrano suk, e sulla qualità della merce: tutto deve essere pulito e in perfette condizioni. Vestiti, scarpe, borse, giocattoli, bigiotteria. Grandi marche e firme meno conosciute per uomini, donne e bambini fino a 16 anni. Lo schema è semplice: si concorda il prezzo e si fissa il mandato di vendita, valido per due mesi. Il guadagno viene diviso a metà tra il cliente e le titolari del negozio. La difficoltà principale, soprattutto prima che internet venisse in soccorso, è trovare il giusto prezzo. Le due amiche hanno studiato, viaggiato, si sono aggiornate; week end nei grandi negozi in giro per l’Italia per capire, approfondire e non sbagliare il valore da dare ai pezzi da vendere. “Modello, firma, materiale. E persino il colore di una scarpa può influire sulla valutazione finale”.

Ventidue anni dopo l’orizzonte di questo mercato è ampio, molto più probabilmente di quanto si credesse alle porte del terzo millennio. Il boom dell’usato è racchiuso in una ricerca realizzata da GlobalData, società specializzata nell’analisi del settore retail, e diffusa da Cnbc all’inizio dell’anno. Secondo lo studio, il mercato dell’abbigliamento usato ha raggiunto negli Stati Uniti un valore di 24 miliardi di dollari nel 2018, con la prospettiva di toccare quota 64 miliardi nei prossimi dieci anni.
Roba da far tremare i marchi del fast-fashion, perché oggi i motivi che spingono a liberarsi delle proprie cose vanno oltre il mero desiderio di racimolare qualche soldo o di liberare l’armadio. “C’è una consapevolezza maggiore nei giovani di oggi rispetto a quelli di ieri, una fascia di consumatori in forte crescita che sceglie capi usati per coerenza con un orientamento a favore di consumi sostenibili”.

‘Il Bagaglino’ è anche solidarietà. Capita infatti che alcuni clienti decidano di lasciare la propria metà di guadagno all’Istituto Baliatico di Chiavari o alla sezione femminile della Croce Rossa cittadina. Una collaborazione virtuosa che funziona da anni e si evolve: “Abbiamo clienti che ci lasciano il vestito anche se dopo due mesi è rimasto invenduto. E noi lo destiniamo a queste due realtà che aiutano le persone bisognose”. C’è pure chi non ha piacere a presentarsi in negozio per portare i propri vestiti da mettere in vendita. Scelta che viene rispettata e assecondata: “Andiamo direttamente a casa loro, valutiamo e nel caso ritiriamo direttamente la merce”. Sensibilità da miscelare talvolta con un pizzico di ironia per consolare quelle ragazze che si liberano della borsa griffata regalata dall’ex ma scoprono, in negozio, che era tarocca: “Evidentemente non ti amava abbastanza…” le dicono con il sorriso. Entrando da ‘Il Bagaglino’, in fin dei conti, l’affare lo hanno fatto ugualmente.

DANIELE RONCAGLIOLO

22 Agosto 2019
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