Boschi Vivi: la tutela della natura passa anche… dal culto dei morti
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Boschi Vivi: la tutela della natura passa anche… dal culto dei morti

di ALBERTO BRUZZONE

Il grazioso popolo dei boschi mi riceve cordialmente, i ruscelli ridono più forte quando arrivo. Lo scriveva la grande poetessa americana Emily Dickinson.

Oggi quel ‘popolo’ è formato non solo dagli animali, dagli alberi e dalle piante che ci vivono, ma anche da quelle persone che scelgono proprio il bosco come loro ultimo lido, come luogo deputato alla sepoltura: un bosco per il riposo eterno.

Succede nel Comune di Urbe, poco meno di mille anime, in provincia di Savona. La Cooperativa Boschi Vivi, che è una delle più interessanti startup del panorama ligure, con sede presso il Talent Garden degli Erzelli a Genova, ha lanciato da qualche tempo un sistema di tumulazione completamente innovativo, che consente, al tempo stesso, di onorare la memoria del proprio caro, offrirgli un posto di pace e tranquillità dopo la morte e mantenere in perfetta cura e mirabile ordine il bosco. Unendo il culto dei defunti al rispetto della natura.

Ricordati che sei polvere, e polvere ritornerai, dicono i sacerdoti all’altare nel rito del Mercoledì delle Ceneri, inizio del periodo di Quaresima: e quale sistema migliore esiste se non quello di ritornare in mezzo alla natura?

Anselma Lovens, che fa parte della Cooperativa Boschi Vivi insieme a Giacomo Marchiori, Camilla Novelli e Riccardo Prosperi, racconta com’è nata la loro idea, che è a poco a poco diventata un’attività in piena regola: “Nella nostra tradizione, siamo sempre stati abituati, al momento della sepoltura, al cimitero e alla bara in legno. Poi, negli ultimi decenni, è cresciuto il sistema della cremazione. Le urne cinerarie vengono sistemate nei campisanti, o conservate dai familiari delle persone decedute. Noi, abbiamo pensato a un nuovo concetto di sepoltura, dopo aver visto e studiato alcune esperienze simili all’estero. In pratica, abbiamo acquistato un bosco nel Comune di Urbe, volendo cercare una collocazione che fosse più o meno a metà strada tra Genova e Savona. Qui, le persone che ci vengono a visitare, e che scelgono il nostro servizio, possono individuare un albero ai piedi del quale, quando sarà il loro momento, verranno interrate le cassette con le loro ceneri. Ospitiamo solamente defunti dopo la cremazione. L’albero diventa, in questo modo, un memoriale, come fosse una lapide del cimitero. Ma molto più suggestivo, in quanto vivo e rigoglioso. A simbolo della vita che va avanti anche dopo la morte”.

Sul fusto, viene attaccata una piccola targa con il nome del proprio caro, la data di nascita e quella di morte. Si possono scegliere un albero per una persona, per una famiglia, una coppia di alberi, un albero pure per il proprio caro animale.

“I costi? Sono estremamente interessanti – prosegue Anselma Lovens – e certamente più contenuti rispetto a quelli per un loculo o uno spazio interrato in un cimitero tradizionale. Forniamo il diritto di usufruire di un determinato albero per trent’anni. La quota che riceviamo ci serve per mantenere in ordine il bosco. Ed è proprio qui che sta il concetto di ecologia: grazie al sistema delle sepolture, riusciamo a tenere nel pieno decoro una zona, rispettando la natura e curando l’ambiente”.

La Cooperativa Boschi Vivi, si diceva, ospita solamente defunti per i quali sia stata scelta la cremazione. Solamente urne con le ceneri, quindi. Non c’è nessun tipo di inumazione, non sarebbe concesso.

I dati italiani, relativi al 2016, parlano di un 77% di sepolture tradizionali e di un 23% di cremazioni, una cifra in notevole aumento, specie nelle città del Nord. Dal 1963, la Chiesa Cattolica accetta questa pratica, pur rispettando determinate condizioni. “Sì alla cremazione – precisa Anselma Lovens – ma no alla dispersione delle ceneri. Per la Chiesa è importante che venga mantenuto un luogo come memoriale”.

Indipendentemente dal fattore religioso o meno, con Boschi Vivi il memoriale esiste, ed è appunto l’albero. “Il servizio inizia a interessare sempre di più e stiamo infatti pensando a prendere, prossimamente, pure altri boschi. Il fatto di potercene prendere cura, di non lasciarli abbandonati a loro stessi è un aspetto che piace molto. Noi lo facciamo in maniera costante, con un impegno assiduo. Teniamo il bosco ‘vivo’, per l’appunto, come dice il nostro nome”.

Lo staff della Cooperativa Boschi Vivi

La cattiva gestione di un bosco, o la non gestione, sono problemi molto seri: perché fanno aumentare in misura esponenziale fenomeni come inquinamento, intemperie, dissesto, incendi. Per questo avere persone che se ne prendono cura è quanto mai essenziale.

“A Genova – è il parere di Anselma Lovens – esistono trentasette cimiteri e sono tutti più o meno raggiungibili. Si può obiettare che Urbe sia distante. Ma in realtà ci si arriva da Genova e da Savona in un’ora con l’automobile. E poi, una volta giunti sul posto, si può unire la visita al proprio caro defunto con una gita in mezzo alla natura. Certo, bisogna avere l’animo predisposto per questo tipo di contesti. Noi speriamo che questo bosco sia il primo di una lunga serie. Ora puntiamo anche ad altre regioni”.

Il servizio della Cooperativa Boschi Vivi è senza dubbio originale. Anselma, Giacomo, Camilla e Riccardo si sono incontrati e hanno dato vita a questo progetto, unendo le loro differenti esperienze: Anselma e Giacomo sono specializzati in Pianificazione del Territorio, Camilla in Architettura del Paesaggio, mentre Riccardo è laureato in Giurisprudenza e ha conseguito un master in Trasferimento Tecnologico e Gestione dell’Innovazione. Con Boschi Vivi hanno già vinto diversi premi e sono stati al centro di campagne di crowdfunding. Del progetto sono stati apprezzati sia i principi etici che quelli legati alla trasparenza.

“Boschi Vivi – conclude Anselma Lovens – promuove interculturalità e dialogo tra religioni e ideologie differenti, attraverso una scelta libera che prescinde da ogni dogma. In questo modo, garantiamo a tutti equità nell’accesso al servizio cimiteriale. Favoriamo il legame affettivo tra le persone e i territori, rafforzando il rapporto di ciascuno con i luoghi amati. Inoltre, siamo trasparenti in ogni aspetto dell’attività, dal rapporto con le persone fino alla gestione forestale e il reinvestimento degli utili. Ci impegniamo nel comunicare con chiarezza i processi di attuazione e le relazioni con tutti i soggetti coinvolti”.

Sostenibilità è lasciare a disposizione delle generazioni future una natura migliore di come l’abbiamo trovata. Questa la filosofia con cui ci si muove.
Ed è bella, anzi bellissima, l’immagine di una persona che continua a vivere per sempre, ai piedi di un albero del bosco, per mantenere forti e solidi questi nobili scopi.

22 Agosto 2019
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