Depuratore, il tempo stringe e il progetto definitivo potrebbe beffare Palazzo Bianco
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Depuratore, il tempo stringe e il progetto definitivo potrebbe beffare Palazzo Bianco

di ALBERTO BRUZZONE

Depuratore di Chiavari, le prossime settimane saranno decisive. Verso la fine del mese di agosto, al più tardi ai primi di settembre, dovrebbe essere indicato il progetto definitivo riguardante l’impianto di vallata previsto alla Colmata a mare.

Nei giorni scorsi, l’assessore comunale ai Lavori Pubblici del Comune di Chiavari, Massimiliano Bisso, così ha dichiarato alla stampa locale: “Stiamo attendendo da Iren il progetto definitivo. Il gestore unico del servizio idrico si era impegnato a farcelo avere entro la fine di luglio. Da quel progetto deriveranno importanti ricadute sul piano urbanistico comunale, il Puc, e di conseguenza su scelte cruciali per il futuro della città”.

A corredo di questa dichiarazione, il quotidiano del Levante avanza, per la prima volta, il dubbio che ‘Piazza Levante’ ha sollevato ormai dieci mesi fa: “L’ipotesi iniziale – si legge – inseriva il depuratore di nuova generazione in un contesto destinato a verde, sport e posteggi, con possibili interventi di edilizia scolastica. Sulle scelte pesano le opere di difesa a mare”.

Quanto questa ‘ipotesi iniziale’ potrà resistere? Il depuratore stretto e lungo, a filo di banchina e con le costosissime opere di protezione dal moto ondoso, potrà essere effettivamente realizzato? Oppure sarà necessaria un’altra soluzione, nettamente più vicina alle case e al centro dell’area di Colmata, che così resterà completamente inutilizzabile per qualsiasi altro tipo di destinazione?

Il Comune di Chiavari vuole scongiurare decisamente questo scenario. Il rischio, infatti, è quello di una pesantissima sconfitta, non solo politica ma anche in termini d’immagine e di consenso. Perché perdere la Colmata, come area strategica, dopo tutta la battaglia data contro il depuratore al Lido, significherebbe un passo falso pesantissimo, oltre che un errore madornale di valutazione. Al quale va aggiunto quello della riqualificazione dell’area ex Italgas di via Trieste, le cui responsabilità, ormai è chiaro, sono nettamente in capo all’attuale amministrazione. Per il sindaco Marco Di Capua e per la sua maggioranza, quello in vista sarà un autunno pieno di insidie.

A stabilire quale progetto intraprendere, in maniera definitiva, per il depuratore alla Colmata sarà la Conferenza dei Servizi, che verrà convocata appena dopo la pausa estiva. Vi parteciperanno Iren, Regione Liguria, Città Metropolitana e Comune di Chiavari, oltre a una serie di altri soggetti tecnici.

Secondo quanto risulta a ‘Piazza Levante’, saranno proprio due le opzioni che verranno portate sul tavolo: il progetto di un depuratore stretto e lungo a filo di banchina, che prevede la spesa di circa quattordici milioni di euro di difese a mare; il progetto di un depuratore più quadrato e collocato verso l’interno, a metà più o meno della Colmata, abbastanza per scongiurare il rischio che possa essere danneggiato dalle mareggiate (come successo a Santa Margherita nei mesi scorsi).

Nel caso di questa seconda prospettiva, Ireti – ovvero la società che si occupa anche di impianti di depurazione per conto di Iren – risparmierebbe una corposa cifra per le opere di difesa a mare.

Quale scelta prevarrà? Di sicuro, il Comune di Chiavari si batterà per la prima, ovvero l’impianto stretto e lungo a filo di banchina. È quello che, in occasione della visita del sindaco metropolitano Marco Bucci a Chiavari, lo scorso settembre, venne mostrato alla stampa attraverso un disegno preliminare. A quella conferenza intervennero sia il sindaco di Chiavari Marco Di Capua che il presidente del Consiglio Comunale, e consigliere metropolitano, Antonio Segalerba.

Peccato che il render mostrato in quell’occasione non fosse ancora né un progetto né una bozza di progetto (anche se venne spacciato per tale), ma solamente un auspicio. Nei mesi successivi, Iren ha lavorato pure su quelle indicazioni, ma non sono mai mancate le perplessità. Il rischio di costruire un impianto nuovo di zecca a ridosso dal mare, per giunta con un costo di decine di milioni di euro, non vuole prenderselo nessuno. Per questo, la Conferenza dei Servizi si annuncia abbastanza in salita, per Palazzo Bianco: se prevarrà l’aspetto meramente tecnico, infatti, il depuratore sarà quadrato e al centro della Colmata.

La collocazione del depuratore come vorrebbe Palazzo Bianco. Molto onerosa dal punto di vista delle difese a mare

L’unica speranza che ha l’attuale amministrazione, per sventare questa malaugurata ipotesi, è quella di giocarsela dal punto di vista politico.

Non lascia dormire sonni tranquilli neppure il verdetto della Regione sul Puc di Chiavari. Nel commentare le varianti in itinere proposte dall’amministrazione Di Capua, infatti, sull’area di Colmata l’ente di piazza De Ferrari ha frenato bruscamente, rispetto all’istituzione di un polo scolastico in zona. Nel documento ufficiale redatto dagli uffici dell’Urbanistica, la Regione spiega, riguardo al ‘Distretto di Trasformazione della colmata a mare’: “Nel dettaglio sono previsti: la funzione caratterizzante, costituita dal nuovo polo scolastico comunale policomprensivo di ottomila metri quadrati in superficie, con possibilità di incremento per costruire un plesso scolastico per mille allievi; la localizzazione del nuovo depuratore comprensoriale per 140mila abitanti equivalenti; le dotazioni e gli spazi pubblici complementari, che dovranno comprendere almeno il 50% della superficie totale della proprietà comunale ed essere costituite da: campi e spazi per attività sportive attraverso il recupero/sostituzione/riqualificazione degli spazi presenti per un minimo di trentamila metri quadrati; parcheggio pubblico di 650 posti auto in prevalenza coperto, pari a circa tredicimila metri quadrati; passeggiata a mare, pista ciclabile perimetrale, dotazione e arredi dello spazio a verde pubblico e sportivo per almeno diecimila metri quadrati; la funzione accessoria, costituita da spazi comunali in concessione per il commercio per funzioni di vicinato, pubblici esercizi, attività ricreative e di spettacolo, sedi per enti e associazioni per la nautica per complessivi duemila e cinquecento metri quadrati di superficie”.

Questo il quadro della proposta, ma sulla valutazione, si diceva, l’ente di De Ferrari rimane prudente: “Le modifiche messe in campo oggi dal Piano sulla Colmata riguardano, oltre al depuratore, anche la ricollocazione dei parcheggi pubblici, dei percorsi ricreativi e degli spazi per attività sportive, e l’introduzione, al posto della residenza e delle funzioni produttive, di nuovi servizi pubblici quali le scuole comunali, che comportano sicuramente le implicazioni ambientali più rilevanti nell’area. Pur apprezzando la riduzione dei carichi insediativi e una maggiore connotazione del distretto in senso pubblico dei servizi e degli impianti, la scheda normativa e il rapporto ambientale inquadrano l’area solo in termini generici, con l’indicazione di parametri prestazionali, funzioni, indici e quantità edilizie, trascurando però: innanzitutto il fondamentale rapporto tra il depuratore comprensoriale e il nuovo polo scolastico che per rilevanza insediativa diventa l’elemento nuovo e connotante, oltre che funzione principale dell’intera zona; di conseguenza la correlazione tra tutte le funzioni insediabili nel distretto in termini localizzativi e di rapporti con le preesistenze”.

Secondo la Regione, quindi, “considerando che la documentazione di Piano non include indicazioni plano-volumetriche del depuratore, per il quale il soggetto gestore Iren Acqua Tigullio sta elaborando la progettazione definitiva, e che anche la Valutazione Ambientale Strategica non contiene indicazioni circa le implicazioni ambientali in termini di valutazione degli impatti e indicazione delle fasce di rispetto che tale impianto comporta rispetto alle altre attività, si ravvisa la difficoltà a valutare coerenza e compatibilità ambientale tra le funzioni previste”.

La Regione ricorda come l’Asl indichi “una fascia di rispetto assoluto con vincolo di inedificabilità circostante l’area destinata all’impianto”, considerato che “gli impianti di depurazione delle acque reflue sono classificati ai sensi del decreto legislativo 152 del 2006 come industria insalubre di prima classe”.

Ora, al netto della decisione che verrà presa sulla collocazione, viene spontanea una domanda: ma come cavolo si fa a progettare un polo scolastico a fianco di un depuratore? Ora che la decisione è da prendere, dopo due anni e un paio di mesi di mandato del sindaco Di Capua, l’amministrazione rischia il tutto per tutto.

L’aver indicato l’area di Colmata per il depuratore di vallata è stato un azzardo altissimo. Come andrà a finire? Se l’unica zona strategica per il futuro di Chiavari finirà così incautamente gettata alle ortiche, sarà colpa solo e soltanto di questa giunta. E sarà una responsabilità anche dieci volte superiore e più grave rispetto a via Trieste. Perché dimostrerà la totale incapacità di avere una visione futura per la città. Per il solo capriccio elettorale di difendere un’area, il Lido, che chissà se, quando e come verrà mai riqualificata.

15 Agosto 2019
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