Un polo digitale per il futuro di Chiavari e del Tigullio orientale? La sinergia con Sestri Levante
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Un polo digitale per il futuro di Chiavari e del Tigullio orientale? La sinergia con Sestri Levante

di ANTONIO GOZZI 

La vicenda Wyscout-Hudl di cui abbiamo parlato sul numero scorso di ‘Piazza Levante’, oltre alla storia virtuosa di una start up nata e cresciuta a Chiavari e che ha fatto il più importante exit conosciuto in Italia nello sportech, è molto importante perché grazie ad essa si insedia nella nostra città la filiale di una grande azienda americana che, con l’acquisizione di Wyscout, supera i 120 milioni di USD di fatturato. 

Questa è, per la città e per le sue nuove generazioni, un’occasione fondamentale che va colta al volo. Se Hudl si troverà bene da noi, è molto probabile che continuerà a investire per la crescita, specie nell’area calcio, e ciò significa possibilità di occupazione qualificata e di ricchezza per il nostro territorio. 

Chiavari resta sede di Wyscout non per imposizione contrattuale, ma perché gli americani ne hanno apprezzato l’organizzazione e la gestione aziendale, gli skills e le professionalità di prim’ordine, in breve una cultura di impresa e un clima lavorativo molto simile al loro. 

Sarà fondamentale mantenere questo clima e questa cultura, così come sarà fondamentale continuare a far crescere a Chiavari una comunità digitale e una struttura formativa capaci di fornire allo sviluppo di Wyscout Hudl, e ad altre promettenti start up, le risorse umane qualificate di cui questa crescita ha bisogno. 

A ben guardare, l’obiettivo è raggiungibile. Esistono infatti le condizioni (a parte gli spazi su cui si tornerà in seguito) per affermare che non solo a Chiavari ma nel Tigullio orientale, realizzando una fondamentale alleanza e sinergia con Sestri Levante, è possibile creare un polo dell’innovazione digitale legata allo sport e alle attività del mare, con la positiva conseguenza del turismo che entrambe attirano, a livello nazionale e internazionale. 

Vediamo perché. 

  1. A Chiavari è insediato da ormai tre anni e mezzo Wylab, un incubatore di start up digitali connesse allo sport, oltre che spazio di co-working, filiato dall’esperienza di Wyscout ma rimasto fuori dalla transazione con Hudl. A Wylab, tra dipendenti e consulenti, lavorano più di dieci persone che in questi anni, tramite attività di selezione (le cosiddette ‘call for ideas’) e formazione (periodo di incubazione) hanno fatto crescere un certo numero di start up sportive. Quattro di queste, in particolare, sono promettenti, e sono nella  fase di sviluppo. Passata la prima fase chiamata di ‘seed money’ (denaro per la semina) stanno infatti raccogliendo da privati, family office e fondi il secondo round di finanziamento per la crescita, da 0.5 a 1 milione di euro ciascuna.
    Parliamo di: WeSii, azienda che si occupa di rilievi e diagnosi termografiche ottenuti con l’uso di droni e utili alle manutenzioni di campi sportivi in erba, come calcio e golf, campi fotovoltaici e vigne; Sportclubby, la più grande piattaforma italiana per la prenotazione di campi e impianti sportivi, cui aderiscono già 100.000 utenti e più di 400 club, con 1.200.000 prenotazioni effettuate ad oggi; Tecne, start up impegnata nella realizzazione e distribuzione di un sottoguanto sensorizzato e collegato ad un’applicazione per la comunità degli sport di combattimento; ed infine Noisefeed, un’applicazione per il monitoraggio dei canali social (Facebook, Instagram, Twitter) degli addetti del mondo del calcio.
    Queste quattro start up oggi impiegano più di 25 giovani che diventeranno almeno il doppio con il completamento della raccolta fondi attualmente in corso.
    Tutte le altre attività di co-working insediate in Wylab e che completano la comunità digitale impiegano almeno altri 50 giovani.
    Il che significa che Wylab con le sue start up alla fine del 2019 o inizio del 2020 dovrebbe occupare circa 100 addetti che aggiunti agli oltre 100 di Wyscout rappresentano più di 200 giovani impiegati a Chiavari in attività digitali.
    Non male, per un comprensorio che sente fortemente la necessità di definire il suo modello di sviluppo futuro e dove la disoccupazione giovanile resta a livelli elevati.
  2. Il sistema di istruzione superiore di Chiavari resta di prim’ordine. In particolare i licei statali classico e scientifico e gli istituti tecnici  continuano a sfornare risorse qualificate che sempre più spesso scelgono studi di informatica, economia, matematica, fisica ingegneria, ma poi dopo la laurea devono cercare lavoro fuori dal Tigullio. Queste risorse sono una ricchezza, e bisogna riuscire a mantenerle almeno in parte sul territorio. Un grande polo dell’innovazione digitale sarebbe utilissimo allo scopo.
    Il rilancio del liceo scientifico sportivo parificato Gianelli, che ha inserito nei suoi programmi anche la formazione digitale, va in questa direzione.
  3. Non solo a Chiavari ma in tutto il Tigullio c’è una fortissima presenza di società sportive in tutte le discipline, alcune ad alti o altissimi livelli, che sempre più nel futuro avranno bisogno di innovazione digitale, big data analysis, supporto tecnologico non solo per mantenere l’eccellenza agonistica ma anche per avere con i propri aderenti un rapporto sempre più efficace e funzionale.
    Tutte queste attività sportive, alcune delle quali dedicate agli sport del mare, come vela, surf, canottaggio, nuoto, canoa polo e pallanuoto, sono il campo di sperimentazione e applicazione ideale delle innovazioni digitali, in un rapporto sinergico con l’incubatore sportech che è Wylab, realtà di rilievo ormai nazionale.
  4. Il polo dell’Annunziata di Sestri Levante vede la presenza di importanti aziende del mondo della ricerca, del software, dell’impiantistica, come l’americana DXC Technology (un’altra presenza americana nel Tigullio) che occupa circa 20 persone, le italiane Tecnoriva, che occupa 40 persone, e Sedapta che ha collocato a Sestri Levante la sua Academy e la sua area marketing, la CoWoDev e Ien, per un totale di oltre 70 addetti.
    Non si deve dimenticare che a Sestri Levante sono insediate due importantissime aziende quali Arinox e Fincantieri, campioni nazionali e internazionali in ricerca e innovazione tecnologica, che troverebbero in un polo di sviluppo e formazione digitale un forte elemento di supporto anche per la ricerca e la selezione di risorse umane preparate ad affrontare le attività del futuro.

Si dice sempre che lo sviluppo non può prescindere da economie di scala e masse critiche. Nel caso che abbiamo appena descritto di una potenziale partnership virtuosa tra Chiavari e Sestri Levante, tra Wylab e il polo dell’Annunziata, le sinergie e la massa critica esistono, e ci sembra che questa potrebbe rappresentare una formidabile opportunità di crescita per tutto il Tigullio orientale e il suo entroterra. 

Sport e innovazione digitale movimentano tra l’altro flussi turistici non convenzionali, completamente destagionalizzati, molto importanti per l’industria alberghiera e turistica che costituisce parte così importante del tessuto economico del comprensorio.
Il punto dolente, nella strategia di far crescere un’importante e numerosa comunità digitale nel Tigullio, sono gli spazi. 

Occorrono open space ampi, moderni, ben attrezzati e collegati, che mancano del tutto o quasi. Wyscout da mesi sta cercando a Chiavari almeno 1000 metri quadri per riunificare tutte le sue attività in un unico luogo, ma fa una grande fatica. I 1500 metri di Wylab in via Davide Gagliardo sono praticamente saturi, così come è saturo il polo dell’Annunziata, che ha messo a bando l’ultimo spazio disponibile. 

Spazi direzionali moderni per il futuro di Chiavari mancano, e nessuno sembra pensarci. O meglio, fino ad oggi come nel caso di Wylab ci hanno pensato i privati, che per l’ammodernamento dei locali dell’ex liceo Delpino hanno speso più di un milione di euro. 

Per altre attività qualificate che potrebbero ridare un ruolo economico importante alla città occorrono spazi adeguati e un clima generale di accoglienza e disponibilità. Mentre a Sestri Levante l’amministrazione di Valentina Ghio con l’operazione dell’Annunziata ha mostrato sensibilità e determinazione, fino ad oggi a Chiavari ciò non è avvenuto. 

Se la città vuole davvero provare a giocarsi questa carta per il futuro dei suoi giovani e per rilanciare il suo ruolo, la pianificazione urbanistica in itinere deve tenere conto di questa esigenza e, in collaborazione con i privati, risolverla. 

8 Agosto 2019
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