Chiavari Ring: Valentina, una stella nonostante le difficoltà
Lotta, Sport

Chiavari Ring: Valentina, una stella nonostante le difficoltà

di DANILO SANGUINETI

La spiaggia come arena, gli scogli come spalti, il vento e il mare come colonna sonora. Un campione si costruisce anche così, all’aria aperta, senza un tetto sulla testa. Roba da film, penserà qualcuno. Agli ottimisti viene in mente il Rocky prima maniera, quello che per allenarsi era costretto a recarsi in un macello e tirare a cazzotti ai quarti di bue congelato.
Invece chi guarda il bicchiere mezzo vuoto va con il pensiero a ‘FoxCatcher’, il cupissimo film su due fratelli campioni della lotta Usa costretti dalla mancanza di mezzi a venire a patti con il diavolo, un folle multimiliardario.
Per fortuna di Valentina Braschi, 17 anni, talento che sboccia nella lotta libera italiana, non siamo ancora a questi livelli. Però sarebbe ora che si trovasse una soluzione perché Veronica questa estate ha perso, forse anche per colpa di questa situazione paradossale, un paio di medaglie pesanti: dopo aver centrato a giugno l’argento nella sua categoria (i 65 kg) agli Europei Under 17, poteva ripetersi agli Eyof (European Youth Olimpic Festival, in pratica la selezione olimpica per gli Under 18) svoltisi a metà luglio a Baku, capitale dell’Azerbaigian. Si è fermata al quinto posto, che è piazzamento importante e soprattutto foriero di grandi miglioramenti per una atleta che si è appena affacciata alla ribalta internazionale. Eppure…

Racconta suo padre, Stefano Braschi, che è ‘anche’ il suo presidente visto che Veronica sotto la divisa azzurra indossa quella verdeblù della Chiavari Ring: “Ha mancato il podio di un nonnulla. Ha sconfitto la spagnola Molina per 6-4, ha sbagliato i quarti, perdendo dalla bielorussa Tretsiak per 5-0. L’approdo in finale dell’avversaria le regala il ripescaggio poi vinto sulla macedone Sirbu per 6-3, la finalina per il bronzo invece la vede opposta alla russa Prokina che riesce ad avere la meglio di misura per 2-1 lasciando così Veronica giù dal podio. Sconfitta di misura, con un dolore alla spalla che nell’incontro decisivo l’ha limitata in alcuni movimenti e prese”.

Un infortunio che potrebbe essere spiegato con il modo inusuale con il quale Veronica ha dovuto prepararsi al secondo appuntamento più importante della stagione. Infatti in sequenza dopo gli Eyof a Baku sarebbero arrivati i mondiali Cadetti a Sofia, in Bulgaria. Nei pochi giorni tra un appuntamento e l’altro il fastidio alla spalla non scema, si fanno esami più approfonditi, esclusa la sublussazione ma la partecipazione è in forse. Veronica decide lo stesso di provare, il 29 luglio parte per i campionati. Il 1 agosto si fa strada nelle qualificazioni e riesce ad arrivare alla finalina per il bronzo: ancora una volta viene battuta da un’atleta dell’Est, questa volta alla dall’uzbeka Rushana Abdirasulova per 4-2, resta così ai piedi del podio. Una grande delusione per Braschi junior che da agonista di razza non concepisce che la vittoria. Ben diverso il giudizio, da tecnico, più che da papà, di Braschi senior: “Intanto è stata la migliore dei 13 azzurri, maschi e femmine, insieme a Michela Chessa, anche lei piazzatasi al quinto posto. Per inciso segnalo che nella rappresentativa italiana avevamo un altro nostro atleta, Francesco Masotti. Niente male per una società ‘piccola’ come la nostra. Per quanto riguarda Veronica, credo che con il guaio alla spalla difficilmente potesse fare di più, anzi ci ha sorpreso per come ha lottato alla pari con le più forti del mondo. È abbastanza evidente che può solo migliorare, soprattutto tenendo conto del modo e dei tempi di allenamento per queste due rassegne internazionali”.

Per un mese e mezzo ha lavorato su uno stuoino gettato sulla sabbia nella spiaggia antistante il porto di Chiavari, usufruendo come macchine degli attrezzi che il Comune un paio di mesi fa ha installato proprio sulla passeggiata antistante la banchina, attrezzi pensati per il fitness di atleti della domenica non certo per agonisti del calibro di Veronica. Solo nell’ultima settimana prima di Baku le è stato messo a disposizione un locale presso l’istituto Artigianelli.

Il presidente Braschi drescrive i disagi di Veronica e pure di Francesco Masotti: “Lì dentro c’era posto solo per una materassina 6×6 (metri) mentre le pedane di gara sono 12×12. Un handicap per i due ragazzi. Pensate a una squadra di calcio che si prepara solo su campi a 7 giocatori, quando torna su un campo a 11 rischia l’imbarcata”.
Stefano Braschi non la fa troppo punga, descrive come normali sacrifici che per altri risulterebbero intollerabili: “Una serie di sfortunati eventi. Tutto parte dal fatto che due mesi fa abbiamo dovuto abbandonare la nostra sede storica, la palestra posta all’interno dello stadio Comunale di via Gastaldi. La necessità di migliorie  lungamente attese – dagli spogliatoi ampliati e suddivisi al rifacimento del tetto – prevaleva su ogni altra considerazione. Il Comune, proprietario della struttura, ha deciso di iniziare i lavori nella prima settimana di giugno. Abbiamo cercato una sede alternativa, avevamo anche bisogno di un magazzino dove parcheggiare la nostra attrezzatura, pesi, panche, materassine e altre macchine che richiedono sforzi e tempo per essere spostate da una parte all’altra. Per quanto riguarda quest’ultimo problema, siamo riusciti a trovare un’intesa con la Scuola Telecomunicazioni di Caperana, area che appartiene al Ministero della Difesa: ci ha concesso una sala. Per la palestra purtroppo non c’è stato modo di trovare un locale in affitto per le prime settimane, poi a metà luglio è saltato fuori quel vano presso gli Artigianelli”.

Ecco che Veronica ha dovuto adattarsi a diventare una ‘streetfighter’. Per fortuna adesso c’è uno stop, anche se i problemi si ripresenteranno all’avvio della nuova stagione agonistica. “Ogni tanto passo dalla palestra, mi hanno assicurato i responsabili dei lavori e in Comune che per Natale saranno conclusi e potremo tornare a casa. Nell’attesa c’è un’altra grana: ad ottobre vorremmo organizzare la 19a edizione del Gran Prix di Lotta Città di Chiavari al Palasport di Sampierdicanne. Abbiamo già ricevuto adesioni da tutta Italia e anche dall’estero però non siamo in possesso delle necessarie autorizzazioni. Pare che ci siano impedimenti per l’uso di materiale non ignifugo tipo le pedane della lotta. Verranno fatti tutti i controlli. A Sampierdicanne si tengono manifestazioni di ogni genere, non vogliamo favoritismi, solo che ci si ricordi anche della lotta libera”.

Che continua a dare lustro allo sport chiavarese. La passione di Veronica, la passione dei Braschi, di una dinastia che ha la lotta come legame e ragione da tramandare generazione dopo generazione, meritano il massimo rispetto e un appoggio non solo a parole. Trovatelo voi un o una diciassettenne che a giugno e luglio invece che godersi l’estate accetta di preparare sfide decisive sopra e sotto la passeggiata a mare, approfittando di quello che trova, senza fare scenate, anzi affrontando le difficoltà senza nascondersi dietro giustificazioni tutt’altro che campate in aria. L’argento e i due quinti posti in sequenza di Veronica sono piazzamenti da sogno, l’aurora di una carriera che si annuncia luminosa. Magari in inverno si troverà a lottare sotto la pioggia, e lo farà con il sorriso come una Gene Kelly che usa la materassina per danzare divinamente.

8 Agosto 2019
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