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Agosto 2019

(r.p.l.) Che fine ha fatto il progetto ‘Baie del Levante’? Come mai si è arenato? C’è la possibilità di farlo ripartire? L’impegno per il rilancio di un importante veicolo, a livello…
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di DANILO SANGUINETI Simone Biles un paio di settimane fa ha portato ancora un po’ più avanti il limite della ginnastica artistica: il doppio carpiato in uscita dalla trave è…

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di ALBERTO BRUZZONE Passata la festa… gabbato l’ambiente. Quante volte, alla fine di un party, abbiamo visto spuntare gli enormi sacchetti neri dell’immondizia, dove puntualmente sono finiti tutti i rifiuti,…

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L’arco è uno dei mezzi di offesa – o difesa, a seconda del vostro grado di pacifismo – più antichi messi a punto dall’uomo. Il tiro di precisione con il suddetto strumento, in origine praticato come addestramento per le capacità di infilzare bersagli animati a due e quattro gambe, è stato codificato in tempi relativamente recenti, successivi agli sport con fucili e pistole, eredi ed eversori della pratica arciera.

L’arco ha faticato a trovare uno spazio suo nell’ambito delle discipline sportive moderne per poi spiccare il volo con un incremento di praticanti e l’ammissione alle Olimpiadi come ultimo e decisivo simbolo di successo. Oggi il tiro con l’arco ‘moderno’ gode di un favore e un seguito in costante aumento, però c’è chi ha saputo farsi ponte tra tradizione ed attualità, andando a recuperare la propria storia…

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I sughi sono pronti, basta aprirli e mescolarli con la pasta: all’arrabbiata, con il basilico oppure alle olive taggiasche. È ‘oro rosso’ a tutti gli effetti, da stappare e mangiare.…

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Di ANTONIO GOZZI – Fare impresa con l’obiettivo di ‘portare valore ai clienti’, ‘investire nei lavoratori’, ‘trattare in modo giusto e etico con i fornitori’, ‘supportare le comunità in cui operiamo’, ‘proteggere l’ambiente adottando pratiche sostenibili’. E, solo come ultimo punto, ‘generare valore nel lungo termine per gli azionisti che forniscono capitale che permette alle nostre aziende di investire, crescere e innovare’.

Sono questi gli impegni sottoscritti da 181 amministratori delegati di grandi aziende statunitensi riuniti nell’associazione Business Roundtable, che riunisce 200 gruppi tra i quali Amazon, Blackstone, Citigroup, General Motors e Morgan Stanley, il cui board è presieduto dal numero uno di JPMorgan, Jamie Dimon.

Il documento che propone questi contenuti è quasi un manifesto per una svolta in senso etico del capitalismo statunitense.
Il profitto non è più l’unica bussola che deve guidare un’azienda di successo. Accanto alla soddisfazione degli azionisti, le imprese oggi devono darsi altre priorità, a cominciare dal trattare con rispetto i propri dipendenti e l’ambiente.
Gli azionisti, è il nuovo motto, vanno considerati alla pari dei lavoratori, dei clienti, dei fornitori, della comunità in cui si opera.
Dimon, intervistato a lungo sul ‘manifesto’, ha spiegato che “il sogno americano è vivo ma si sta logorando” ed è quindi necessaria una profonda riflessione per comprendere quali sono le sfide che stanno dinanzi alle imprese e quale sia la strada giusta da percorrere.

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