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Luglio 2019

di ALBERTO BRUZZONE L’estate di Leivi entra nel vivo, grazie alle importanti collaborazioni tra Comune, Pro Loco e l’associazione San Bartolomeo Friends. Sono due, entrambi molto interessanti, gli eventi più imminenti, mentre…

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La polvere si deposita e segna il trascorrere del tempo, addirittura finisce nei pensieri come ci ricorda Enrico Ruggeri. Sulle mani degli atleti significa sudore, fissa la passione, incoraggia la…

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di ALBERTO BRUZZONE Per il secondo anno di fila, sul piazzale della Colmata a Chiavari, ritornano le grandi serate di cinema all’aperto, organizzate come sempre da Lodovica Marini e Nerio Bergesio,…

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Il caso di via Trieste merita tutto l’impegno giornalistico di cui una testata come la nostra è capace. La vicenda è infatti emblematica di come la coalizione che guida Palazzo Bianco, a cominciare dal Sindaco e dal Presidente del Consiglio Comunale, riesca costantemente a mescolare le carte confondendo la cittadinanza e occultando la verità.

Per questo c’è un gran bisogno di mettere ordine, di rimanere ai fatti, di spiegare come stiano effettivamente le cose aiutando i cittadini a non farsi turlupinare.

Come spesso succede la materia è complicata. Si tratta di urbanistica, materia difficilmente accessibile e perfino noiosa. Anche per questo è prezioso il ruolo della libera stampa, che ha il compito di rendere comprensibili anche le cose difficili e di non aver paura di chi comanda.

Il caso di via Trieste nasce con l’ amministrazione Di Capua, che per scelta fa rivivere un’idea ormai morta da moltissimo tempo: far fare case e cemento, tanto cemento, nell’area Italgas. L’idea era tanto morta e sepolta che nel PUC (Piano Urbanistico Comunale) dell’amministrazione Levaggi tutta la zona in questione era destinata a servizi di quartiere e parcheggi.

La nuova amministrazione cambia orientamento, e non procede all’approvazione del PUC Levaggi non condividendolo in varie parti. In verità avrebbe potuto approvarlo, per dare a Chiavari un piano regolatore, e successivamente introdurvi varianti anche sostanziali. Sceglie invece di aspettare fino alla scadenza decennale della salvaguardia, in modo da riportare in vigore il vecchio piano di Agostino, molto più ‘libero’ e pieno di operazioni cementizie clientelari. Ed avvia delle ‘varianti in itinere’ alle previsioni del PUC Levaggi, tra le quali quella che in  via Trieste, anziché parcheggi e servizi, consente l’edificazione di quasi 3000 metri quadrati.

Italgas si risveglia. Riprende l’iniziativa e ottiene una lunga serie di riunioni in Comune tra funzionari dell’amministrazione, funzionari di Italgas ed esponenti politici per la messa a punto del progetto.

C’è però un problema: tutta l’area Italgas è compresa nella zona rossa (alluvionabile) del piano di bacino dell’Entella, il che aveva consentito a Levaggi di prevederne l’inedificabilità.

Bisogna riuscire a cambiare quella prescrizione.

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Un anno e mezzo fa, 21 marzo del 2018, nel primo numero di ‘Piazza Levante’ l’articolo in primo piano era intitolato: ‘Liguria, la decrescita è infelice. Ripartire dal rapporto Ambrosetti per uscire dalla crisi’. Noi, ma non soltanto noi, lo ricordiamo molto bene.

Citando ad ampie mani lo studio eseguito da The European House – Ambrosetti, uno dei think tank più prestigiosi a livello europeo e primo in Italia per autorevolezza dei suoi lavori e livello dei suoi componenti, ricordavamo come, secondo il documento finale, la Gronda e più in generale le infrastrutture, sia stradali che ferroviarie, fossero la chiave di volta per far uscire la Liguria dall’isolamento e consentire alla regione di non perdere troppa distanza dalle altre del Nord Italia, oltre che al porto di Genova di restare tra i principali player del Mediterraneo.

Era il 21 marzo, e ripetiamo la data non per caso. Perché, a quell’epoca, era ancora in piedi il Ponte Morandi. Non solo dal 14 agosto in poi lo scenario è cambiato negativamente, a livello di traffici e di turismo (i primi dati relativi al 2019, nonostante le rassicurazioni, sono drammatici), ma quell’isolamento di cui il Rapporto Ambrosetti parlava mesi prima si è accentuato ed è diventato ancor più dannoso dal punto di vista strategico.

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