Home SportCalcio C’era una volta, cento anni fa… il Sestri Levante, e c’è ancora

C’era una volta, cento anni fa… il Sestri Levante, e c’è ancora

da Alberto Bruzzone

di DANILO SANGUINETI

C’era una volta cento anni fa e per fortuna c’è ancora il Sestri Levante. Non è una storia di tempi passati, è una cronaca di avvenimenti che accompagnano la traversata del vascello rossoblù dall’Italia del primo dopoguerra al Belpaese dei giorni nostri, con le delusioni, i dolori e nonostante tutto i pregi di un calcio che in questo secolo ha cambiato pelle un’infinità di volte. Una navigazione perigliosa, una rotta frastagliata, spesso non seguendo vie facili o dirette, comunque sempre mantenendo inalterato la matrice di base, ‘sestrina’, tenendo bene in vista il vessillo corsaro, da sempre emblema inconfondibile del club.

La data da marcare in rosso sul calendario è il prossimo 27 settembre, quando saranno passati esattamente 100 anni dal momento in cui un manipolo di ardimentosi stese l’atto costitutivo dell’Unione Sportiva Sestri Levante. Atto fondativo che sarà eternato in una targa deposta a Portobello di fronte alla spiaggia – in riva al mare, non poteva essere altrimenti per i ‘corsari’ – dove si radunarono i ragazzi appassionati che redissero lo statuto, base per tutti i successivi, persino per quello ancora oggi in vigore.
In quella giornata di fine estate sulla spiaggia di Portobello c’erano Ernesto Wissiach, Battista Capello, Achille Perazzo, Federico Bacigalupo, Calisto Panero, Edilio Campi, Silvano Lamoretti, Pietro Gandolfo, Primin Spotti, Augusto Marazzini, Andrea Pieri, Nino Lambruschini, Felice Montepagano, Giacomo Tassano, Giacomo Torricelli e Giovanni Descalzo. E per non farci mancare niente, c’è anche una leggenda sulla scelta della divisa sociale: al tramonto videro sul cielo sopra la spiaggia una piccola nuvola blu che vagando fu colpita dal rosso fuoco del tramonto.

Il calendario degli eventi ideati per celebrare il primo secolo del Sestri, che, come sottolineano a ogni piè sospinto i suoi tifosi, ha il raro privilegio di possedere la matricola di iscrizione alla Figc originale – mai modificata, originale a denominazione di origine controllato – è stato preparato e verrà realizzato risparmiando sulle spese, non sulla creatività.
Niente effetti speciali o show faraonici, piuttosto iniziative nella città e per la città, cercando il contatto con la città e i suoi abitanti, attaccatissimi alla squadra eponima. Roberto Vandanesi è il maestro di cerimonie. “Preferisco responsabile marketing, mi suona più professionale (se la ride, ndr). Assieme agli altri dirigenti abbiamo pensato a qualcosa non strettamente legato al campo. Ad alzare la testa e vedere come ci vedono gli altri. Ecco le ragioni del concorso riservato ai commercianti di Sestri. Lo abbiamo ideato assieme all’associazione ‘Carruggio Sestri’ che fa parte del Civ sestrese. I negozianti sono invitati ad allestire, nel mese di settembre, spazi espositivi a tema ‘corsaro’, mettendo in vetrina qualunque cosa inerente la squadra di calcio e il logo del Centenario fornito dall’U.S. Sestri Levante 1919”.

L’iniziativa non prevede costi per i commercianti. “Per aderire è sufficiente mandare un messaggio WhatsApp o un sms al 338 8603572. Una volta realizzati i pannelli o le installazioni a tema, gli esercenti dovranno spedire la foto della loro vetrina al 392 1124023 o all’indirizzo mail tigullioeventi@gmail.com e lo scatto verrà pubblicato sulla pagina Facebook e Instagram del club. Le due vetrine che otterranno il maggior numero di ‘mi piace’ vinceranno la maglia storica per i 100 anni dell’Unione”. Poi sarà la volta, il giorno del compleanno, di una parata per le vie cittadine per andare alla casa dove venne fondato il Sestri Levante nella Baia di Portobello e lo scoprimento della targa alla presenza delle autorità cittadine e della Figc.

A latere delle cerimonie non guasterebbero anche feste di altro genere… Tipo una promozione. Nella stagione del rilancio dell’orgoglio sestrino serve anche la riscoperta degli uomini che hanno legato la loro storia personale a quella della società.
Vittorio Raffo è uno degli uomini che negli ultimi trent’anni hanno rappresentato i corsari sotto ogni buona o cattiva stella che fosse: ex portiere, ex allenatore e ora di nuovo direttore sportivo di una squadra che deve ripartire quasi da zero dopo la traumatica retrocessione della scorsa primavera – una retrocessione per niente annunciata e quindi ancora più bruciante – e che va esorcizzata nelle spire di festeggiamenti ormai imminenti: “Io credo che la caduta dalla serie D sia già stata assorbita e superata. Siamo pronti per le nuove sfide che ci attendono”.

Perché vanno bene i concorsi, gli eventi, i ricordi, le mostre, contorno per quanto imponente di un fatto principale che era e rimane sempre quello della gara. C’è da tornare in serie D, c’è da farlo nel minor tempo e nel migliore modo possibile, come sottolineò il presidente Stefano Risaliti nell’assemblea dello scorso maggio, quando chiuse le porte a un ripescaggio a tavolino. Disse che voleva tornare nella massima serie dilettanti tramite il campo e a testa alta. Nell’attesa c’è un primo cadeaux. Il d.s. Raffo esulta per un attestato appena arrivato da Roma: “La nostra scuola calcio che abbiamo ricostruito in pratica da zero cinque anni fa quando questo consiglio dirigente si è insediato, ha ottenuto di poter fregiare del titolo d’elite, una promozione che il Settore Giovanile e Scolastico della Figc concede solo ai vivai che ottemperano a precise regole e norme per la qualità dell’insegnamento impartito, dei suoi maestri e delle strutture. Per ripartire si può, anzi si deve passare dal settore giovanile”.

A Sestri Levante hanno trovato la formula magica per mantenere inalterato nel tempo un certo modo di intendere e praticare il Calcio. Merito del ‘corsarismo’, una variante genetica che affligge chi nasce nello spazio benedetto dagli Dei tra le due baie, del Silenzio e delle Favole. Corsari si nasce, non si diventa.

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