L’orgoglio avetano scende in campo: e non c’è solo il calcio
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L’orgoglio avetano scende in campo: e non c’è solo il calcio

“Le parole sono importanti” tuona Nanni Moretti in una delle sue migliori opere, Palombella Rossa, che è anche un grande film sportivo. Per questo quando leggiamo Polisportiva Val d’Aveto sarebbe meglio soffermarsi su ogni singolo termine e rifletterci. Poli-sportiva ossia più di una disciplina, più generi, più varietà, non solo il calcio come quasi tutti tendono a pensare.

E poi Val d’Aveto, ovverossia l’area che ruota attorno al fiume omonimo, non solo Santo Stefano – anche qui si è inclini sbrigativamente a ridurre – pure Rezzoaglio come ci tiene a ricordare il presidente della stessa società, Graziano Fontana: “I particolarismi da noi non trovano asilo. Siamo un gruppo di dirigenti che opera in perfetta sintonia. Siamo ‘Avetani’, Rezzoaglio, Santo Stefano, Amborzasco, Villanoce, comune o frazione, poco importa. Conta operare per il bene della zona, vogliamo che chi fa sport abbia una casa, una società alla quale fare riferimento e che lo aiuti. Siamo ben consci delle particolari problematiche dei nostri posti, lo spopolamento, l’essere decentrati rispetto alle ‘capitali’, il dover fare i conto con il clima e la relativa disponibilità di fondi, ma non ci siamo mai intimoriti. E, lo dico senza falsa modestia, abbiamo fatto dei passi in avanti abbastanza importanti. Il cammino è lungo, la strada è tracciata”.

Il calcio è un efficiente apripista, alle sue spalle stanno arrivando in ordine sparso altre discipline di base, e non. “Il pallone è un catalizzatore – concorda il presidente – la polisportiva è orgogliosa di come la sua prima squadra si sia comportata grazie alla coordinamento di Roberto Cervini. Ma oltre ai grandi e oltre i tacchetti c’è di più. Intanto abbiamo finalmente dato un indirizzo e uno scopo ai nostri calciatori più giovani. Abbiamo messo insieme due o tre leve e prendiamo parte al campionato giovanile del CSI. Non avevamo abbastanza elementi per prendere parte ai tornei della Figc che sono suddivisi abbastanza rigidamente per anni di nascita, e non volevamo che il gruppo formatosi negli anni venisse separato. Così prendiamo parte con una Juniores allargata alle competizioni sotto l’egida del Centro Sportivo Italiano”.

Riunite due o tre leve in una squadra che porta in giro il nome della Polisportiva. Ma è solo la prima di tante innovazioni in arrivo. “Infatti, siamo a buon punto con il team di volley femminile. Anche qui c’era il collante della lunga militanza in comune, dell’amicizia oltre lo sport, e allora abbiamo stretto un’intesa con il mister Assarini, abbiamo scelto il Villaggio San Salvatore come base operativa e abbiamo partecipato ai campionati Fipav con un nostro team. Dopo l’estate sarà la volta del basket, stiamo pensando a una giovanile femminile”.
E un occhio della Polisportiva è anche rivolto verso i meno giovani. Il presidente Fontana ne è orgoglioso: “Per non sembrare troppo seriosi, diamo vita a una squadra di Zumba, il ballo atletico che consente di fare ginnastica attiva e divertirsi. Abbiamo tesserati agguerriti e stiamo preparandoci a competere nei dance show della Liguria”.

Un fiorire di iniziative, tanti appuntamenti, serve molto spazio per prepararsi e per ospitare meeting e prove speciali. In teoria gli impianti ci sarebbero, peccato che la Polisportiva sia ospite in quasi tutti. Fontana al riguardo non è pessimista. “È vero, il campo di Santo Stefano, la nostra casa nei mesi non invernali (quando siamo costretti a ‘calare’ verso il mare per avere terreni di gioco sempre praticabili), è gestito da altri, però le convenzioni che abbiamo stipulato con i comuni di Rezzoaglio e Santo ci garantiscono gli spazi e i contributi per disporre dei due stadi e delle palestre. Intese che sono sempre migliorabili, mi pare che le due amministrazioni siano sensibili all’argomento e abbiano riconosciuto il valore sociale della nostra attività”.

Valore ribadito dall’inaspettato successo della iniziativa promozionale voluta dal presidente Fontana e dagli altri soci: hanno proposto alle scuole elementari e medie del nostro comprensorio un concorso con tema ‘Come vedo la Polisportiva d’Aveto’. Quasi un centinaio di bambini ha risposto con temi, scritti e disegni. Un sondaggio indiretto quanto credibile del valore condiviso raggiunto presso gli ‘indigeni’ di una società che viene vista come la ‘Nazionale Avetana’. E che ha fornito al presidente ulteriori motivazioni: “In tempi come questi andare contro tendenza, dimostrare che si può fare molto anche rimanendo ancorati ai propri posti è importante. La Val d’Aveto ha una lunga storia, fa i conti con cambiamenti epocali eppure vedrà giorni migliori, ne sono convinto”.

Un po’ di tempo fa c’era un movimento politico che aveva scelto di chiamarsi ‘Fermare il declino’. La Polisportiva non intende limitarsi a bloccare la frana, intende farle risalire la valle.

(d.s.)

18 Luglio 2019
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