Recco: il libro sul “Caimano” si gioca il Premio Bancarella Sport
Approfondimento, Attualità

Recco: il libro sul “Caimano” si gioca il Premio Bancarella Sport

di ALBERTO BRUZZONE

La Pro Recco sta ad Eraldo Pizzo come Eraldo Pizzo sta alla Pro Recco. L’equazione è semplice, naturale, immediata. Si direbbe fin banale, eppure di banale qui non c’è proprio nulla. Perché è una storia di trionfi, di successi, di enormi soddisfazioni, ma anche di sudore, di sacrificio, di lezioni prese e lezioni date.

Quando c’è stato da scrivere un libro sulla Pro Recco, non si poteva non scrivere un libro su Eraldo Pizzo. Per parlare di Eraldo Pizzo, non si poteva non parlare della Pro Recco.

A trovare il giusto e perfetto equilibrio è stato Claudio Mangini, giornalista genovese, per anni storica firma all’interno della redazione sportiva del ‘Secolo XIX’: tanti anni di calcio, l’emozione dello scudetto della Samp, i tempi di Boskov, i Mondali di Italia ’90, raccontati in prima persona.

Ma poi, Mangini è stato – ed è tuttora – anche l’esperto degli sport ‘acquatici’, nuoto e pallanuoto: profondo conoscitore della materia e dell’ambiente, sicché non poteva che essere lui, il cronista e lo scrittore impegnato a raccogliere il testimone, a tentare la sfida. Raccontare una leggenda dello sport, dentro una società leggendaria. Mangini lo ha fatto nel libro ‘Caimani come me. Il mito Pro Recco’, scritto a quattro mani con Pizzo e arricchito dalla prefazione di Dino Zoff.

Il volume è uscito qualche mese fa, per i tipi di Sagep, e lo scorso aprile, con grandissima soddisfazione da parte dell’autore, è stato inserito nella sestina finalista del Premio Bancarella Sport 2019. La proclamazione finale è prevista, a Pontremoli, per sabato 20 luglio. E chissà che il Caimano non centri l’ennesima vittoria della sua sconfinata carriera.

Un libro di sport, ma anche una testimonianza di vita…
“Ci abbiamo lavorato tantissimo. Ma è stata un’esperienza stupenda. Tutto è iniziato cinque anni fa, su uno spunto dello stesso Eraldo. In questo periodo, le biografie degli sportivi vanno tantissimo. Solo che Eraldo non voleva un lavoro solamente su di lui. È sempre stato contrario alle autocelebrazioni, voleva che il libro fosse soprattutto una testimonianza, che raccontasse la storia della Pro Recco, un’eccellenza a livello mondiale. Io ho cercato di mettere insieme le due cose e mi sembra che ci siamo riusciti abbastanza bene, anche grazie alla bella veste grafica del volume. La Sagep ha curato i minimi particolari. Le pagine dove racconto io in terza persona sono di colore differente, rispetto a quelle dove Eraldo parla in prima persona. E poi, ci sono tantissime testimonianze visive”.

Che cosa lascia questo libro, a chi lo legge?
“Secondo me, lascia la storia di un grande sportivo, ma anche di un grande uomo. E lascia la storia di una società dal palmares incredibile. Eraldo è stato un vero Caimano, in acqua e non solo. E le generazioni successive hanno cercato di imitarlo, spesso con successo. Questo libro racconta che vincere non è mai facile, né soprattutto scontato. Una parte molto bella, per me, è quella dove Eraldo ricorda in prima persona le Olimpiadi del 1960, in un crescendo di emozioni e di tensioni, partita dopo partita. Ad affiancare lo scritto, ecco una quantità di materiale fotografico mostruosa, che da sola meriterebbe una mostra dedicata. Questo è il sessantesimo anno dal primo scudetto della Pro Recco, speriamo che in città venga organizzato qualcosa. Ma ho grande fiducia nel sindaco Carlo Gandolfo, che è un grande sportivo”.

Oltre alla biografia e alla storia della Pro Recco, vi sono anche testimonianze.
“Sì, Eraldo ci teneva molto. Abbiamo inserito, in fondo, una serie di interviste a personaggi che hanno fatto la storia della Pro Recco o che hanno conosciuto Eraldo da avversari. Sono trentuno, come gli scudetti vinti sino al momento in cui il libro è stato stampato. Quindi, abbiamo messo tutte le formazioni, dal 1959 in poi”.

C’è anche tanta ricerca storica, tra una pagina e l’altra.
“Ci sono foto bellissime di quando si giocava ancora in mare. In serie B, l’arbitro stava su una barca. Ma per la serie A era necessario un molo di cemento. Raccontiamo di come la città si mobilitò per far costruire quel molo, grazie a una maxi-colletta”.

Com’è stato raccontare una leggenda dello sport?
“È stato un piacere enorme. Non ci sono tanti personaggi che hanno vinto e rappresentato tanto come Eraldo Pizzo. Mi vengono in mente Livio Berruti, o il pugile Nino Benvenuti, per rimanere in quella generazione. Questo libro è stato un riconoscimento per il Caimano, ma anche un tributo alla Pro Recco e un omaggio a tutta la pallanuoto, uno sport che, purtroppo, è molto meno conosciuto di quanto non si meriterebbe”.

Ora però la tv inizia a crederci un po’ di più.
“La Pro Recco ha fatto una bella operazione con Sky, direi estremamente intelligente. Anche perché ne hanno beneficiato pure le altre squadre. L’interesse intorno alla pallanuoto inizia a crescere al di là del grande evento. Ora speriamo che Recco riesca finalmente ad avere la sua piscina. Ma i segnali in questo senso sono molto positivi, speriamo in una accelerata”.

Ma al Caimano, piace esser chiamato così?
“Sì, gli fa piacere. I figli e gli amici più stretti lo chiamano Cai. Il nome non lo ricordano quasi più”.

È mai più esistito un altro giocatore così?
“In Italia sicuramente no. Un giocatore tanto vincente e tanto carismatico come Eraldo non è più esistito. È stato il numero uno di tutti i tempi. Come ha scritto Dino Zoff nella prefazione: ‘Lui era il Pelé, il Pelé della pallanuoto’”.

PREMIO BANCARELLA SPORT, ECCO I SEI FINALISTI

Alpinismo, pallanuoto, ciclismo, motociclismo e calcio. Ce n’è per tutti i gusti nella sestina del Premio Bancarella Sport 2019. La Commissione di scelta della cinquantaseiesima edizione, riunitasi a Milano presso la sala di rappresentanza della Banca Cesare Ponti, ha scelto i sei vincitori del Premio Selezione.

Il presidente Paolo Francia, coadiuvato dai membri, Giuseppe Benelli, Giovanni Bruno, Danilo Di Tommaso, Xavier Jacobelli, Ignazio Landi, Paolo Liguori, Giacomo Santini, Giovanni Tarantola, Gabriele Tacchini e Bruno Gentili (per delega), presi in esame i titoli della produzione editoriale del settore sportivo dell’anno 2018, giunti alla fase finale di selezione, al termine di un’ampia e approfondita discussione, ha proclamato vincitori del 56° Premio Selezione Bancarella Sport 2019, i seguenti libri:

‘4810. Il Monte Bianco. Le sue storie, i suoi segreti’. Scritto da Paolo Paci, edito da Corbaccio.

‘Asfalto’. Scritto da Andrea Dovizioso, edito da Mondadori.

‘Eraldo Pizzo. Caimani come me. Il mito Pro Recco’. Scritto da Claudio Mangini, edito da Sagep Editori.

‘Demoni’. Scritto da Alessandro Alciato, edito da Vallardi.

‘Il caso Fiorenzo Magni. L’uomo e il campione nell’Italia divisa’. Scritto da Walter Bernardi, edito da Ediciclo Editore.

‘Radiogol’. Scritto da Riccardo Cucchi, edito da Il Saggiatore.

11 Luglio 2019
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Federico Rampini ospite in Wylab

Genova e Pechino, Bruxelles e New York, il Kerala e l’Etiopia, e tanti altri luoghi ancora.  Impressioni, ricordi e riflessioni di un nomade globale che ha visto il mondo con i suoi occhi e ce lo racconta senza farsi ingabbiare dai cliché. Il viaggio di una vita, sempre alla ricerca di radici antiche e nuove. 

Sabato 20 luglio alle 21.15, a Wylab, Federico Rampini presenta il suo nuovissimo libro, “L’oceano di mezzo - Un viaggio lungo 24.539 miglia”.

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