‘Le Vie dell’Acqua’: il progetto parte dopo quasi tredici anni e Chiavari ha finalmente le idee chiare sulle piste ciclabili
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‘Le Vie dell’Acqua’: il progetto parte dopo quasi tredici anni e Chiavari ha finalmente le idee chiare sulle piste ciclabili

di ALBERTO BRUZZONE

Il progetto è tanto ambizioso quanto suggestivo e di indubbio valore. Soprattutto è completo: perché tocca gli aspetti escursionistici, quelli ambientali, quelli culturali, della mobilità alternativa, del turismo e tanto, tanto altro. Inizia ad avere qualche anno, essendo stato concepito nel 2006, ma ‘Le Vie dell’Acqua’ è sempre di stretta attualità.

Per molti, a Chiavari e non solo, vale l’equivalenza ‘Vie dell’Acqua’ uguale piste ciclabili, ma in realtà in questa brillante e ricca iniziativa c’è molto di più. Anzitutto, i comuni coinvolti: oltre a Chiavari, ci sono LavagnaCogorno e Carasco, ovvero le due città della costa e quelle immediatamente al loro rispettivo interno. Poi, c’è un piano generale che, se mai si riuscirà a completare, potrebbe veramente rappresentare un volano per queste zone, oltre a stringere un legame ancor più forte tra Riviera di Levante e immediato entroterra.

‘Piazza Levante’ fa il punto della situazione su ‘Le Vie dell’Acqua’ insieme all’architetto Egle De Ferrari Rolleri, che con Arianna De Ferrari Rolleri e l’Università di Genova (professor Mauro Palumbo come responsabile scientifico e professor Paolo Stringa come collaboratore scientifico) ha redatto, tredici anni fa, la prima bozza di questo interessante progetto per il quale sono stati stanziati e sono giunti i primi finanziamenti da Roma.

“Spesso – conferma Egle De Ferrari Rolleri – con ‘Vie dell’Acqua’ si è inteso solamente la realizzazione delle piste ciclabili tra Carasco e Chiavari. In realtà, quello è soltanto uno degli aspetti. Il Comune di Cogorno, che è il capofila dell’intera iniziativa, sta per dare alle stampe un depliant illustrativo di tutto quanto il percorso, ora che i lavori sono ufficialmente partiti e qualcosa si comincia a vedere”.

È stato un iter indubbiamente lungo, assai travagliato, certamente sofferto. Eppure, nonostante i suoi tredici anni, il progetto è rimasto di grande qualità, non è mai scaduto di livello, ha sempre riscosso unanimi consensi. La parte professionale e quella accademica hanno lavorato a braccetto, con il coordinamento di Enrica Sommariva, attualmente vice sindaco di Cogorno e prima cittadina sino a poche settimane fa.

“Nei mesi scorsi – prosegue Egle De Ferrari Rolleri – è arrivato il primo lotto di finanziamenti. Il progetto aveva vinto uno dei bandi emessi da Arcus. Oggi è cambiato il nome dell’ente, in Ales, sempre una società in house del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ma per fortuna non è cambiata l’entità della sovvenzione”. È giunto a Cogorno un milione di euro, grazie al quale si sta realizzando, per prima cosa il ‘Portale’: ovvero un edificio che vuole essere un po’ il punto di partenza, e anche il punto di riferimento, di tutto il progetto ‘Le Vie dell’Acqua’, una sorta di quartier generale.


“La sua costruzione – osserva l’architetto – impiega circa trecentoquarantamila euro. Il resto dello stanziamento, invece, verrà utilizzato per finanziare quella parte del percorso naturalistico sul Sic del fiume Entella (Sito d’Interesse Comunitario) e per la parte culturale che abbiamo in mente: ovvero animare il ‘Portale’ con corsi universitari, laboratori e tante altre iniziative che abbiano a che fare con la natura e con la tutela dell’ambiente”.

Nel milione di euro del primo lotto, infine, c’è anche – e qui veniamo al punto forse più conosciuto all’opinione pubblica – la realizzazione di una pista ciclabile da Carasco alla stazione ferroviaria di Chiavari. Una questione, quest’ultima, piuttosto annosa: già partita con le amministrazioni Agostino e Levaggi, questa prospettiva non si è mai effettivamente realizzata. Subentrata l’amministrazione Di Capua, è stato delegato il consigliere comunale Giorgio Canepa, con il coordinamento da parte dell’assessorato ai Lavori Pubblici guidato da Massimiliano Bisso, e, nel frattempo, è stato modificato il percorso iniziale. “Il Comune – afferma Egle De Ferrari Rolleri – ha preferito indicare un altro tracciato. Ora aspettiamo che ci venga comunicato, per poter andare avanti”.

Sono già due le campagne elettorali che hanno avuto al centro questo tema (Agostino vs. Levaggi e Levaggi vs. Di Capua), ma non si è mai giunti a una conclusione. Al centro dei ragionamenti da parte di Palazzo Bianco, c’era il tratto che passa da corso De Michiel, ma anche la possibilità che la futura pista ciclabile transiti sopra il parco urbano che s’immagina di realizzare sul depuratore della Colmata.

A fare chiarezza, l’assessore comunale Massimiliano Bisso: “Siamo alla fase definitiva. Direi che abbiamo trovato un accordo complessivo. Entrando da corso Garibaldi, la pista ciclabile si svilupperà verso la passeggiata a mare, sia a destra che a sinistra. A sinistra, arriverà sino alla sponda del fiume Entella, con un percorso che è stato messo a punto anche insieme alla Soprintendenza. A destra, invece, proseguirà verso Ponente direttamente sulla passeggiata a mare, nello spazio dietro le aiuole e la fine del marciapiede. È stata una decisione lunga e complessa, perché abbiamo cercato di ridurre al minimo la perdita dei posti auto. Ma, al tempo stesso, ci tenevamo molto a non perdere questi finanziamenti. Questa è la parte di pista ciclabile che è inserita dentro ‘Le Vie dell’Acqua’. Poi, a completamento, Palazzo Bianco ha stanziato altri centocinquantamila euro per creare una rete tra tutti gli spezzoni di piste ciclabili attualmente esistenti e quelli di prossima realizzazione. Mi riferisco, in particolare, alla zona degli Scogli e alla Fara. In corso Garibaldi, potrebbe essere realizzata una passerella in corrispondenza del sottopasso ferroviario. Quanto al lungo Entella, siamo in attesa di capire dove passeranno le tubazioni per il futuro depuratore della Colmata. In base a quello, metteremo a punto un percorso ciclabile che si allaccerà direttamente con via Parma”.

Il nero su bianco, insomma, pare proprio esserci. Intanto, a Cogorno, prosegue la costruzione del ‘Portale’: “La struttura che ospiterà il centro di accoglienza del Parco – dice Egle De Ferrari Rolleri – rappresenterà il punto di partenza di tutte le escursioni naturalistiche e culturali dei comuni di Carasco, Cogorno, Chiavari e Lavagna”. La vice sindaco Enrica Sommariva è soddisfatta: “Intravedo la fine di una prima fase di realizzazione del progetto ‘Le Vie dell’Acqua’ a cui tengo particolarmente”.

Nel 2009, infatti, nasceva l’idea globale del progetto cultura presso l’allora Facoltà di Architettura di Genova. Lo studio di Architettura De Ferrari Rolleri, con il professore universitario Paolo Stringa, aveva immaginato il ‘Portale’ del parco come un punto di aggregazione da cui far partire l’intero volano del turismo locale con parcheggi di interscambio, messa a sistema delle emergenze naturalistiche, architettoniche, culturali, tutte collegate da piste ciclabili attraverso la mobilità dolce: i Portici di Chiavari, il Porticato Brignardello di Lavagna, il Borgo dei Fieschi, Villa Rocca. Il progetto, ambizioso nella sua totalità, era stato subito approvato dall’allora Arcus Spa, oggi Ales Spa, Arte, Lavoro e Servizi, società in house del MiBac impegnata da oltre dieci anni in attività di supporto alla tutela del patrimonio culturale italiano, che aveva stanziato un milione di euro per la sua partenza.

“Il ‘Portale’ che oggi è in costruzione rappresenta il biglietto da visita dell’intero progetto, la struttura ricettiva per eccellenza, che oltre a fare da Info Point era stato ideato per essere la fucina di idee progettuali di future pianificazioni per lo sviluppo del territorio ad ampia scala. Oggi una prima importante parte si sta concretizzando nel Comune di Cogorno con un cantiere che vede piano piano sviluppare la superficie del ‘Portale’ con il suo ingombro. I lavori procedono celermente. La struttura prevede che i prospetti dell’edificio siano schermati con canne di bambù con funzione contenitiva per il piano superiore e permetterà l’ombreggiamento della tettoia di protezione dell’ingresso. Le canne di bambù verranno posizionate all’interno di telai metallici (doppi) che svolgeranno anche la funzione di delimitazione del piano non accessibile della copertura piana”.

A seguire il cantiere, il geometra Claudio Vaselli. L’opera ha un costo di euro 342.061,11 euro, l’appalto è stato affidato alla ditta Cema srl di Chiavari. “Man mano che si va avanti – conclude l’architetto dalla quale tutto è partito – siamo sempre più speranzosi che il progetto possa arrivare alla sua completezza. È infatti nostra intenzione chiedere i successivi lotti di finanziamento e, da parte del Ministero, abbiamo potuto constatare una buona apertura in questo senso”.

Di acqua ne è passata parecchia, sotto a queste vie. Chissà che ora, davvero, non sia… l’acqua buona.

IL PROGETTO COMPLESSIVO DE ‘LE VIE DELL’ACQUA’

6 Giugno 2019
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