Crociere e Yacht: servono i tender elettrici per una migliore tutela ambientale
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Crociere e Yacht: servono i tender elettrici per una migliore tutela ambientale

(r.p.l.) Tigullio e turismo di tipo crocieristico: opportunità o problema? La domanda ritorna di stretta attualità dopo quello che è accaduto nei giorni scorsi a Venezia: una grossa nave di Msc, la Opera, è andata a sbattere contro la banchina e ha distrutto completamente uno dei battelli che operano in laguna. Un incidente che, per fortuna, si è risolto senza feriti gravi, ma ha rinfocolato – e pure tanto – le polemiche sulla presenza in zona di queste mega navi, che oltre a sfregiare il panorama sono fortemente impattanti pure dal punto di vista ambientale.

Il dibattito è rimbalzato da una parte all’altra del mare: dall’Adriatico al Ligure, dove i comuni del Tigullio sono particolarmente coinvolti, soprattutto Santa Margherita Portofino. Qui le navi da crociera storicamente fanno scalo in rada, scaricano centinaia di turisti nei due borghi e rappresentano pur sempre una risorsa, per quanto questi flussi vadano sempre gestiti correttamente e con grande impegno.

Ne sa qualcosa Paolo Donadoni, riconfermato da pochi giorni sindaco di Santa Margherita Ligure: “Ho seguito la notizia di Venezia e devo dire che da noi nel Tigullio la situazione è completamente diversa. Intanto non arrivano mai navi da crociera di quelle dimensioni, e poi qui siamo in mare aperto, non in una laguna. Semmai i problemi sono altri”.

Le crociere, nella baia di Portofino, si fermano a ridosso dell’Area Marina Protetta: “Dobbiamo adottare – prosegue Donadoni – moltissimi accorgimenti, sia dal punto di vista della sicurezza che da quello della gestione di eventuali emergenze. Altra priorità, ovviamente, è quella della tutela ambientale, che abbiamo sempre affrontato in prima linea. Di recente è stato firmato un protocollo d’intesa con la Capitaneria di Porto proprio su queste linee guida. I controlli sulla qualità dell’acqua sono frequenti e ogni situazione anomala viene prontamente segnalata”.

Quanto all’indotto, Donadoni ha le idee chiare: “Non abbiamo un turismo di massa delle crociere. Qui non arrivano mai le maxi navi, ma semmai quelle un po’ più piccole, dove la clientela è particolarmente selezionata in quanto tutta di fascia alta. Perciò abbiamo la fortuna di veder sbarcare a Santa Margherita e a Portofino turisti per lo più stranieri e con una discreta propensione alla spesa, oltre che una buona possibilità dal punto di vista economico. Sul territorio devo dire che rimane parecchio. Come Comune, abbiamo anche allestito, direttamente sul molo, un servizio di accoglienza, con persone che parlano diverse lingue straniere. A questo tipo di turismo, selezionato, teniamo molto. Ma va pur sempre gestito con i giusti mezzi e siamo ben contenti se queste persone si fermano in città invece di essere portate negli outlet”.

A captare le potenzialità di questi flussi, già diversi anni fa, sono state anche le amministrazioni comunali di Chiavari. Entrambi i candidati sindaci, nel 2017, avevano messo il turismo crocieristico nei loro programmi elettorali. L’assessore Gianluca Ratto, delegato al Turismo per conto del sindaco Marco Di Capua, conferma: “Sul fronte delle crociere a Chiavari stiamo andando avanti, non ci siamo fermati. È in fase di definizione uno studio sui vantaggi di questa opzione e sulla sua reale fattibilità. Ritengo che possa essere completato entro la fine dell’anno e posso dire di essere abbastanza ottimista. Potrebbe anche essere che nel 2020 arrivino le prime navi da crociera davanti al mare di Chiavari. Noi abbiamo sempre ritenuto che questa possa essere un’ulteriore occasione per rilanciare il turismo della nostra città, per questo stiamo andando avanti, di comune accordo con Marina Chiavari”.

E se è vero che i flussi turistici vanno gestiti, grandissima attenzione va prestata all’ambiente. Non bisogna dimenticare, infatti, che il Tigullio ha il record nazionale di Bandiere Blu. Pure questo è un primato che va mantenuto, anche perché è un’altra chiave di volta per intercettare turismo di qualità. Come si conciliano navi da crociera e mari puliti? Su questo fronte serve molta sensibilità.

L’aspetto su cui occorre lavorare, per migliorare l’impatto ambientale, è quello dei tender e delle navette, che dalle navi da crociera (o anche dai maxi yacht) portano le persone sulla costa. L’ultima generazione di questi natanti è completamente elettrica. Non esistono più carburanti, in mare non finisce nulla. Se c’è una battaglia da portare avanti con forza è proprio questa. Ridotto al minimo l’impatto delle navi, bisogna ridurre al minimo l’impatto anche di tutto ciò che è legato alle navi. E quindi i vettori da e verso la costa.

Le tecnologie esistono: bisogna crederci da una parte e adottare politiche adeguate dall’altra. Un ‘caso Venezia’ non è ripetibile nel Tigullio, le crociere sono una fonte di indotto ma tutto va seguito con forte buonsenso. A cominciare appunto dalle politiche green.

Consiglio al sindaco Donadoni e ai suoi colleghi: perché non iniziare ad adottare, sul modello del Porto Antico di Genova, un modello plastic-free per tutti coloro che arrivano in città? Anche questo farebbe parlare del Tigullio. Ancora in termini di assoluta eccellenza.

6 Giugno 2019
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