Moni Ovadia: “Dobbiamo ridere e usar bene la nostra intelligenza”
Approfondimento, Attualità

Moni Ovadia: “Dobbiamo ridere e usar bene la nostra intelligenza”

di ALBERTO BRUZZONE

“Bisogna ridere, e ridere bene”. Parola di Moni Ovadia, uno dei più grandi attori attualmente in circolazione, italiano ma, come lui ama definirsi da sempre “cittadino del mondo”.
Ovadia, classe 1946, ebreo di origini bulgare che da sempre ha casa a Milano, è il principale esponente nel nostro paese della cultura yiddish. Autore di numerose pièce teatrali di successo, attore in diversi film, scrittore di molti libri, musicista: un artista a tutto tondo che, il prossimo giovedì 30 maggio, alle ore 21,30, sarà ospite del Festival della Parola di Chiavari, nell’ambito della serata inaugurale.

All’Agorà della Parola (in piazza Nostra Signora dell’Orto) presenterà, in prima nazionale, il suo ultimo lavoro: “Si intitola ‘Un ebreo, un ligure e l’ebraismo’ e nasce insieme all’attore spezzino Dario Vergassola, che dalle vostre parti conoscete molto bene e che stimo e apprezzo perché è una persona intelligentissima e molto preparata. Vi faremo vedere i nostri modi d’intendere la vita, l’arte e la comicità”.

L’humour yiddish che incontra la tradizione italiana. Come vi è venuto in mente?
“In realtà, Dario e io abbiamo due registri molto simili. Ci conosciamo da diverso tempo e abbiamo pensato che potevano stare insieme in questo esperimento teatrale, che speriamo incontri i favori del pubblico. Lo spettacolo è proprio un incontro tra due filosofie e tra due modi di fare teatro e comicità, in cui io terrò una specie di lezione sull’ebraismo a Vergassola che, da buon ligure, per affinità vicino agli ebrei, cercherà di capirne l’essenza e cercherà di esporre il suo punto di vista. La produzione dello spettacolo è di Mismaonda in collaborazione con Corvino Produzioni”.

Dica qualcosa di Vergassola…
“Dario è un ragazzo con un grande sense of humour, una persona curiosa e molto colta. Mi è sembrato quello giusto per liberarsi da certi pregiudizi e stereotipi, e per raccontare il tema della spiritualità e dell’epica ebraica. Mi porrà domande assurde e paradossali, e io darò risposte altrettanto assurde e paradossali. Ma il tema dell’ebraismo è un pretesto per parlare anche del mondo problematico, disumano e sempre più violento dentro il quale viviamo. L’humour, quello fatto bene, diventa secondo me fondamentale non solo per riflettere, ma proprio per risvegliare le coscienze. Lo chiamo il ‘riso dell’intelligenza, il bagliore dell’intelligenza’”.

Uno dei temi fondamentali di tutta la sua carriera artistica.
“Sì, è l’impronta di base della mia comicità. Il riso per far riflettere: in questo senso la cultura yiddish non solo ci aiuta, ma raggiunge anche livelli altissimi. È un grande antidoto contro le forze del sottopensiero, contro chi vorrebbe spegnere le nostre menti, contro l’aridità di certe posizioni, contro un pensiero dominante e omologato che ci vogliono imporre a tutti i costi”.

La cultura e l’arte sono in una lunga notte da cui non si esce?
“Purtroppo sì. È un periodo lungo, dominato dalla retorica e dalla falsa coscienza. Non ci sono rapporti improntati sull’intelligenza, figuriamoci sull’onestà intellettuale”.

Lei però le sue battaglie le ha sempre portate avanti, anche a livello politico, senza mai mandarle a dire.
“Io ho le mie idee, ormai le conoscete. Non sono legato a nessun partito, non ho né compagnie né bandiere, né camarille di sorta. Non le mando a dire, è vero. Non le mando a dire nemmeno a quelle persone con cui ho magari più tratti in comune, quando vedo cose che non mi piacciono o non mi vanno bene. Non mi piego a convenzioni né interessi, non l’ho mai fatto. E mi piace frequentare ambienti così: dove ci siano persone di spessore, dove ci sia freschezza intellettuale, dove, anche grazie ai vari talenti, riusciamo a smascherare il grande inganno, a far vedere che il re, in fondo, anche se vuol farsi vedere grosso e potente, è in realtà nudo”.

Però chi contesta il re non se la passa poi bene.
“In una vera democrazia, coloro che governano dovrebbero sottoporsi volentieri al vaglio dello humour. Invece chi scatena la polizia, chi minaccia querele, chi reagisce in modo scomposto: beh, è messo molto male”.

Si riferisce al ministro dell’Interno?
“Il ministro dell’Interno è specializzato in questa logica dell’uomo di potere che è gonfio di se stesso. Nella cultura yiddish questo totem diventa sempre uno dei bersagli migliori”.

Domenica andrà a votare alle Elezioni Europee?
“Certamente. Andrò a votare perché è un mio diritto e un mio dovere di cittadino. Non farò né nulla né bianca. Farò una cosa assolutamente prevista dal regolamento: mi registrerò e poi non ritirerò la scheda elettorale. Questo perché voglio essere partecipe, ma purtroppo non credo a nessuno di quei partiti o movimenti che vorrebbero rappresentarci oggi”.

E all’Europa invece crede?
“Non c’è futuro senza l’Europa. Pochi giorni fa, ho ascoltato una conferenza dell’ex premier Enrico Letta. Ha fornito dei dati che fanno riflettere: la popolazione di tutto il continente, ormai, è il 6% dell’intera popolazione mondiale. Dove vogliamo andare senza Europa? Non siamo nulla senza l’Europa. Bisogna crederci di più, non di meno. Bisogna andare avanti nei processi comunitari, arrivando a un governo unico, pur preservando, al tempo stesso, le varie culture e identità nazionali. Ma serve più coesione. I paesi sedicenti ‘sovranisti’ si ritroveranno a essere delle colonie degli Stati Uniti o della Cina. Solo un’Europa che parla con un’unica voce ha titolo e peso nel mondo. Auspico un sistema sempre più integrato, nella politica come nell’economia. Siamo cittadini europei, di questo dobbiamo essere fieri”.

Che cosa pensa dei porti chiusi ai migranti?
“È una scelta totalmente insensata. Io sostengo e ho sempre sostenuto Leoluca Orlando, il sindaco di Palermo, secondo il quale va eliminato universalmente il permesso di soggiorno. Ogni cittadino, ogni persona ha pieno diritto di scegliere dove vivere e dove morire. Il mondo dev’essere un luogo aperto, pur mantenendo ciascuno la propria cultura, le proprie tradizioni. Non c’è cosa più bella di potersi scambiare conoscenze ed esperienze, di poter dare e ricevere”.

La Liguria per lei?
“Quando mi invitate, vengo sempre molto volentieri. Bellissimi posti, pubblico sempre molto attento e partecipe, grande tradizione teatrale. E poi la cucina: ottima anche per un vegetariano come me”.

IL PROGRAMMA DEL FESTIVAL DELLA PAROLA 2019

Da giovedì 30 maggio a domenica 2 giugno torna il Festival della Parola di Chiavari, la rassegna culturale che per quattro intensi giorni animerà la Città dei Portici con incontri, parole, spettacoli, musica e presentazioni, che si svolgeranno tra i portici del centro storico e le caratteristiche piazze cittadine. La manifestazione è organizzata dal Comune di Chiavari – Assessorato al Turismo, patrocinata dalla Regione Liguria con il contributo della Camera di Commercio di Genova, mentre la produzione è stata affidata all’Associazione Le Muse Novae.

Giunta alla sesta edizione, la rassegna sarà un inno al genio e alla capacità di visione e avrà come fil rouge il Dialogo, inteso come il ponte ideale, costruito attraverso il confronto dialettico, che offre un trampolino di lancio per idee, progetti e sogni. Gli stessi sogni che hanno dapprima ispirato e in seguito guidato le menti e le anime dei due uomini a cui quest’anno è dedicato il Festival e i suoi principali appuntamenti: Lucio Dalla, cantautore, musicista, indimenticato artista geniale ed eclettico, e Leonardo da Vinci, inventore, artista, scienziato, considerato uno dei più grandi geni della storia dell’umanità, di cui quest’anno ricorre il cinquecentenario dalla morte.

Libri, cinema, musica, spettacoli, anteprime nazionali e collaborazione con le scuole e le realtà del territorio: questo e molto altro è racchiuso nel fitto programma del Festival della Parola di Chiavari, che tra i principali ospiti include Moni Ovadia, Dario Vergassola, Federico Rampini, Pupi Avati e Vittorio Sgarbi – protagonisti dei quattro appuntamenti serali all’Agorà della Parola, la scenografica tensostruttura sita in piazza Nostra Signora dell’Orto e fulcro degli appuntamenti – e ancora il teologo Vito Mancuso, lo scrittore Bruno Morchio, l’attore e regista Massimiliano Finazzer Flory e i giornalisti Massimo Bernardini e Angelo Panebianco. Tra gli ospiti degli appuntamenti musicali il fondatore dei New Trolls Vittorio De Scalzi, il quale dedicherà un incontro fra parole e musica a Fabrizio De Andrè, Franco Mussida della PFM e la speciale reunion della Steve Rogers Band, il gruppo rock di Vasco Rossi.

“Quest’anno il Festival della Parola spegne sei candeline – spiega Enrica Corsi, organizzatrice della rassegna di Chiavari – per questo motivo la nuova edizione sarà più che mai ricca di ospiti ed eventi di grande spessore, adatti a soddisfare un pubblico di ogni età, all’insegna della cultura, della letteratura e dell’arte e sempre in sinergia con le realtà del territorio”.
Torna infatti come grande conferma del Festival della Parola 2019 la collaborazione con le scuole, partner importantissimo, così come quella del tessuto commerciale, che andranno a formare il Didafestival, un calendario di eventi aperti a tutti con impronta didattica, e il Fuorifestival, cartellone di iniziative parallelo agli appuntamenti ufficiali. Proprio gli alunni delle scuole del territorio saranno protagonisti dell’inaugurazione del Festival della Parola, in programma giovedì 30 maggio alle 9,30 in piazza Nostra Signora dell’Orto, con un grande ‘Flashmob della Parola‘ curato dell’Istituto Comprensivo G.B. Della Torre e dell’Istituto Comprensivo Ilaria Alpi.

E non è ancora tutto, perché il Festival quest’anno diventerà anche internazionale grazie all’importante convegno dedicato alla poetessa Elena Bono, promosso dalla Società Economica in collaborazione con l’Università di Genova e le università spagnole di Salamanca, Granada e Siviglia. Il convegno, in programma giovedì 30 maggio dalle 9,30 alle 18,30 nella Sala Ghio Schiffini della Società Economica di Chiavari, sarà una tavola rotonda dal titolo ‘Indagine sull’opera di Elena Bono. La sacralità della parola e la ricerca della verità’ e verrà seguita da diverse università spagnole, dove docenti e studenti lavorano da anni sui testi della poetessa chiavarese.

SPETTACOLI
Ad aprire gli appuntamenti serali del Festival in piazza Nostra Signora dell’Orto, sarà la coppia Moni Ovadia e Dario Vergassola con lo spettacolo ‘Un ebreo, un ligure e l’ebraismo‘, in scena giovedì 30 maggio alle 21,30 all’Agorà della Parola. Presentato in prima nazionale, lo spettacolo è un incontro tra due filosofie e tra due modi di fare teatro e comicità, in cui Ovadia terrà una specie di lezione sull’ebraismo a Vergassola che, da buon ligure, per affinità vicino agli ebrei, cercherà di capirne l’essenza e cercherà di esporre il suo punto di vista. La produzione dello spettacolo è di Mismaonda in collaborazione con Corvino Produzioni.

Altro protagonista di spicco tra gli appuntamenti serali della rassegna sarà il giornalista e scrittore ligure Federico Rampini, autore e protagonista dello spettacolo ‘Quando inizia la nostra storia‘, in programma sabato 1 giugno alle 21,30 presso la tensostruttura dell’Agorà della Parola. Prodotto da Elastica, lo spettacolo, presentato al Festival della Parola in prima nazionale, è tratto dal saggio di Rampini ‘Quando inizia la nostra storia – Le grandi svolte del passato che hanno disegnato il mondo in cui viviamo’, pubblicato lo scorso ottobre per Mondadori, in cui il giornalista indaga sui sorprendenti legami tra eventi epocali del passato e il nostro presente.

Domenica 2 giugno, sempre alle 21,30, sarà invece la serata di Vittorio Sgarbi, protagonista di “Incontro attorno a Leonardo”, un omaggio a Leonardo da Vinci proprio nell’anniversario dei cinquecento anni dalla sua morte. Il noto critico d’arte offrirà al pubblico un ritratto dell’artista a tuttotondo: Leonardo ingegnere, pittore, scienziato, talento universale, simbolo del Rinascimento italiano. Non mancheranno riferimenti alle opere Monna Lisa, all’Ultima Cena, e a ogni aereo ingegno che il genio di Leonardo studiò, fino a spingersi alla tensione del volare.

CINEMA
È dedicato a Leonardo anche uno degli appuntamenti di apertura del Festival della Parola. Giovedì 30 maggio alle 10,30 all’Agorà della Parola si terrà la proiezione speciale del cortometraggio ‘Essere Leonardo da Vinci – Un’intervista impossibile’ di Massimiliano Finazzer Flory, che incontrerà il pubblico per parlare del nuovo film su Leonardo prodotto da Rai Cinema. Il film, ispirato alle parole autentiche di Leonardo, è stato presentato lo scorso 15 aprile in anteprima a Vinci alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel corso delle celebrazioni per i 500 anni dalla scomparsa dell’artista e inventore italiano. L’evento è in collaborazione con Consorzio Tassano, progetto Movi-Menti.

Tra i più attesi appuntamenti in programma, venerdì 31 maggio alle 21,30 all’Agorà della Parola, l’incontro ‘La Sera dei Miracoli‘ dedicato a Lucio Dalla, produzione del Festival della Parola, in cui interverranno il grande Pupi Avati insieme al critico cinematografico e regista Mario Sesti. Attraverso le proiezioni del docufilm di Sesti ‘Senza Lucio’ e a estratti dei film di Avati dove appare Dalla, i due registi parleranno dello speciale rapporto che li legava all’indimenticato musicista e cantautore bolognese, attraverso ricordi inediti ed episodi curiosi. Condurrà la serata Massimo Cotto, autore e voce di Virgin Radio. L’evento è in collaborazione con il Circolo del Cinema Lamaca Gioconda.

MUSICA
Non solo teatro e cinema, ma anche musica nel ricco calendario della sesta edizione del Festival della Parola. Sabato 1 giugno alle 18 all’Auditorium San Francesco sarà ospite il musicista e cantautore genovese Vittorio De Scalzi con un incontro dal titolo ‘Vittorio De Scalzi racconta il “suo” De André’, in cui il leader e fondatore dei New Trolls parlerà della lunga amicizia e della collaborazione artistica con Fabrizio De Andrè, nata in occasione dell’uscita del primo disco dei New Trolls ‘Senza orario senza bandiera’, pubblicato nel 1968. De Scalzi racconterà l’intenso rapporto con Faber, celebrato anche in occasione del tour ‘Il suonatore Jones’, intervistato dal giornalista musicale Massimo Poggini di Spettakolo.it.

Altro appuntamento da segnare in agenda è la reunion della Steve Rogers Band, in occasione della presentazione del libro ‘Massimo Riva vive!’, in programma venerdì 31 maggio alle 18,45 all’Auditorium San Francesco. A ricordare lo storico chitarrista di Vasco Rossi, nonché frontman della Steve Rogers, ci saranno gli autori Claudia Riva e Massimo Poggini e i membri della band Maurizio Solieri, Mimmo Camporeale, Andrea ‘Cucchia’ Innesto e Beppe Leoncini, che con interventi musicali ricorderanno Riva insieme al chitarrista Ricky Portera, storico collaboratore di Lucio Dalla.

Proprio a Lucio Dalla è dedicato l’incontro ‘Com’è profondo il mare, come non l’avete mai sentito’, in programma venerdì 31 maggio alle 18,15 all’Agorà della Parola. L’appuntamento sarà condotto dall’autore tv Edoardo Rossi, con contributi video del programma di Sky Arte ’33 Giri Italian Masters’ e con la straordinaria partecipazione di Ricky Portera.

Protagonista del Festival della Parola anche Franco Mussida, uno dei più grandi chitarristi del prog italiano nonché fondatore della PFM, che domenica 2 giugno alle 19 all’Auditorium San Francesco presenterà il suo libro ‘Il pianeta della Musica‘ (Salani Ed.), intervistato da Massimo Poggini. L’evento è in collaborazione con Slow Music.

ATTUALITÀ
Non mancheranno anche gli appuntamenti di storia, politica e attualità, che quest’anno avranno come tema l’anniversario della caduta del Muro di Berlino, la democrazia e la costituzione italiana. Protagonista del primo incontro, sabato 1 giugno alle 18,30 all’Agorà della Parola, sarà il giornalista e conduttore televisivo di Rai Storia e Rai 3 Massimo Bernardini che, insieme allo storico Giovanni De Luna e allo scrittore Carlo Greppi, terrà la conferenza ‘Ogni muro ha una crepa’. L’incontro, ispirato al libro di Greppi ‘L’età dei muri’, parte dall’anniversario dei trent’anni della caduta del Muro di Berlino per analizzare la storia di tutte le barriere innalzate dopo il 1989 che dividono popoli e paesi nel mondo.

Si continua domenica 2 giugno alle 18 all’Auditorium San Francesco con l’incontro ‘L’Italia democratica e la sua costituzione nate dal confronto e dal dialogo’ condotto dall’autore e giornalista del Corriere della Sera Angelo Panebianco. La conferenza tratta i temi della democrazia e della costituzione italiana proprio in occasione della Festa della Repubblica e con riferimento al Dialogo, il tema della sesta edizione del Festival della Parola di Chiavari.

INCONTRI CON GLI AUTORI
Molto fitto il calendario delle presentazioni di libri e degli incontri con gli autori. Si parte giovedì 30 maggio alle 11,30 in Auditorium San Francesco con la presentazione del volume ‘La bella Resistenza – L’antifascimo raccontato ai ragazzi’ (Ed. Feltrinelli) insieme all’autore Biagio Goldstein Bolocan.

Sempre giovedì 30 maggio, alle 19 in Auditorium San Francesco, l’autore e comico ligure Carlo Denei presenta al pubblico il suo romanzo ‘Come se fossi sano. Quasi un perfetto manuale per ipocondriaci’ (Ed. Feltrinelli).

Altro nome di spessore della letteratura ligure e nazionale è quello di Bruno Morchio, che sabato 1 giugno alle 18.30 alla Società Economica parlerà del suo ultimo libro noir ‘Uno sporco lavoro. La calda estate del giovane Bacci Pagano’ (Ed. Garzanti).

SPIRITUALITÀ
Diversi incontri del Festival saranno dedicati al tema spirituale, con la rassegna ‘Il dialogo, fondamento di nuova umanità’ a cura di Goffredo Feretto e Helena Molinari; il primo appuntamento sarà giovedì 30 maggio alle 18,30 all’Agorà della Parola con il teologo e giornalista Vito Mancuso, intervistato dal direttore del Secolo XIX Luca Ubaldeschi.

Altro importante incontro che affronta il tema spirituale, venerdì 31 maggio alle 18 alla Società Economica, sarà la conferenza di Padre Enzo Fortunato, giornalista e direttore della rivista San Francesco.

CONVENZIONE CON TRENITALIA
Grazie all’accordo stipulato con Trenitalia, durante tutta la durata del Festival della Parola, dal 30 maggio al 2 giugno, i cittadini e i turisti che raggiungeranno Chiavari in treno avranno speciali sconti nei locali convenzionati.

Per usufruire dell’agevolazione, valida fino al 2 giugno – 15% di sconto nei ristoranti convenzionati con il menù alla carta e 20% nei bar su una spesa minima di 10 euro – è sufficiente esibire il biglietto di corsa semplice o abbonamento regionale o sovraregionale per Chiavari nelle date della manifestazione all’Infopoint del Festival, dove si potrà trovare l’elenco dei locali aderenti all’iniziativa.

I ristoranti convenzionati sono: Boccon di Vino, Ciupin, Da Felice, Lord Nelson, Osteria Moderna, Vino e Cucina, Lo zio. I bar convenzionati sono: La Cereria, Bottega Nazionale, Vinoria, Storico, Birra Leo, Gran Caffe’ Defilla, Serendipity.

L’evento è sostenuto da Iren, Unicredit, Coop liguria e Trenitalia Official Carrier.

Informazioni: https://www.festivaldellaparola.eu/

23 Maggio 2019
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