Mese: Maggio, 2019

Approfondimento, Attualità

Rapallo, Santa e Portofino: i ‘tre tenori’ canteranno ancora insieme

di ALBERTO BRUZZONE La formazione dei ‘tre tenori’ del Tigullio Occidentale non cambia. Matteo Viacava, Carlo Bagnasco e Paolo Donadoni potranno continuare a ‘cantare’ tutti insieme, nel senso di amministrare i loro rispettivi comuni: Portofino, Rapallo e Santa Margherita Ligure. Mentre il primo non è stato coinvolto nella tornata elettorale, la riconferma è arrivata sia…

Ginnastica, Sport

La Ginnastica Pro Chiavari si gode un’esplosione tricolore

La Pro Chiavari condivide con una società di calcio molto famosa in regione l’anno di fondazione: 1893. A differenza però di quella rappresentata da un Grifone di nobile e un po’ decaduto piumaggio, continua a vedere la sua stella risplendere come quando nacque 128 anni fa.

Una stella scura su campo chiaro, quando dominava il bianco e nero e si andava a velocità diversa. Nessuna facile polemica con i tifosi del Genoa. Pensiamo a lodare la capacità di rinnovarsi restando vincente ai massimi livelli posseduta dalla società del presidente Alessandro Cuneo. La recente conquista del titolo italiano da parte di Alessia Marena è il riscontro indiscutibile della bontà delle linea perseguita dal club, della validità degli insegnamenti di tecnici e maestri. Alessia, nove anni, sarà al centro dei festeggiamenti…

Attualità, editoriale

In bocca al lupo, Europa!

Il voto di domenica scorsa era un voto sull’Europa. 

Si chiedeva in sostanza ai cittadini europei se era il caso di confermare un’idea, una visione politica e culturale che, per la prima volta dopo più di 700 anni ne aveva garantiti 70 senza guerre, oppure se si dovesse abbandonare quella visione e ritornare ai nazionalismi, agli steccati, alle identità etniche e religiose, ai populismi di varia natura che erano stati agitati, praticamente in tutte le nazioni, dalle forze politiche del cosiddetto fronte sovranista. 

La risposta è stata chiara e inequivoca. Nonostante il forte arretramento dei popolari e dei socialisti che negli ultimi 30 anni hanno guidato le istituzioni europee, e nonostante la grande vittoria leghista in Italia e il voto importante dei francesi per il Rassemblement National di Marine Le Pen, lo sfondamento sovranista non c’è stato e nel nuovo Parlamento Europeo c’è una larga maggioranza di ispirazione europeista. 

Certo è una maggioranza diversa e più articolata rispetto al passato, e per il momento non è ancora politica. Una maggioranza che avrà bisogno dei verdi, largamente votati dalle giovani generazioni e con una visione diversa ed innovativa, specie in Germania dove ha avuto il più grande successo, rispetto alle rigidità opprimenti dell’austerità e del fiscal compact.  Una maggioranza che avrà bisogno dei liberali dell’ALDE, importanti perché sono l’esempio di un’area moderata che mai ha avuto tentazioni sovraniste e populiste. 

Ecco, il tema oggi è tutto qui. I cittadini hanno dato il segnale fondamentale, ma il più grave errore che il vasto partito europeista non deve assolutamente fare è pensare che nulla sia cambiato e che tutto possa continuare come prima, affidando i destini d’Europa ad una burocrazia guardiana tecnicista ed elitaria e ad un’impostazione tutta giocata sugli equilibri finanziari e di bilancio. 

Il tema vero è che vastissimi strati di popolazione europea hanno dato segni di ansia, di sofferenza, di rabbia e di paura.  E questi sentimenti così diffusi derivano fondamentalmente dalla gravità delle diseguaglianze: diseguaglianza tra chi il lavoro ce l’ha e chi non ce l’ha, diseguaglianze crescenti di reddito, violenta crescita delle diseguaglianze di ricchezza, gravi divari territoriali nell’accesso ai servizi fondamentali tra cittadini delle periferie o delle aree rurali e cittadini dei centri metropolitani, nuove fasce marginali di popolazione, quelle delle aree interne più fragili, gli operai, gli insegnanti. 

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