Santa Maria Rapallo compie l’impresa: promossa in B
Calcio, Sport

Santa Maria Rapallo compie l’impresa: promossa in B

di DANILO SANGUINETI

Calcetto. Un diminutivo-vezzeggiativo che non rende giustizia a uno sport che per partecipazione, seguito e risultati ha raggiunto livelli non liquidabili come minoritari. Per ovviare alla definizione originaria, è giunta in soccorso la moda del momento; si è passato allo spagnolo che dà un tocco di esotica leggerezza a qualsiasi aspetto del calcio: dalla pelota alla trivela, passando per ruleta e compagnia ispanizzante.
Il calcio a 5 ha guardato alle sue radici, ha mutato la definizione nata in Uruguay, dove l’antenato del calcio a 5 era stato codificato come fútbol de salón. Il Futsal del 21esimo secolo ha poco a che fare con il ‘calcio da camera’ degli anni Trenta, i palazzetti che ospitano le gare dei professionisti sono gremiti, il movimento tricolore vanta numeri e trofei da grande federazione.

In Liguria tra le società che hanno meglio compreso in quale direzione era meglio incamminarsi c’è la Polisportiva Santa Maria Rapallo che all’alba del decennio ha accostato a un ristrutturato settore giovanile del calcio ‘su campo grande’ una squadra di calcio a 5 di ‘cresciutelli’ che a poco a poco si è ritagliata uno spazio nelle categorie superiori.

E due settimane fa ha, tra lo stupore di molti, vinto le finali regionali di serie C e ottenuto un posto nella prossima serie B nazionale. Nel concentramento di Imperia, la Psm Rapallo arrivava con l’etichetta della ‘meno favorita’, il Lavagna calcio a 5, Ospedaletti Calcio e Città Giardino Marassi avevano palesato precise ambizioni e compiuto le dovute mosse di mercato per centrare il traguardo.
I rapallesi del giocatore-allenatore Gabriele Casciscia hanno saputo travolgere i pronostici e sorprendere gli avversari. Nelle due partite decisive sono stati quasi perfetti: 3-0 in semifinale al Lavagna, 3-1 nella sfida decisiva con l’Ospedaletti che giocava ‘quasi’ in casa. Al fischio conclusivo, incontenibile esultanza di atleti, tecnici e pure dirigenti. Quasi impossibile fare una classifica di meriti tra chi era sul terreno di gioco e chi a bordo campo ha predisposto piani e steso programmi affinché il bersaglio venisse centrato. Dal mister sino al presidente della Polisportiva, Alina Leporatti, passando per il responsabile del settore calcio a 5, Pierpaolo Verde e il dirigente accompagnatore Roberto Bellati.

Il team ha potuto contare su Daniele Bacigalupo, Jack Rossi, Marco Nicoli, Bruno Abedini, Juri Aiello, Vittorio Ponchielli, Gabriele Casciscia, Fabio Bumbaca, Fabrizio Franco, Daniele Gnesi, Alessandro Lazzeri, Francesco Palmieri, Davide Ruffino, Alessio Maiori, Christian Olcese, Alessandro Cau, Claudio Troque.

Il doppio incarico non ha affatto spaventato Casciscia, anzi: “Sin da inizio stagione abbiamo puntato su una gestione amichevole del gruppo. Io e gli altri veterani volevamo soprattutto divertirci, provare a toglierci qualche soddisfazione in serie C. La società ci ha dato carta bianca: il responsabile del calcetto Pierpaolo Verde è sempre stato al nostro fianco ed ha pure fatto la sua parte sul terreno di gioco, non ancora stanco di indossare divisa e scarpette”.
Con il passare delle giornate, i rapallesi si sono messi in testa un’idea meravigliosa: “Siamo arrivati alla final four convinti delle nostre possibilità, eravamo un po’ meno quotati dei rivali, è vero, il che si è tramutato in un vantaggio perché abbiamo affrontato le due sfide più ‘leggeri’. Ed è stato trionfo, una vittoria limpida”.

La Psm Rapallo sale di livello e questo preoccupa un po’ Casciscia. “E come potrei non esserlo. In serie B cambia tutto. In teoria dovremmo cambiare campo di casa perché quello attuale, la palestra del Liceti, non corrisponde a quanto impongono le regole federali. Ci sono anche delle norme sui fuoriquota, sull’iscrivere almeno una formazione under al relativo torneo che ci obbligano a rivedere i piani a breve e medio termine”.
Una dichiarazione che fa sospettare una possibile rinuncia alla categoria appena conquistata. “Sarò onesto: vista la politica che la Psm persegue giustamente da anni – nessuna avventura, conti in regola, precedenza ai giovani e al lavoro con il sociale – il rischio esisteva. Per ‘fortuna’ la serie B di oggi non è quella di una decina di anni fa. Posso parlare per esperienza diretta, avendola fatta per diverse stagioni: il livello è sceso e noi potremo tentare di farla in maniera onorevole”.

Il mister, Nicoli, Bacigalupo, Palmieri e alcuni altri non possono avere paura di un campionato che hanno disputato e pure vinto. C’è poi Aiello, che ha compiuto l’impresa di dominare la serie C per due anni consecutivi in due squadre differenti (a Zoagli prima che un infortunio al ginocchio lo bloccasse e ora a Rapallo, a dimostrazione di come sia un autentico fuoriclasse nel panorama regionale di calcio a 5).
“Un pugno di vecchi leoni. Siamo gli allievi dell’attuale consigliere allo sport di Rapallo Vittorio Pellerano che fu il nostro allenatore ai tempi del San Lorenzo della Costa. Siamo decisi a vincere anche questa battaglia. La società ci ha garantito il sostegno necessario, noi faremo richiesta di una deroga almeno di un anno per il campo, e proprio in questi giorni stiamo muovendoci per organizzare una squadra giovanile. La sinergia con il nostro vivaio potrebbe portare a risultati interessanti. In fin dei conti vantiamo più di 300 iscritti, ed avere una prima squadra di alto livello nel calcio a 5 che accolga alcuni di loro una volta raggiunta la maggiore età, non mi sembra idea da scartare”.
E se il Messi del fútbol de salón fosse nascosto sotto il monte di Portofino?

25 Aprile 2019
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