Home Approfondimento Strada 227 e nuova Piazzetta: la Pasqua di resurrezione di Portofino

Strada 227 e nuova Piazzetta: la Pasqua di resurrezione di Portofino

da Alberto Bruzzone

di ALBERTO BRUZZONE

La mattina dello scorso 30 ottobre, quando si levarono le prime luci dell’alba e il mare in tempesta diede una piccolissima e parziale tregua, lo scenario tra Santa Margherita e Portofino sembrava simile a quello di un bombardamento.

Strada completamente distrutta, sottoservizi rialzati e interrotti, macerie dappertutto. Una ferita enorme, profonda, lacerante, in uno dei contesti più belli d’Italia e del mondo. Le onde, con una forza mai vista prima, erano penetrate sin sotto alla scogliera, devastando protezioni, ‘mangiandosi’ tutto quello che avevano incontrato, tirando giù quella striscia d’asfalto tanto sottile quanto essenziale. Pezzo dopo pezzo.

Portofino isolata dal resto del mondo, il Covo disintegrato, le spiagge praticamente cancellate, come con un colpo di spugna. Quanta desolazione e tristezza abbiamo visto. Eppure, pur nella drammaticità di questo evento, la Liguria è riuscita a dare la migliore dimostrazione di saper ripartire. E di saperlo fare in maniera anche ‘prepotente’ – in senso buono – quando si ragiona con unità d’intenti e si mettono da parte polemiche e campanilismi.

Sabato 6 aprile, a 159 giorni di distanza dalla tremenda mareggiata, e con un anticipo di due settimane rispetto alla tabella di marcia, la provinciale 227 verrà riaperta. La ferita è stata ricucita. A Portofino si potrà tornare con i mezzi, con gli autobus, con le moto. Rimarranno solo un brutto ricordo e un insegnamento futuro. Che con questi eventi climatici di una forza inaudita, ormai, occorre convivere. E bisogna sempre più studiare nuovi sistemi di difesa.

La novità della 227 è che il passaggio pedonale verrà spostato sul lato a ridosso della massicciata, e non più sul lato a strapiombo sul mare. Una misura resasi necessaria per mettere ancor più in sicurezza tutta l’infrastruttura. È stata una corsa contro il tempo straordinaria. Un vero e proprio miracolo. E oggi non c’è nessuno che si possa lamentare.

Portofino ‘riapre’ per ferie, ovvero per ospitare le vacanze dei turisti. Ben prima che arrivi il periodo pasquale. È lo spot più bello e incoraggiante che, da queste parti, intendono far vedere in tutto il mondo. Un’operazione d’ingegneria, ma anche – involontariamente, sia chiaro – di marketing, che va ben oltre l’effimero di un tappeto rosso e la dice lunga sulla tempra dei liguri.

Sono tanti, dagli operai ai tecnici, dai progettisti agli strutturisti, gli uomini che fecero l’impresa. Vanno ringraziati a uno per uno. Per tutti, parla il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti: “Un’altra promessa mantenuta, ora il Tigullio è pronto per una grande primavera”.

In piazzetta si torna a far festa: con il concerto di Mahmood, Il Volo, Noemi, Elodie, Mario Biondi e Anna Tatangelo. Portofino si riprende il suo spazio. Torna a fare Portofino. Anche qui i lavori di ripavimentazione della piazza stanno andando avanti rapidamente (ieri è stato effettuato un sopralluogo da parte dell’assessore regionale Giacomo Raul Giampedrone). Fine lavori prevista per la metà di aprile.

Sempre sul pezzo, da cinque mesi e senza un giorno di sosta, ci sono Matteo Viacava e Giorgio D’Alia, sindaco e vicesindaco del Borgo. Due ragazzi di belle speranze, due amministratori mossi dalla passione e dall’impegno civile, prima ancora della politica. Una coppia ben assortita e assolutamente affiatata: pragmatico il primo, più riflessivo il secondo. Il braccio e la mente di questa resurrezione. Che, forse non per caso (e senza voler essere blasfemi), arriva proprio a ridosso della Pasqua. La Pasqua di Portofino.

“Sono contento e molto pieno di orgoglio – afferma Matteo Viacava – Ogni volta che passo dal cantiere, e avviene tutti i giorni, mi commuovo a vedere quello che è stato fatto, in così poco tempo. Stiamo dando un bellissimo segnale di normalità ma, contemporaneamente, anche di un’Italia che, quando vuole, può mettere da parte burocrazia e chiacchiere ed essere diversa. Sappiamo essere bravi, efficienti, organizzati. Portofino è qui per dirlo a tutto il mondo”.

Il sindaco non si nasconde dietro a un dito: “Sono stati cinque mesi difficili, dal punto di vista della viabilità e dei collegamenti. Abbiamo fatto molti sacrifici, avuto disagi dal punto di vista personale, anche di tipo psicologico. Portofino si è trovata isolata completamente per la prima volta nella sua storia. Ma, in questa situazione di emergenza, ci siamo ritrovati tutti uniti, ci siamo compattati come mai prima. I rapporti si sono riallacciati, si è riscoperto il senso di essere una comunità vera e vissuta, non solo un posto da cartolina”.

Viacava ha una lista di ringraziamenti infinita: “Gli operai del cantiere, che ormai conosco uno per uno, gli ingegneri, la Regione Liguria e la Città Metropolitana, tutto il nostro Consiglio Comunale. Lo sapete, io non sono un sindaco da giacca e cravatta. Preferisco la tuta e le maniche rimboccate. Ma credo che in questa circostanza sia stato utile pure questo aspetto. Non auguro a nessun collega di passare quello che ho passato io, lo dico sinceramente”.

Ai portofinesi, Viacava vuol dire: “Se stiamo uniti, tutto è possibile. Grazie a tutti per aver sopportato con pazienza, grazie a chi ha dato una mano, a chi non ha fatto nessuna polemica. È stato un bel lavorare, in maniera armoniosa e tutti verso un unico obiettivo condiviso”.

Mentre il messaggio per i turisti è: “Venite, perché Portofino è ancora più bella di prima. La strada c’è di nuovo, dal prossimo 6 aprile, la piazzetta è stata completamente ripavimentata. Di più: abbiamo rifatto tutti i sottoservizi, anticipando anche, con la somma urgenza, lavori che erano previsti per l’anno successivo, come condutture elettriche e idriche. Sono state fatte inoltre importanti opere di tombinatura, nell’ottica della prevenzione dal rischio idrogeologico. Non dimentichiamo che qui ha creato enormi problemi pure la bomba d’acqua dello scorso 8 novembre. È stato un inverno difficile, molto triste anche per via di qualche persona che è mancata e a cui volevamo molto bene. Però, penso che alla fine San Giorgio ci ha guardato, ha indicato la via e ci ha permesso di tornare a essere noi, quelli che siamo sempre stati”.
E ora, dice Viacava, “godiamoci tutti la festa del 6 aprile e il grande concerto in piazza. Ce lo siamo proprio meritati”.

Se è vero che Portofino è un posto da favola, anche questa, con un simile bel finale, rientra appieno nel libro.

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