Home Approfondimento Alessandra Torre (Civ): “Sogno una Chiavari che sappia apprezzarsi di più”

Alessandra Torre (Civ): “Sogno una Chiavari che sappia apprezzarsi di più”

da Alberto Bruzzone

di ALBERTO BRUZZONE

‘Quattrocento negozi, una via’ è il loro slogan. Da sempre il commercio è il punto di forza trainante dell’economia chiavarese. Soprattutto da quando la città ha perso in parte, a causa della chiusura del Tribunale, la sua vocazione di capoluogo dei servizi.

Le attività commerciali sono la prima azienda chiavarese: perché danno centinaia di posti di lavoro, perché qui la piccola e la media impresa sono ancora piuttosto floride e perché l’indotto generato, tra residenti e turisti, è sempre notevole e capace di resistere anche negli anni più bui e duri della crisi economica.

Se tutto questo è possibile, se il commercio rimane centrale, vivo e vitale, se la città si riempie a ogni iniziativa, è anche merito del Civ – Ci Vediamo In Centro, che con i suoi duecentocinquanta iscritti rappresenta il centro integrato di via più ampio e partecipato di tutta la Liguria. Un modello per tutti i comuni vicini, ma anche per le città principali come Genova.

Alessandra Torre, titolare di AMR insieme alle sorelle Maria Luisa e Rita, è una dei tanti commercianti della città ed un bell’esempio di squadra familiare. Dopo il primo mandato durato tre anni, è stata riconfermata qualche giorno fa alla guida del Civ. “La riconferma del presidente Alessandra Torre e del vice presidente Massimiliano Canepa – afferma l’Ascom Chiavari in una nota – ha premiato il lavoro svolto in questi anni e il contributo del neo eletto comitato direttivo darà un ulteriore valido apporto collaborativo alla realtà economica e turistica della nostra città”.

Oltre a Torre e Canepa, il nuovo direttivo è composto da: Elisabetta Bancalari (‘Cocco sì Cocco no’), Andrea Caraffini (‘Bar Lo Storico’), Alice Devoto (‘Officine 6M’), Roberto Fabbri (‘Boutique Fabbri’), Giovanna Feretto (‘Gioielleria Rocca’), Luigi Frugone (‘Calzature Frugone’), Marco Garibaldi (‘Immobiliare La Fenice’), Ildo Girotti (‘AMR’), Monica Merciari (‘Abbigliamento Merciari’), Gabriella Prato (‘Les Arcs’), Giampaolo Roggero (‘Ottico Roggero’), Stefano Sanguineti (‘Boutique Kiru’), Marzia Soracchi (‘Nara Camicie’).

“Siamo nati nel 2008 – afferma Alessandra Torre – quindi possiamo dire tranquillamente che siamo tra i Civ più antichi della Liguria e sicuramente il più grande in termini numerici. Se consideriamo poi che il sistema del Civ è un aspetto tutto tipico della nostra regione, ecco che allora possiamo considerarci come un vero laboratorio a livello nazionale”.

Una bella immagine, peraltro: un laboratorio di idee, proposte, eventi ed iniziative. Il concetto del commerciante che sta dietro al bancone e aspetta i clienti è ormai ampiamente superato. Lo è sia perché sono cambiati i tempi, sia perché sono cambiati i clienti e il modo stesso d’intendere la vendita.

Nessun settore, come da quando si sono affermate le promozioni online praticamente di ogni cosa, è stato costretto a rivoluzionarsi dalla testa ai piedi come quello dei commercianti. Che, a poco a poco, accanto al loro lavoro tradizionale, si sono riscoperti, con impegno e spirito di sacrificio: esperti di marketing, di social network, di relazioni istituzionali, di organizzazione di eventi, di incoming turistico.
Se il commercio al dettaglio e ‘fisico’ resta ancora a galla, pur tra mille difficoltà, è indubbiamente merito pure di questo lavoro, nato come accessorio e ora spesso di pari dignità e dispendio di tempo ed energie rispetto alla vera e propria attività: “Personalmente – prosegue Alessandra Torre – sono molto felice di esser stata riconfermata. Andiamo avanti dopo il nostro primo triennio, e questo permetterà di dare continuità al lavoro svolto sino ad ora. Il Civ è una bella realtà e io ci ho sempre creduto moltissimo, nel fatto che i commercianti devono stare uniti e remare il più possibile tutti dalla stessa parte. Per questo ho appreso con dispiacere la fuoriuscita dei colleghi di corso Dante. Li avevo fortemente voluti come nostri associati”.

Il commercio è la prima azienda della città: “È vero. Abbiamo un peso, ma anche una precisa responsabilità. Ci vediamo e ci confrontiamo quotidianamente, mettiamo in campo le nostre idee, cerchiamo di fare sistema. Certo, non mancano posizioni differenti, ma l’importante è, alla fine, giungere a una sintesi. Si può sempre migliorare, ma mi pare essenziale che tutti si sentano coinvolti”.

Anche perché più il Civ è unito e compatto, più rappresenta un interlocutore fondamentale presso l’amministrazione e tutte le più importanti istituzioni come Camera di Commercio, Regione Liguria, Aeroporto di Genova: “Noi – osserva Alessandra Torre – abbiamo sempre avuto un buon rapporto con tutte le amministrazioni, sin dal 2008, anno in cui siamo nati. Il nostro statuto prevede di non avere nessun orientamento politico. È importante per noi andare d’accordo con qualsiasi governo sia alla guida della città. Cerchiamo di farlo sempre con un ruolo propositivo”.

Oltre che per storicità e numero di iscritti, Ci Vediamo in Centro primeggia pure per quantità di eventi messi a punto e organizzati. Sia in estate che in inverno. “In pochi sanno che le luminarie natalizie, ad esempio, sono volute e progettate da noi, pagate da noi. Poi, come Civ, curiamo ‘Si Saldi Chi Può’, lo ‘Sbarazzo’ e la bellissima ‘Chiavari in Fiore’, che rappresenta uno dei… fiori all’occhiello dell’intero calendario chiavarese. Questa manifestazione ci rende molto orgogliosi: negli ultimi tre anni, siamo riusciti a triplicare le presenze. Riuscendo sempre a dare spazio, anzitutto, ai produttori locali. Questa è la nostra filosofia: prima i commercianti del posto, gli spazi e le occasioni vanno concessi soprattutto a loro. Stesso discorso per le ‘Grandi Abbuffate’ di luglio e di agosto, che ormai rappresentano un nostro marchio di fabbrica”.

Il Civ, si diceva, è stato costituito nel 2008 da alcuni commercianti del centro storico, che sono: Alessandra Torre, Giancarlo Podestà, Monica Merciari, Giampaolo Roggero, Ildo Girotti.
“Compiamo dieci anni – dice la presidentessa – ma la nostra passione e il nostro impegno sono quelli del primo giorno. Così come l’intesa con l’Ascom di Chiavari, che ci è sempre stata al fianco”.

Al capitolo ‘La Chiavari che vorrei’, Alessandra Torre non ha dubbi: “Io vorrei una Chiavari più consapevole delle tante forze positive che la compongono e la parte commerciale è una di queste. La nostra città è bella tutta, non solo nel suo centro. Tutto può migliorare, ci mancherebbe, ma siamo una città pulita, ordinata, luminosa, e sicuramente sotto questi aspetti i commercianti fanno tutti la loro parte. E poi, veramente, questo concetto del centro commerciale naturale è azzeccato: ma dove si trova un posto al coperto e con tutta questa vastità e proposta? Ripeto: dobbiamo andarne fieri, essere consapevoli di quello che abbiamo e non stare sempre a guardare quello che hanno gli altri”.

Niente mugugni quindi. Maniche rimboccate e marcia avanti. Con l’obiettivo di rovesciare la famosissima battuta del comico Enrique Balbontin, e farla diventare così: “Torta di riso? Prego, ce n’è per tutti”.

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