Orchi…Dee, ecco il rugby declinato al femminile
Rugby, Sport

Orchi…Dee, ecco il rugby declinato al femminile

di DANILO SANGUINETI

Un voto in più lo meritano solamente per il colpo di genio nello scegliere il nome. Le ragazze della Pro Recco Rugby si presentano come le Orchi…Dee. Un appellativo che si basa su un gioco di parole doppio, anzi triplo, e che si può spiegare solo riassumendo la storia della squadra femminile del più importante club del Levante.

All’arguzia va aggiunto il bonus della motivazione: danno il loro contributo alla lotta per combattere i soprusi e le violenze sulle donne, a cominciare dal femminicidio. Lo fanno partecipando a tornei di rugby a sette, una versione abbreviata, non certo edulcorata del gioco con la palla ovale.

La scintilla è scoccata circa un anno e mezzo fa, quando alcune mamme che accompagnavano i loro pargoli a lezione di rugby decisero di provare a passare dall’altra parte della barricata, da spettatrici e chaperon a protagoniste, cimentandosi in volate, placcaggi, lanci e calci. Assieme a loro un paio di ragazze che da tempo si erano avvicinate al rugby, che pure avevano fatto qualche allenamento con i maschi e che attendevano solo di avere abbastanza compagne per allestire una squadra.

Emy Forlani, anima mediatica della società, una public relation woman che fa sfigurare colleghi e colleghe di sport e club più rinomati, le ha viste nascere: “Chiesero ai nostri dirigenti uno spazio al campo Androne. La soluzione non era semplice, c’erano a disposizione solo le ore serali, in coincidenza con gli allenamenti del team maschile over 40. Accettarono senza alcun timore. Sarò sincera, qualche maschietto pensava che si sarebbero stancate dopo qualche prova. Invece sera dopo sera, sforzo dopo sforzo, si sono sempre più appassionate, hanno lavorato sodo e poche settimane fa hanno voluto cimentarsi in un torneo regionale”.

Una volta consolidato il team, giunse il momento di scegliere il nome. Emy sorride al ricordo: “La nostra prima squadra ha scelto come emblema, inevitabile visto il posto, lo squalo. Sono diventati per tutti ‘Gli Squali’. A ruota era giocoforza soprannominare ‘Squaletti’ i ragazzi del vivaio. Poi sono arrivati i rugbisti master, gli over 40 iscritti al campionato a sette giocatori. Proseguendo (è proprio il caso di dirlo) su questa scia, scelsero come emblema le orche, più grosse anche se un po’ più lente degli squali. Le ragazze ci pensarono un po’ su, e poi ebbero l’idea: anche loro Orche, ma anche dee, per dare un tocco più gentile alla iconografia marina”.

Orchidee come il fiore dalla fragranza e dai colori particolarissimi. Un tocco di velluto ma dentro un guanto di ferro. Lo si è visto due settimane fa a Cogoleto in occasione della seconda edizione del torneo ‘Placchiamo la violenza’. In Liguria è una delle tante iniziative suscitare dalla fioritura del rugby in rosa.
A Cogoleto erano in lizza formazioni agguerrite ma le Orchi…Dee non hanno sfigurato, anzi. Nella prima partita affrontano le Beck’s e le sconfiggono in maniera netta, realizzando cinque mete. Un infortunio a una delle titolari le condiziona nel secondo match di qualificazione, contro le padrone di casa del Cogoleto sconfitta, ancorché in termini onorevoli. Poi la sfida con Le Ienes: un pareggio che vale la finale di consolazione. Il terzo posto viene conteso da Le Morositas: la stanchezza e un altro infortunio impediscono alle Orchi…Dee reccheline di salire sul podio.

Niente di irreparabile, anzi la dimostrazione che ci sono ampi margini di miglioramento, affinando la tecnica e ampliando il roster con uno o due elementi. Per ora si può dire solo brave a Alessandra, Cinzia, Chiara, Debora, Giulia, Gaia e Marika. Emy Forlani le descrive così: “Sette donne, sette guerriere, una squadra. Volevano arrivare in fondo al torneo a testa alta e ce l’hanno fatta”. Una nota di merito va ascritta anche al tecnico, l’unico maschio autorizzato a mettere bocca in mezzo alla tigri biancocelesti: Coach Claudiano ci ha messo la pazienza e l’ironia necessarie per motivare le ragazze. E presto arriveranno impegni più severi.

La FederRugby in questi anni ha capito come il settore femminile possa riservare enormi soddisfazioni. La base è in continua espansione e al vertice si stanno raccogliendo risultati inattesi: basterebbe dare un’occhiata a come stanno andando le azzurre nel 6 Nazioni e paragonarlo al rendimento degli uomini nella corrispondente manifestazione maschile… Proprio Emy che ha un blog, dove parla nemmeno a dirlo soprattutto rugby (“80minutestosomething”), descrive con rara efficacia che cosa significhi essere rugbista in Italia, specialmente in Liguria: “Molta gente non sa neppure che il rugby esiste anche in versione femminile, invece si gioca eccome, ma è una salita continua per una bambina/ragazzina/ragazza riuscire a praticarlo in Italia, ed è probabilmente questo che rende le nostre rugby girls tanto agguerrite e la nostra Nazionale tanto forte (7° posto nel ranking mondiale). A Cogoleto ci sono le due gemelle Cavina che sono entrate nel giro della nazionale. Per le Orchi…Dee è forse ancora presto. Il tempo, comunque, lavora per loro. La pianta che le rappresenta è perenne. Sa resistere e prosperare in qualunque condizione. I maschi sono avvertiti.

7 Marzo 2019
RECENT COMMENTS
FlICKR GALLERY
THEMEVAN

We are addicted to WordPress development and provide Easy to using & Shine Looking themes selling on ThemeForest.

Tel : (000) 456-7890
Email : mail@CompanyName.com
Address : NO 86 XX ROAD, XCITY, XCOUNTRY.

Federico Rampini ospite in Wylab

Genova e Pechino, Bruxelles e New York, il Kerala e l’Etiopia, e tanti altri luoghi ancora.  Impressioni, ricordi e riflessioni di un nomade globale che ha visto il mondo con i suoi occhi e ce lo racconta senza farsi ingabbiare dai cliché. Il viaggio di una vita, sempre alla ricerca di radici antiche e nuove. 

Sabato 20 luglio alle 21.15, a Wylab, Federico Rampini presenta il suo nuovissimo libro, “L’oceano di mezzo - Un viaggio lungo 24.539 miglia”.

Organizzano Wylab e Piazza Levante.

Ingresso libero