Home SportLotta Chiavari Ring, Braschi si coccola i suoi strepitosi talenti

Chiavari Ring, Braschi si coccola i suoi strepitosi talenti

da Alberto Bruzzone

Detto, fatto. Stefano Braschi, presidente della Chiavari Ring, proprio dalle pagine di questo sito sette mesi fa, aveva illustrato il ‘progetto giovani’ della sua società: la scelta di puntare sulle nuove leve, dare spazio ai talenti in formazione,  curare le specialità olimpiche (libera e greco-romana) e aprire alle innovazioni, dalla sezione femminile a quella del wrestiling.
Una presa di posizione coraggiosa, un manifesto di intenti quasi ‘politico’ nel guardare al futuro invece che restare ancorato al passato. E che ha pagato, non era scontato che andasse così. Certo, l’avvocato del diavolo potrebbe controbattere che il presidente Braschi ha ‘barato’ perché sapeva di avere a disposizione, vicino, molto vicino, due jolly, una coppia di talenti che si sarebbero fatti notare da lì a poco.

Sorride sotto la barba il numero uno dei lottatori chiavaresi. “Ammetto che i Braschi junior, i miei figli Veronica di 17 e Thomas di 7, stanno dando una mano ad arricchire il medagliere della società. Due settimane fa, al Palasport della Filpjk di Ostia hanno conquistato un titolo italiano a testa. Ne sono orgoglioso come genitore, come dirigente e responsabile del club, gioisco per loro tanto quanto per il terzo oro alla rassegna tricolore conquistato da Giorgio Scarpello che si è imposto nella categoria 51 kg di lotta greco-romana. Scarpello si è confermato al vertice della sua categoria dopo l’oro del 2018, un bis quanto mai significativo che certifica il passaggio da scoperta a talento. E non posso dimenticare gli ottimi piazzamenti di Nihal Enjadi, arrivata settima nei 53 kg di lotta femminile, e di Tiziano Gallace che si è distinto nei 65 kg di lotta libera. Non si tratta di exploit isolati, sono risultati collettivi dovuti alla crescita della squadra. Questo è il dato più importante”.

Il gruppo degli atleti di punta si allarga e allunga il numero delle categorie dove ottiene vittorie. Il caso più eclatante è quello di Thomas Braschi: il figlio minore del presidente ha solo 7 anni ed ha vinto in una classe che potremmo definire di ‘pre-lotta’. Spiega papà Stefano: “La Federazione consente combattimenti con prese e leve solo in atleti già formati, qui siamo alla presenza di sfide-gioco dove i ragazzini si affrontano dentro un cerchio di piccolo diametro, petto contro petto, debbono provare a spingere fuori dal perimetro l’avversario senza potere fare prese violente o sgambetti di alcun genere. Pensate appositamente per abituare gli atleti più piccoli al mondo delle gare. Thomas che in palestra è cresciuto, ha partecipato a questo primo torneo a carattere nazionale del ‘Gioco del Cerchio’ e si è imposto su una nutrita concorrenza. Non lo vogliamo caricare di troppe ambizioni, diciamo che ha fatto intravedere le qualità del vero agonista”.

Discorso diverso per Scarpello, come si è detto una certezza, e per Veronica Braschi che ha conquistato anche un posto fisso nella nazionale: “È tra la migliori lottatrici italiane, il titolo nei 65 kg Cadetti completa un percorso fatto quasi solo di vittorie in Italia. Con la maglia azzurra vanta già un bronzo agli Europei, è una presenza fissa nei collegiali della nazionale, tanto che la settimana scorsa è tornata a Ostia per sostenere intensi training con le altre azzurre”.
A dir la verità sabato 9 e domenica 10 febbraio con lei al centro federale sul litorale laziale c’erano anche Enrico Fulle che puntava al titolo italiano assoluto nella categoria 74 kg, Lorenzo Gasparini stesse ambizioni nei 65 kg Cadetti, e Francesco Masotti che voleva riconfermarsi campione nei 71 kg Cadetti. Ambizioni andate deluse senza neppure poter scendere sulle materassine di gara.

Braschi fatica a nascondere il disappunto: “Quando il sabato mattina siamo arrivati ad Ostia abbiamo scoperto che i nostri ragazzi non risultavano iscritti alle competizioni. Nessuno, in nessuna specialità. Siamo rimasti basiti, avevamo fornito i documenti necessari all’accreditamento degli atleti alla competizione seguendo la prassi stabilita dalla federazione, inviando una mail sul sito apposito. Dato che non era tornata indietro e che nessuna altra comunicazione ci era stata inviata, pensavamo di essere in regola. Una grande delusione, i ragazzi si erano preparati con grande impegno. Forse a Roma dovrebbero ripensare le procedure di iscrizione”.

Un contrattempo che non arresterà la voglia di affermarsi del club, dei tecnici e degli atleti. “Siamo molto contenti – concorda Braschi – I ragazzi si impegnano molto e dobbiamo ringraziare loro e le famiglie. Con la guida di Sergiu Gurin, che è un allenatore classificato di prima fascia dalla Federazione internazionale, che ha all’attivo numerose medaglie ai campionati mondiali e europei, stiamo migliorando molto il livello tecnico. Lui e il coordinatore degli allenatori Walter Lombardi stanno formando lottatori e lottatrici in grado di distinguersi nelle gare nazionali e negli appuntamenti internazionali”.
L’ultimo passo sarà quello di ristrutturare casa… “I lavori della palestra presso lo stadio Comunale di via Gastaldi stanno per partire. Erano improcrastinabili, il Comune rimetterà a nuovo spogliatoi e la stessa zona di allenamento e combattimenti. Gli spazi a nostra disposizione rimarranno più o meno eguali ma l’ambiente sarà ripulito, rinnovato, reso più vivibile. Il guaio è che avremo i locali inagibili in parte se non addirittura in toto per diverso tempo. Dovremo chiedere ospitalità ad altre palestre almeno nei mesi dove non potremo fare attività all’aperto. Un po’ di contrattempi li mettiamo in preventivo, contiamo di resistere per poi andare a migliorare”.
Ci sarà da rimboccarsi le maniche e lottare, in fin dei conti non è questa la specialità della Chiavari Ring?

(d.s.)

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