Wyscout, quel trio di amici che ha rivoluzionato il calcio
Aziende in vetrina, Chiavari, Economia

Wyscout, quel trio di amici che ha rivoluzionato il calcio

“A 18 anni giocavo a calcio in una squadra di San Salvatore di Cogorno, il Villaggio, e il nostro allenatore Antonio Odasso riprendeva ogni partita per poi insegnarci i movimenti e la tattica. Poi registrava le partite in tv del Milan di Sacchi, le giocate di Baggio, le reti di Voeller; le montava su VHS e ci faceva vedere prima come sbagliavamo noi e poi come si muovevano i campioni. Ho smesso di giocare presto, ma quei video mi sono rimasti nella testa e qualche anno dopo, nel 2004, quando sono usciti i primi software per creare i DVD, ho deciso di fare la stessa cosa che faceva lui”.
Ecco da dove nasce Wyscout: da un centrocampista mancato, Matteo Campodonico, che le geometrie comincia a disegnarle fuori dal campo. ‘Mediana’ che diventa a due, con l’amico di famiglia Simone Falzetti subito conquistato dall’idea e che si trasforma a tre quando quest’ultimo coinvolge il suo coinquilino, Piermaria Saltamacchia.

“Siamo partiti con una videocamera da trecento euro e un computer: abbiamo iniziato a riprendere e analizzare le partite dei dilettanti liguri”, racconta Matteo. Week end sui campi, notti insonni a tagliare e montare azioni che gli allenatori facevano rivedere ai loro giocatori: calci d’angolo a favore e contro, gol subiti e realizzati, fase difensiva e offensiva. “Soldi pochi all’inizio – ammette Simone – compravamo i cavalletti dai cinesi perché più economici, le telecamere solo se in offerta. Ci arrangiavamo, insomma. La sede era casa mia, a Genova, dove frequentavo il corso di laurea in Beni Culturali, mentre Piermaria studiava Storia”.

La prima società a crederci realmente, stipulando un contratto, è il Rapallo. Poi il trio di amici prova il grande passo: mostrare il loro lavoro a mister Cosmi, allenatore del Genoa che punta alla promozione in serie A con la coppia Milito-Stellone. “Andai a Pegli un giorno di pioggia, aspettai almeno due ore che l’allenamento finisse. Uscirono tutti i giocatori, poi ecco Cosmi per ultimo: lo fermai e lui mi prese la busta con dentro il Dvd per farmi un autografo. Gli spiegai che quella era per lui, che poteva interessargli. La appoggiò sul sedile, dopo qualche giorno l’addetto stampa del Club rossoblu chiamò Matteo: domenica venite a Marassi e fateci vedere che cosa sapete fare”.
Detto, fatto: Genoa – Salernitana ripresa da tutte le angolazioni possibili con l’aiuto di amici e delle loro telecamere. “Dopo una settimana presentammo il risultato finale: piacque. E così cominciammo a lavorare con il Genoa”.
Wyscout arriva in serie A l’anno dopo. Lo fa ancora grazie a Cosmi, che trasloca sulla panchina dell’Udinese qualificata in Champions League: “Passavamo anche un’intera settimana in Friuli – ricorda Simone – ancora non posso dimenticare quella volta che la neve fermò i corrieri e ci costrinse a partire per Udine, consegnare il Dvd al mister, e tornare a Chiavari”.

Il momento di svolta arriva però durante un’intervista televisiva: Matteo è insieme a un Direttore Sportivo italiano, a poche ore dalla fine della finestra di Calciomercato, nei minuti cruciali per chiudere un trasferimento. Minuti in cui, tra le pile dell’archivio del Club, non si trova più il Dvd decisivo per l’acquisto del calciatore del momento. Che si fa? Senza rivederlo ancora una volta il giocatore non si può comprare. Un problema per la Società ma, allo stesso tempo, ecco l’episodio che dà inconsapevolmente il via a quella che di lì a poco sarebbe diventata la piattaforma Wyscout. Matteo dice di istinto al direttore di non preoccuparsi, che in futuro ci avrebbe pensato la loro azienda. Decide di lasciare il posto in banca e trova un investitore, Antonio Gozzi, che crede nel progetto e in quei giovani con entusiasmo e idee chiare. “Ci ha aiutato finanziariamente e a livello manageriale”, sottolinea Matteo con gratitudine.

Nel 2009, dopo un anno di sviluppo, esce la prima versione della Piattaforma Wyscout: è un database di calciatori sviluppato in Access. Certamente qualcosa è da rivedere e la tecnologia da migliorare, ma si mettono le basi per il futuro. E così nel 2010 arriva la svolta: la nuova versione di Wyscout piace. Grazie a una consolle attaccata alla tv, gli scout, con un telecomando, possono vedere qualsiasi giocatore al mondo. Oltre ai club di Serie A, arrivano i primi clienti internazionali: il Wigan Athletic e alcuni club greci e spagnoli.

Più che una piattaforma virtuale: Wyscout lancia la prima edizione del Wyscout Forum, lo ‘speed dating del football’. Un evento di mercato, organizzato anche fuori dai confini nazionali, dove scout, direttori e agenti si incontrano per intavolare le trattative di calciomercato.

Da cinque anni il trio di amici, a cui se ne sono aggiunti tanti altri, comincia a focalizzarsi sulla produzione dei big data, grazie al lavoro di oltre 200 football analyst inseriti in tempi record. Wyscout, che nasce come piattaforma di analisi video, inizia a offrire ai suoi clienti il supporto dell’analisi statistica. I numeri di oggi raccontano la potenza di questa società che ha sede a Chiavari, in corso Garibaldi e all’interno di Wylab, e tanti uffici in giro per il mondo: un esercito di 400 persone per oltre 200mila partite analizzate e circa 500mila giocatori profilati. “Per un match ci vogliono almeno 6 ore di lavoro”, rivela Simone. Lo usano tutti, anche il Leicester di Ranieri che ha scritto una delle più belle favole calcistiche vincendo la Premier League.

L’ultimo regalo lo hanno fatto al Genoa di Preziosi. Che alla Gazzetta dello Sport raccontava così l’acquisto di Piatek: “La segnalazione fu di un procuratore amico, Gabriele Giuffrida. Solita trafila: highlights – ma lì sono tutti fenomeni, li scorro appena – un link di Wyscout e poi, visto che un giocatore da prendere lo devi studiare e non solo guardare, una partita intera. Non ricordo Cracovia contro chi, ma ricordo dove l’ho vista. A Ibiza, casa mia: era fine maggio. Io, la tv e nessun altro: ho un modo di valutare i giocatori tutto mio, devo essere da solo, senza condizionamenti. Un attaccante che aveva tutto: destro, sinistro, colpo di testa, cattiveria. E che era sempre dove arrivava la palla. Sempre”.
Bum-Bum-Bum: i colpi di Wyscout sono impossibili da schivare.

DANIELE RONCAGLIOLO

7 Febbraio 2019
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