Linguistico a Chiavari: arriva il ‘soccorso bianco’ della Diocesi. Ma tutti ne escono sconfitti
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Linguistico a Chiavari: arriva il ‘soccorso bianco’ della Diocesi. Ma tutti ne escono sconfitti

(r.p.l.) E alla fine arrivò il ‘soccorso bianco’, a risolvere l’intricatissima matassa del liceo linguistico a Chiavari. Un argomento che ha tenuto banco per oltre due mesi, e passato ben presto dallo sfondo didattico e tecnico a quello più politico, con vivaci scambi d’accuse tra Città Metropolitana e Regione Liguria, tra maggioranze e opposizioni in consiglio regionale, tra i comuni vicini di Chiavari e Rapallo, con comportamenti, specie da parte di quest’ultima città, non sempre all’insegna del fair play.

Fatto sta che, mentre il clima non si placava per nulla, il Partito Democratico attaccava Palazzo Bianco, l’ex sindaco Roberto Levaggi pure, la Città Metropolitana finiva nel mirino dell’assessore comunale Fiammetta Maggio e, a sua volta, l’ex Provincia scaricava la colpa sulla Regione, che la rispediva prontamente al mittente (in un giro talmente vorticoso da non capirci più nulla), per fortuna qualcuno ha preso la situazione in mano e offerto una soluzione concreta.

Nei dinieghi più o meno motivati di tutti gli altri istituti chiavaresi a ospitare due classi del ‘Da Vigo’ di Rapallo (che, come noto, attiverà a Chiavari la succursale del Liceo Linguistico, come da scelta della Regione), ad aprire le proprie porte, anzi i propri spazi, anche su interessamento dell’assessore regionale all’Istruzione Ilaria Cavo, sarà il Seminario Vescovile di piazza Nostra Signora dell’Orto.
Non è una sistemazione definitiva, ma almeno potrà far partire le due prime classi il prossimo settembre (sono circa cinquanta i ragazzi che hanno scelto di frequentare il linguistico a Chiavari), in attesa che, durante il prossimo anno scolastico, il problema possa essere affrontato e risolto con maggiore calma e, magari, all’insegna di una maggiore collaborazione tra Comune di Chiavari, Comune di Rapallo, Città Metropolitana e Regione Liguria.

Proprio ieri, i tecnici hanno svolto un sopralluogo nei locali del Seminario, di proprietà della Diocesi di Chiavari e, nei prossimi giorni, esprimeranno le loro valutazioni. Non si tratta, neppure in questo caso, di un edificio destinato alla didattica, né nato per questo specifico scopo. Ma questa è una corsa contro il tempo e tutto, a questo punto, può essere adattato. Con buona pace dei dirigenti scolastici di ‘Caboto’, ‘In Memoria dei Morti per la Patria’ e ‘Luzzati’, chiamati in causa a più riprese nei giorni scorsi per offrire spazi alla succursale del liceo rapallese.
Alla fine, è giunta in soccorso la Diocesi anche perché – si sussurra – questo pasticcio del linguistico prima concesso e poi negato a Chiavari e l’imposizione da parte del ‘Da Vigo’ sarebbero da ricondurre anche ad ambienti di Comunione e Liberazione che godono di buonissimi uffici sia presso l’amministrazione rapallese che soprattutto in Regione. Ma proprio ieri CL ha inviato una mail alla nostra redazione “per chiarire la totale estraneità di Comunione e Liberazione alle dinamiche legate all’apertura in Chiavari di sezioni del liceo linguistico Da Vigo”. Il giallo, quindi, si infittisce.

Resta il fatto che, eccettuata forse la Curia che ha messo il più classico dei ‘tappulli’ (quanto potrà durare?), da questa storia escono tutti sconfitti.
L’amministrazione comunale chiavarese ha dimostrato il suo poco peso politico al di fuori dei confini cittadini. “Ci è passato tutto sopra la testa”, ha ammesso l’assessore Fiammetta Maggio, pur riconoscendo di “non aver letto la delibera di Città Metropolitana che invitava ad avviare un indirizzo linguistico a Chiavari, perché non vado a leggere tutte le delibere”. Ma scusi, assessore: questa è una delibera che riguarda l’assessorato di sua competenza. Qui non si tratta di leggere “tutte le delibere”, ma almeno quelle che riguardano il suo settore sì.
Dirimpetto, l’amministrazione comunale rapallese ha giocato una partita tutta politica, facendo pressioni presso la Regione, dove il sindaco Carlo Bagnasco e il padre, il deputato Roberto, hanno un rapporto molto stretto con il governatore Toti. Ma che brutto il gesto di far strappare i manifesti dell’istituto ‘In Memoria dei Morti per la Patria’ che promozionava il nuovo indirizzo linguistico.
Esce sconfitta pure la Città Metropolitana, dalla quale ha preso origine questo pasticcio. Il consigliere metropolitano Elio Cuneo, del Partito Democratico, ha spiegato lunedì sera, nel corso dell’assemblea ‘Senza un briciolo di attenzione – Il caso scuole superiori a Chiavari’, organizzata dal Pd nei locali di Wylab, che “la politica ha dimostrato tutta la sua incompetenza a trattare materie legate alla scuola. Si è andati avanti con leggerezza e superficialità e a pagarne le spese sono stati gli studenti e le loro famiglie, che per lunghe settimane hanno vissuto nell’incertezza”.
Ed esce sconfitta, infine, la Regione Liguria. Il bello è che questo cortocircuito si è creato tra enti la cui maggioranza politica è della medesima area. Ma com’è possibile che Bucci e Toti non si siano parlati? Con quanta leggerezza Città Metropolitana ha fatto uscire la prima delibera che invitava ad aprire un indirizzo linguistico a Chiavari? Come mai è stata fatta se poi, come indicato dalla Regione Liguria, non vi possono essere due medesimi indirizzi all’interno dello stesso distretto scolastico?
E, al contrario, se la delibera della Città Metropolitana aveva diritto di essere, come mai la Regione ha ceduto, di fatto annullandola? Quali pressioni ha ricevuto? È chiaro che qualcosa è successo e un incidente istituzionale si è consumato in pieno.

Il tutto, mentre si andava perdendo il discorso essenziale, quello dell’offerta didattica. La considerazione più giusta e importante. Ma che non è arrivata né dalla politica né dal mondo della scuola.
Ci voleva un personaggio super partes, ma attento osservatore, per farla. Come non essere d’accordo con le parole di Antonio Gozzi, intervenuto lunedì sera all’assemblea presso Wylab. “Quello che è sfuggito a tutti – afferma – è l’offerta scolastica, che è la cosa più essenziale. Io sono un imprenditore, quindi mi interesso al mondo della scuola nella misura in cui cerco figure da inserire nelle aziende. Parlo come ‘assuntore’ di persone. E, al giorno d’oggi, considero molto più interessante un indirizzo linguistico dentro una scuola dove si studiano pure diritto ed economia, come può esser stata la proposta dei ‘Morti per la Patria’, piuttosto che un linguistico di tipo tradizionale come quello del ‘Da Vigo’. Dove l’orientamento al giornalismo internazionale e ai beni culturali, che sono stati presentati, mi fanno pensare che certe offerte didattiche siano distanti anni luce dalla realtà e dalle prospettive occupazionali che offre l’attuale mercato”.

È questo il dato più forte: perché nella fretta di cancellare l’indirizzo, assai interessante, che offriva la scuola chiavarese, il liceo di Rapallo ha dovuto indicare una proposta fatta senza nessun tipo di prospettiva. E, in mancanza di alternative, un indirizzo modesto e con poco appeal verso il mondo del lavoro, è un fattore altamente negativo.

La scuola, come detto lunedì sera da gran parte dei dirigenti scolastici, rifiuta il discorso che i vari istituti debbano farsi concorrenza. A parte che poi, nei fatti, questa esiste eccome. Ma dove non c’è concorrenza, rimangono proposte univoche che non è affatto detto siano le migliori possibili. Anzi, spesso il gioco diventa, al contrario, completamente al ribasso.
Così non si lascia allo studente, nell’ambito di un territorio, la possibilità di scegliere. Come a dire: la minestra è questa. Gli indirizzi sono questi. Giusti o sbagliati che siano, a noi non ce ne importa nulla.

Eppure, rimane la triste e insopportabile sensazione, senza voler criticare nessuno, che un certo modo di fare scuola provenga da un altro tempo. E che, dentro le quattro mura di qualche istituto (ogni riferimento è puramente casuale) si continui a parlare di carrozze, cavalli e diligenze, quando fuori tutto il mondo viaggia ormai in altà velocità.

7 Febbraio 2019
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