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La Pro Recco Basket sta tornando grande protagonista

da Alberto Bruzzone

di DANILO SANGUINETI

Pro Recco, un nome, una garanzia. Non è più una polisportiva, resta un marchio, la prova che Recco il titolo di ‘Città dello sport’, che in molte adottano, in qualche caso a sproposito, in altri esagerando, se lo merita al 101 per cento.
In questi mesi su ‘Piazza Levante’ abbiamo raccontato ‘le sezioni’ nuoto, pallanuoto, rugby, judo, calcio.
Oggi è la volta della pallacanestro: la Pro Recco Basket come le consorelle ha vissuto un periodo complicato, tormentata dalla mancanza o dalla inadeguatezza degli impianti, dal quale ha saputo uscire con intelligenza e volontà. La strada scelta è quella che oggi va per la maggiore: la sinergia con club vicini nello spazio e nella mentalità.

Il navigatore è giovane ma non inesperto: Matteo Bertini, rapallese, è approdato alla Pro Recco venti anni fa, giocatore, assistente, coach, general manager, da un anno persino presidente, rilevando lo storico patron Marchese.
Ha subito preso decisioni importanti, strategiche, che segnano una svolta nella storia del club, un’evoluzione.
Non possono esserci spiegazione e sintesi migliori di quelle offerte dallo stesso Bertini: “Mi sono trovato investito di una responsabilità che non avevo chiesto. Con il presidente, con il quale ero in sintonia quasi sempre totale, abbiamo avuto un colloquio quando ho saputo che aveva deciso di passare la mano dopo tanti anni di sacrifici e passione. Gli ho replicato che non sapevo se sarei rimasto in una società dove non potevo condividere le linee guida e lui mi ha proposto immediatamente ‘Allora decidi tu, fai il presidente’. Ho accettato su due piedi”.

Il personaggio Bertini è tutto qui: segue sempre la via più breve, maniere spicce, idee chiare. “Ad inizio 2017 ci siamo ritrovati con tanti tesserati, una prima squadra maschile che cominciava a stare stretta in serie D e la carenza di spazi nell’impianto di via Vastato passata da epidemica a cronica. C’era poco da fare, dovevamo guardarci attorno”.
Una ricognizione che è durata poco, una scansione a breve raggio. “A Rapallo la società principale navigava in acque ancora più agitate delle nostre. Avevano le strutture, scarseggiavano nella copertura delle categorie giovanili, nel ricambio dei quadri tecnici e dirigenziali. E’ stato inevitabile venirsi incontro, un po’ quando chi ha un apriscatole ma non il cibo incontra in un deserto un altro tizio che ha una scatoletta di manzo e niente in grado di aprirla. O si mettono d’accordo o muoiono entrambi di fame”.

Pro Recco e Rapallo hanno trovato il modo per collaborare: un’intesa biennale che riguarda il settore giovanile del settore maschile con tutte le squadre formate in comune, mentre la prima squadra resta a nome e sotto la cura dei soli recchelini. Anche se è chiaro che gli elementi del vivaio giudicati adatti hanno nel team che sta partecipando alla C Silver lo sbocco naturale. “Un patto chiaro, stipulato tra persone che si conoscono da sempre e sanno che possono fidarsi l’una dell’altra. Il primo anno di collaborazione ha funzionato in maniera soddisfacente, attualmente siamo nella seconda stagione, stileremo il bilancio in estate, ci siederemo attorno a un tavolo, vedremo se ci sono le condizioni per proseguire”.

I presupposti ci sono, le aspettative sono ragionevolmente positive. Un veloce riassunto di Bertini: “Il bacino dove pescare talenti si è ampliato, abbiamo più squadre nelle categorie giovanili, c’è stato un buon interscambio con il Rapallo, la semplificazione logistica ha permesso di ridurre costi e ampliare l’offerta. La disponibilità della palestra in via don Minzoni a Rapallo ha alleggerito il ‘peso’ che scaricavamo su quella di via Vastato a Recco”.
Non è una coincidenza che il gruppo di vertice abbia potuto lottare e uscire vincitore nella corsa alla promozione ritrovando la serie C.
“In effetti abbiamo fatto un salto di qualità, non nel buio. Siamo entrati in punta di piedi in una categoria decisamente più impegnativa, con trasferte in tutta la regione, senza venire mene alle linee guida: abbiamo un roster quasi del tutto fatto in casa, con uno o due elementi di esperienza, che hanno scelto i nostri colori rinunciando a rimborsi spese ben più rilevanti, e molti ragazzi che si stanno facendo le ossa. La prima parte del campionato ci ha portato al di sopra della zona a rischio della classifica. In questa seconda parte di campionato saremo impegnati in 4 trasferte (Sarzana, Ospedaletti, Cus e Santa Margherita) e 6 incontri casalinghi (Sestri Ponente, Pegli, Vado Ligure, Spezia, Aurora ed Ardita) con la convinzione che tra le nostre mura amiche, supportati dal nostro fantastico pubblico, potremmo conquistare i punti sufficienti per raggiungere, per la prima volta nella storia della società, quei playoff che fino a qualche settimana fa sembravano un miraggio irraggiungibile”.
I ragazzi del Pro Recco Basket ci credono, eccome.

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