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Dicembre 2018

Cresciuta tra i libri, con l’odore della carta nelle narici, Ester Feretto non poteva prendere altra decisione: fondare una casa editrice. Si chiama Internòs, dal latino ‘fra noi’, nel senso…

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di ALBERTO BRUZZONE I botti di Capodanno non sono i migliori amici degli animali. E’ un fatto abbastanza notorio, ma spesso ignorato dagli stessi padroni, specialmente dei cani. Per non…
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Il Mary-Jo è un bar del lungomare di Chiavari diventato famoso tra i giovani perché da più di dieci anni centinaia di loro vi si ritrovano per trascorrere insieme la notte del 24 dicembre.
L’appuntamento è divenuto nel tempo sempre più importante e il concorso di folla è così imponente da rendere di fatto obbligatoria la chiusura della pubblica via.
La particolarità e l’interesse dell’evento stanno nel fatto che, nella notte di Natale, convergono al Mary-Jo non solo i giovani stanziali, ma anche moltissimi altri che, durante l’anno, non hanno l’opportunità di incontrarsi.

Molti di loro, infatti, vivono e lavorano fuori dalla Liguria e alcuni anche all’estero, e ritrovano amici e conoscenti solo in occasione delle vacanze natalizie.
Nuovi emigranti di una terra che da secoli ha l’emigrazione nella sua tradizione e che oggi, dopo aver formato giovani capaci e talentuosi, li perde per la cronica incapacità di creare impresa e posti di lavoro e di trattenere sul territorio le nuove generazioni. 

Ciò che colpisce della vicenda di questi ragazzi è la loro età e l’importanza delle cose che fanno fuori da Chiavari e dal Tigullio. Vediamo insieme alcune di queste storie.

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Fine 2018, tempo di bilanci per la civica amministrazione di Chiavari. Si è chiuso, senza troppi sussulti, il primo anno solare della giunta guidata da Marco Di Capua, che era entrata ufficialmente in carica nel luglio 2017.

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di ALBERTO BRUZZONE Si può fare teatro, e anche di ottimo livello, pur trovandosi lontano dai circuiti principali, dai capoluoghi di provincia, dai bacini d’utenza più ampi. Si può fare…

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