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Incredibile a Mezzanego: da oltre un mese senza linea telefonica

da Alberto Bruzzone

di ALBERTO BRUZZONE

‘Telefono casa’, recita la frase più famosa del celeberrimo capolavoro cinematografico di Steven Spielberg, quando E.T. chiede di mettersi in contatto con i propri simili. Comunicare via telefono, in alcune frazioni del comune di Mezzanego, da un mese a questa parte è più complicato che stabilire un contatto tra due mondi.

Perché il maltempo di fine ottobre non ha recato danni solamente sulla costa, ma ha colpito duramente anche alcune porzioni dell’entroterra. In questo caso, il problema riguarda la Val Carnella, una valle laterale del territorio di Mezzanego, che è a sua volta suddivisa in varie frazioni e che conta, in tutto, circa un centinaio di abitanti. Persone benemerite, che continuano ad abitare le vallate e a mantenere in ordine e difendere il territorio e l’ambiente.

Peccato che non siano altrettanto degne di rispetto da parte di Telecom. Da più di un mese infatti, gli abitanti della Val Carnella sono completamente isolati. Alzano la cornetta del telefono e non sentono nulla. Nessun rumore, nessun segno di vita.

Il maltempo ha causato seri danni a una linea telefonica che già di per sé era vetusta. E l’intervento tarda ad arrivare perché la Val Carnella, per dirla aziendalmente, non è ‘core’: cosa volete che siano cento abitanti isolati, il soccorso può aspettare, la manutenzione, negli anni scorsi, non è stata neppure presa in considerazione perché avrebbe potuto essere più costosa rispetto ai guadagni rappresentati dalle bollette. Si ragiona da privati, ma la possibilità di comunicare dovrebbe essere un servizio pubblico a tutti gli effetti, come i trasporti.

E’ su questo sottile confine che, da oltre un mese, il sindaco di Mezzanego Danilo Repetto si batte, per veder rispettati i diritti dei propri concittadini. Ma, mai come in questo caso, si tratta di una lotta contro i mulini a vento. L’azienda che si occupa di telecomunicazioni è muta, a ogni sollecito o chiamata da parte del primo cittadino.

E’ lo stesso Repetto a raccontare l’assurda vicenda: “Ho chiamato diverse volte la Telecom per segnalare la questione. Ho scritto spiegando il problema. Non è mai arrivata una risposta. Così sono stato costretto a rivolgermi alla Prefettura e all’Agcom, oltre che all’assessorato alla Protezione Civile della Regione Liguria”.

In mancanza di una risposta da parte del gestore, insomma, Repetto ha segnalato le difficoltà agli enti sovraordinati. “A seguito degli eventi alluvionali del 27-30 ottobre ultimo scorso – scrive il sindaco – il territorio di Mezzanego ha subito l’interruzione della rete di telefonia fissa a servizio dei nuclei rurali della Val Carnella indicati nella cartografia allegata. In particolare, a più di un mese dall’evento, non sono ancora state ripristinate le linee telefoniche di collegamento alle frazioni di Semovigo, Baronzo, Cafferata, Marchigiano, Pian della Bona, Sciaelli e Sacchetto”.

Il sindaco spiega che si tratta “di piccoli nuclei rurali, spesso abitati in prevalenza da popolazione anziana, spesso non coperti, a causa della conformazione orografica, dal servizio di telefonia mobile. I gravi ritardi nel ripristino della linea telefonica fissa creano un profondo disagio nei residenti, che sono privati da più di un mese di un servizio fondamentale anche per richiedere aiuto e assistenza in caso di necessità”.

Per questo, Repetto chiede che “ci si attivi per risolvere il problema”. Dopo il pressing della Prefettura, qualcosa lentamente si è mosso. “Ma a me Telecom non ha mai risposto – precisa il sindaco – So solo che la questione è leggermente migliorata”.

Ma – e qui sta la brutta sorpresa, che sembra quasi una barzelletta ma invece è pura realtà – mentre ad alcuni la linea tornava, ad altri, che prima l’avevano, spariva. A Mezzanego, in pratica, si telefona a giorni alterni, come un tempo si circolava a targhe alterne, quando l’inquinamento nelle città superava i livelli di guardia. Oggi telefonano tutti quelli che hanno il cognome dalla A alla M, domani gli altri. Non è ovviamente così, ma ci siamo molto vicini.

Il problema, come spiegano alcuni residenti, sta nel cavo principale: sinché non si lavora su quello e lo si rende capace di supportare un numero maggiore di linee, le difficoltà continueranno. E’ una storia oggi di Mezzanego, domani di qualche altro paese piccolo della Liguria o di altre città italiane. Dove l’infrastruttura è ormai vecchia e superata, ma nessuno si occupa di cambiarla perché gli utenti allacciati sono troppo pochi. Nessuno lo dirà mai ufficialmente, ma intanto la realtà è questa. E, commercialmente, le compagnie se ne fregano e vendono contratti bellamente, pur sapendo di andare ben oltre la capienza del cavo.

Si parla tanto di difendere territori e tutelare le frazioni e le identità locali, ma poi chi tutela le persone che lo fanno materialmente e quotidianamente? Perché il gestore non considera anche il fatto di poterci rimettere, in virtù di un bene superiore che dovrebbe chiamarsi servizio pubblico?

“Io chiedo che a chi non ha avuto il servizio, almeno non venga inviata la bolletta”, avverte il sindaco. Ma queste Paese ne ha viste di tutti i colori, ormai. Situazioni completamente aliene alla logica e al buonsenso, oltre che al rispetto dovuto ai cittadini. Pure gli extraterrestri come E.T., c’è da scommetterci, ne proverebbero sconcerto e vergogna.

L’INTERVISTA DI MARISA SPINA A DANILO REPETTO, SINDACO DI MEZZANEGO

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