Home SportCalcio La Samm prova a invertire la rotta dopo un avvio incerto

La Samm prova a invertire la rotta dopo un avvio incerto

da Alberto Bruzzone

La parola rivelatrice è passione. Quella che contraddistingue la storia recente della Asd Sammargheritese 1903, il sentimento profuso a piene mani dal team che dirige il team: un pugno di dirigenti e tecnici che segue con eguale attenzione i ‘vecchi’ della prima squadra e i manipoli sgambettanti dell’attività di base, un collettivo di appassionati che non lo fanno per mestiere, dilettanti senza alcuna ombra di dubbio, ma non sprovveduti, gente che sa che cosa deve fare e che cosa pretendere da una società ultracentenaria.

Nell’ambito del calcio ligure, tra le serie dei ‘puri’, la Samm è qualcosa di unico e di speciale per come riesce a coniugare ottimi risultati sportivi a una gestione ordinata, stabile e, ciò che più conta, sostenibile. Della diversità del club arancione (colore che nel calcio è impegnativo quasi quanto nella politica…) è sfolgorante esempio il comportamento tenuto dal presidente Andrea Lenzo e dai suoi collaboratori in questi mesi. Al termine di un campionato di Eccellenza 2017-18 iniziato bene e finito meglio – a lungo in lotta per il primo posto con un organico costato meno della metà di quello delle rivali – la società aveva deciso di puntare ancora una volta su Marco Camisa come allenatore e continuare a dare fiducia a un gruppo di giocatori del posto, molti giovani e alcuni giovanissimi. La scommessa era azzardata – qualcuno avrà pensato anche troppo – e soprattutto era reiterata perché riproposta di una politica che nei sei anni precedenti aveva sempre funzionato.

Questa volta invece in partenza tutto è andato storto: nelle prime otto partite solo una vittoria a fronte di sette sconfitte. Grave quella incassata domenica 11 novembre sul campo dell’Alassio, una delle poche avversarie rimaste a portata di mano in classifica. Ultimi e staccati, facile immaginare l’umore dello spogliatoio, dello staff tecnico, degli stessi dirigenti il martedì successivo, alla ripresa degli allenamenti. Il presidente Lenzo, che vive e lavora a Genova, fa l’impossibile per esserci. Il rendez vous è decisivo: “Il giorno dopo giocavamo il recupero con la Cairese, una delle favorite per la promozione, terza in classifica. Se avesse vinto, sarebbe andata a un punto dalla capolista Rivarolese. Nello spogliatoio ci siamo guardati negli occhi: ho visto la rabbia dei ragazzi per un ultimo posto che sapevano di non meritare. Ho detto loro che nella gara precedente era stata la sfortuna (avevamo preso tre pali) e non l’avversaria a batterci. E ho detto che ora veniva il nostro turno”. E’ stato ottimo profeta. La Cairese incassa un sorprendente (visti gli antefatti) 2-0 al Broccardi. E la domenica successiva consolida la rimonta, con un pareggio a reti bianche con la quotatissima Imperia.

“La ruota gira, con i gialloblu del Ponente è andato tutto per il verso giusto. Sono arrivati tre punti fondamentali perché abbiamo agganciato il Valdivara e rimesso nel mirino diverse squadre. Il pareggio con i neroazzurri ci ha permesso di migliorare ancora in classifica”. Un’inversione di rotta, non l’approdo in un porto tranquillo… “Le parole che ci siamo detti dopo la vittoria sono importanti quanto i discorsi che l’hanno preparata. La squadra ha capito che di prove come quella ne dovrà superare omolte altre”. E’ stato importantissimo che giocatori e tecnico non si sentissero mai messi in discussione: “Scherziamo?! Mister Camisa è fondamentale nel nostro progetto, con lui abbiamo iniziato l’avventura e con lui andiamo avanti. Forse siamo stati troppo bravi la scorsa stagione, quando abbiamo lottato sino alla fine per i play off con una formazione fatta in casa, badando come sempre al risparmio. E siamo rimasti sorpresi di come a pochi mesi di distanza tutto sia cambiato…in peggio”.

Le prossime mosse? “Come abbiamo detto ai ragazzi, si va avanti passo dopo passo, un gradino alla volta. Oggi come oggi puntiamo a evitare la retrocessione diretta (che tocca a chi si piazza ultima o penultima Ndr). Se e quando avremo messo due formazioni alle spalle, cercheremo la posizione più favorevole per i play out. Quando avremo recuperato altre terreno, faremo il tentativo supremo per arrivare alla salvezza diretta”. L’attuale organico dà il centouno per cento di quanto ha, aggiungere un po’ di peso ed esperienza a una squadra volenterosa sarebbe d’aiuto. “E’ vero, ma no, grazie. Stiamo guardandoci attorno, naturalmente, speriamo di trovare un paio di elementi che facciano al caso nostro. Nessuna operazione eclatante nella sessione di dicembre, sia chiaro perché nella nostra società le regole non si trasgrediscono neppure in casi eccezionali. Gli equilibri vanno preservati, infrangere i limiti di budget ‘solo’ per salvarci non avrebbe senso. Preferiamo perdere la categoria ma salvare il bilancio. Restare in Eccellenza con le casse vuote sarebbe un suicidio”.

Una posizione estrema, una posizione che fa onore al presidente Lenzo e ai suoi collaboratori. “Club come questo non possono concedersi pazzie. Per essere ancora più chiari noi Bertucelli (il super bomber di queste categorie che verrà a rinforzare i cugini-rivali del Rapallo Ndr) ce lo possiamo solo sognare…” La Samm rivendica con orgoglio la sua diversità. “Io sono il coordinatore di un gruppo di persone che la vedono allo stesso modo, non sono né un boss né un patron. Vi racconto un episodio: a fine ottobre è mancato Giovanni Godani il nostro dirigente più anziano, classe 1935. Era un ‘orange’ da sempre, prima nella Corte ‘82 poi nella rinata Sammargheritese 1903. Presenza discreta, utile, aveva scelto di stare alla cassa dello stadio durante ogni partita, si perdeva regolarmente il primo tempo, soffriva perché sentiva ma non vedeva la partita, eppure non si lamentava mai, era il suo modo di dare il contributo alla causa. Ebbene tutti, da me all’ultimo dei piccolini della nostra scuola calcio, ancora oggi esultiamo un po’ meno, soffriamo un po’ di più perché non c’è con noi Giovanni, con il suo buon senso da alpino quale era stato e continuava ad essere”.
Sono proprio di un’altra razza, razza ‘orange’, questi sammargheritesi.

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