Biblioteche nel Levante genovese: si può fare di più
Approfondimento, Attualità

Biblioteche nel Levante genovese: si può fare di più

di ALBERTO BRUZZONE

Bene ma non benissimo. La situazione delle biblioteche del Levante passa da punti di autentica eccellenza, come Santa Margherita, Sestri Levante e Riva Trigoso (nella foto in alto), a situazioni ordinarie ma comunque funzionali a Recco e Rapallo, sino a una marcata criticità a Lavagna.
Il quadro viene riferito con precisione da Francesco Langella, presidente regionale dell’Associazione Italiana Biblioteche e responsabile scientifico della biblioteca internazionale per ragazzi ‘De Amicis’ di Genova, di cui rappresenta la vera anima.

Langella segue per lavoro tutte le strutture liguri e conosce problemi e difficoltà, da Imperia alla Spezia. Il caso di Lavagna è quello di una biblioteca che un tempo funzionava alla perfezione e che ora vive un periodo meno roseo a causa della mancata formazione del personale che vi lavora.
“E’ un peccato – afferma il presidente ligure di Aib – Quando la storica bibliotecaria Ivana Avanti è andata in pensione, è subentrato Marco Scuderi, un ragazzo molto esperto e volonteroso, che era stato formato dalla stessa Avanti. Di recente, però, il bravo addetto è stato trasferito ai servizi anagrafici. La biblioteca continua a funzionare, ma il personale non è stato appositamente istruito. Nulla contro chi c’è, ci mancherebbe. E’ solo un fatto di funzioni. Se manca un bibliotecario, non vanno avanti le acquisizioni, le catalogazioni restano ferme e tutti i servizi rivolti al pubblico funzionano meno bene”.

C’è poi il problema dei rapporti con le scuole del comprensorio: “Il progetto ‘Nati per Leggere’ è fermo. Se ci saranno altre iniziative, saranno tutte affidate alla buona volontà degli insegnanti. Dispiace vedere una biblioteca molto frequentata e all’avanguardia come quella di Lavagna in questa triste situazione”.
Secondo Langella, “si tratta di un centro importante perché serve non solo Lavagna, ma anche l’entroterra e pure la vicina Chiavari, che non possiede una biblioteca realmente pubblica”. Così il presidente di Aib ha scritto alla struttura commissariale di Lavagna, per chiedere un incontro e spiegare la propria posizione: “Ma non ho ricevuto alcuna risposta, nonostante la lettera fosse estremamente garbata. Faccio presente che qualora per il futuro ci fosse l’intenzione di appoggiarsi a qualche cooperativa esterna, per quanto riguarda la scelta dovrà essere coinvolta l’Associazione Italiana Biblioteche, che verificherà tutti i requisiti delle realtà che si presenteranno”.

La sede della Biblioteca Civica di Lavagna (foto di Davide Papalini)

Di questi e di altri aspetti, intanto, si parlerà mercoledì 7 novembre, alle ore 18, presso l’Auditorium della Filarmonica di Chiavari, in largo Pessagno 1. Officina Comune e Nati per Leggere organizzano l’incontro ‘Le biblioteche del XXI Secolo’. Parteciperanno, oltre a Langella e a Ivana Avanti, anche Donatella Curletto, referente regionale del programma ‘Nati per Leggere’ e il consigliere comunale chiavarese Lino Cama, presidente di Officina Comune.
“Faremo il punto della situazione e parleremo – anticipa Langella – in particolare del problema del personale, ovvero la questione dell’assunzione di bibliotecari. A Genova, l’ultimo concorso risale addirittura agli anni Ottanta. A livello regionale, c’è stata una sola un’assunzione sei anni fa, alla biblioteca di Ceriale. “Non c’è ricambio. Il lavoro ci sarebbe, ma non viene riconosciuto. E, se non c’è formale richiesta, ci sono anche pochi studenti che si mettono a fare determinati percorsi formativi. Pure a livello universitario e statale non andiamo molto meglio”.

Anche Chiavari, dove il servizio bibliotecario è garantito dalla Società Economica, sconta carenze di personale. Enrico Rovegno, che da anni si occupa del servizio, fornisce un quadro preciso della situazione: “Per permettere il regolare funzionamento della biblioteca, il Comune di Chiavari ci fornisce personale. Solo che, negli ultimi anni, questo è venuto a calare. Al momento siamo a tre unità. Io segnalo queste criticità sin dal 2016. Ora, a fine anno scade la convenzione e il sindaco Di Capua, con il quale siamo in ottimi rapporti, si è impegnato ad attivare con noi un percorso per poter rivedere gli accordi. Uno dei più sostanziali cambiamenti dovrebbe essere quello di aumentare il personale distaccato dal Comune alla biblioteca della Società Economica. In modo da garantire un servizio più ampio, orari di apertura più estesi e miglioramenti per tutta l’utenza”.
Secondo Rovegno, “la nostra biblioteca va valorizzata in ogni modo perché, pur essendo un patrimonio privato, è a tutti gli effetti la biblioteca di Chiavari, aperta a tutta la città. Novantamila volumi, più un fondo antico, sin dal 1796 a servizio dei cittadini e non esclusivamente dei soci. Abbiamo trovato nel sindaco Di Capua e nei suoi assessori persone disposte a potenziare questo aspetto, quindi andiamo avanti con fiducia”.

A livello ligure, Langella sostiene che “la situazione delle biblioteche nella nostra regione è grave ma non seria. Assisto sgomento a una serie di decisioni delle pubbliche amministrazioni che stanno di fatto affossando le reti bibliotecarie nella nostra regione. Trasferimenti di bibliotecari e bibliotecarie di comprovata esperienza all’anagrafe o nelle segreterie dei sindaci. Il caso del comune di Lavagna, come la situazione del comune di Sant’Olcese e del comune di Imperia, crea nelle nostre biblioteche un processo di destabilizzazione dei servizi e mette a rischio chiusura molti centri di pubblica lettura. Ci sono poi biblioteche come quella di Villanova di Albenga che è attivissima grazie al lavoro epico della bibliotecaria Mariagrazia Timo, che in solitudine continua ad operare con una proposta di attività didattiche di grande qualità, con particolare riferimento al mondo dell’infanzia e delle scuole”.
Ci sono però anche le brutte notizie: “Come non sottolineare la drammatica situazione delle biblioteche della Spezia, con ‘Mazzini’ chiusa per lavori di ristrutturazione; la ‘Cappellini’ con aperture sporadiche a livello settimanale; la ‘Beghi’, un gioiello di struttura, inaugurata recentemente ma che ha un’unica, seppur brava, bibliotecaria, supportata da otto colleghi che come formazione non sono bibliotecari. La misura dello sfascio è davvero colma. Tralascio approfondimenti sui tagli per acquisto libri e per le attività di promozione della lettura in tutte le biblioteche della regione ad eccezione, forse, della biblioteca ‘Agostino Sasso’ di Ceriale, della ‘Deaglio’ di Alassio e della biblioteca di Borghetto Santo Spirito”.

Per questo Langella lancia un accorato appello: “Come presidente regionale dell’Associazione Italiana Biblioteche sono intervenuto più volte con le amministrazioni per la tutela professionale dei bibliotecari, ribadendo il ruolo centrale delle biblioteche nell’ambito delle istituzioni culturali e sociali. Non c’è civiltà senza biblioteche funzionanti e aperte alla comunità. Non c’è democrazia senza adeguati servizi di formazione permanente e informazione per i cittadini. Potrei continuare con altri esempi. La situazione di sostanziale stallo della Biblioteca Universitaria di Genova e delle notevoli criticità di personale all’interno del sistema Bibliotecario d’Ateneo. Mi fermo qui. Chiedo ai colleghi di segnalarci tutte le situazioni di difficoltà nelle vostre biblioteche. Chiediamo inoltre all’assessore regionale alla Cultura Cavo di istituire un tavolo di discussione sullo stato delle biblioteche liguri per avviare un processo virtuoso di risalita per le reti bibliotecarie, partendo dalla tutela della professionalità di chi ci lavora. Diventa infatti urgente per le pubbliche amministrazioni avviare procedure concorsuali per l’assunzione di nuovi bibliotecari e addetti di biblioteca, come del resto accade in altre regioni”.

Lo stato taglia, i comuni tagliano, i servizi calano. E’ sempre la solita storia. Ci rimettono non solo le biblioteche, ma pure le scuole. Tutto il mondo della formazione.
E’ proprio vero: bene, ma non benissimo.

1 Novembre 2018
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