Home SportNuoto Il Lavagna 90 salva l’estate della Fontanabuona

Il Lavagna 90 salva l’estate della Fontanabuona

da Alberto Bruzzone

Succursale necessitasi. Il Lavagna 90 Pallanuoto e Nuoto ha sviluppato negli anni una capacità di adattamento ai mutamenti richiesti alle società sportive e una resistenza alle crisi, ormai endemiche nelle discipline cosiddette minori, che le hanno permesso di navigare attraverso le peggiori burrasche, uscendone con la linea di galleggiamento ancora intatta.
Capofila di Lavagna Sport – il consorzio che raccoglie le società sportive della città – in tre decenni ha creato e mantenuto a buon livello squadre di nuoto, un settore fiorente nella waterpolo ed esperienze nel sincro, senza dimenticare i corsi e gli spazi dedicati a anziani, gestanti, ginnastica di recupero e formativa in acqua, corsi fitness ecc.
L’ultimo triennio ha visto il sodalizio bianconero superare senza eccessive difficoltà il periodo di vuoto di potere in Comune (commissariato), la dirigenza capitanata dal presidente Ezio Firenze ha sempre tenuto sotto controllo bilanci e programmi, senza tralasciare nessuna opportunità per espandere i propri orizzonti: la scorsa primavera al Parco Lavagna giunse notizia che l’amministrazione comunale di Cicagna guidata da Marco Limoncini stava cercando chi si facesse carico della gestione della piscina estiva annessa al PalaGym ValFontanabuona. Il complesso stava languendo a causa del fallimento della precedente gestione che comprendeva la palestra e gli impianti di Parco Cavagnari.
Sarebbe stato un vero peccato lasciare abbandonata nelle more dell’iter giudiziario un complesso che rappresentava un punto di riferimento per l’intera vallata. Il presidente Firenze decideva che il suo club avrebbe partecipato alla gara: “La curatela fallimentare su indicazione del Giudice del Fallimento aveva indetto una gara ad evidenza pubblica per l’assegnazione della gestione della piscina nei mesi di luglio, agosto e settembre 2018. Ci siamo presentati e ci siamo aggiudicati la gara. Il fatto di poter portare la nostra esperienza pluriennale con la piscina di Lavagna è stato il nostro asso nella manica. Alcuni pensavano che potesse essere un impegno troppo gravoso per i nostri ragazzi, istruttori, sorveglianti, addetti alla segreteria. Ci siamo impegnati a tenere aperta la vasca sette giorni su sette, dalle ore 9 alle ore 19, partendo a luglio e terminando il 15 settembre. Posso dire oggi, che ‘il traguardo’ è in vista che l’operazione è stata non un azzardo ma un pieno successo”.

Opionione non di parte perché lo stesso sindaco Limoncini ha voluto ringraziare prima il dottor Paolo Bozzo, commercialista di Genova e curatore fallimentare che ha condiviso l’importanza di aprire l’impianto e salvare la stagione sportiva, e poi ha rivolto un particolare apprezzamento alla stessa Lavagna 90. “E’ rimasto assolutamente soddisfatto del nostro lavoro – conferma il presidente Firenze – La risposta del pubblico è stata eccellente, noi stessi non pensavamo di dover fronteggiare un simile afflusso di gente, giovane e meno giovani, famiglie che ad ogni ora del giorno hanno affollato la vasca. Sapevo che i nostri ragazzi sono validi ma in questi mesi si sono superati”.
Eh sì perché il club non poteva permettersi l’assunzione di altro personale e ha dovuto far fronte al nuovo impegno con le sue sole risorse. “Tenete presente che hanno dovuto sdoppiarsi tra Fontanabuona e Tigullio tra il Parco Lavagna, dove abbiamo sempre tenuto aperto e mantenuto l’intero programma estivo senza rinunciare a neppure un’ora di corsi o di lezioni. Lo hanno fatto con grandissima professionalità, posso dire con orgoglio che ci siamo fatti un nome anche in Val Fontanabuona”.
L’apertura estiva è una soluzione provvisoria, adesso lo stesso curatore fallimentare dovrà indire una gara per assegnare la gestione dell’impianto in via definitiva. Verrebbe spontaneo pensare che il Lavagna 90 partecipi e che sia favorito anche in questo caso. “E invece no, perché le cifre che bisognerà garantire per avere la concessione sono proibitive. Ci sarebbe piaciuto ma bisognerebbe investire una somma che non possiamo permetterci, sballerebbe i nostri conti”.
Di questi tempi in Italia una società che ha come credo il rigoroso rispetto dei bilanci e la scrupolosa osservanza del mandato affidatole andrebbe messa sotto una campana di vetro. Il Lavagna ‘90 si accontenta di un tetto, di legno, quello della sua piscina.

(d.s.)

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