Home SportCalcio Celestini di nuovo ‘Corsaro’: “Riprendo un bel cammino”

Celestini di nuovo ‘Corsaro’: “Riprendo un bel cammino”

da Alberto Bruzzone

di DANILO SANGUINETI

Lui è tornato. Un allenatore campano, stimato per napoletano anche se nativo di Capri – anzi orgogliosamente caprese – approdò a Lavagna nel 2003. All’inizio era solo un nome famoso del calcio di venti anni prima, Celestini Costanzo, bandiera del Napoli per dieci stagioni, l’ultima delle quali portò allo scudetto.
Aveva smesso di giocare nel 1997, aveva subito iniziato ad allenare: da mediano e difensore roccioso a tecnico innovativo nella metodologia di preparazione e abilissimo nella gestione tattica delle partite. Una sola e non fortunata esperienza in C2 alla guida del Giugliano, poi la chiamata da parte della Lavagnese in serie D.
Al Riboli da Celestini Costanzo si trasforma in Celestini ‘il Kaiser’, un napoletan-tedesco meticoloso quasi a sfiorare il maniacale, dal carattere per niente facile, lontanissimo dai clichè partenopei. Due stagioni con i bianconeri, risultati incredibili soprattutto nel primo anno, quando sfiorò la C2 con una squadra allestita per la salvezza.
Passa al Sestri Levante dopo un divorzio dalla Lavagnese che lo stesso presidente bianconero Compagnoni indica come uno dei maggiori errori della sua gestione. Con i ‘corsari’ sestrini Celestini si ripete: prende un organico di medio livello e lo porta al primato; per due terzi di torneo è in corsa per il salto nel professionismo, poi qualcosa si rompe nello spogliatoio e nel rapporto con i dirigenti e viene esonerato a sei giornate dalla fine.
Siamo nel 2006 e ‘Costanzo il Grandi  passa alla Virtus Entella alla vigilia dell’avvento del presidente Gozzi. Incontra Stefano Risaliti, in quel momento direttore generale dei chiavaresi: nel torneo di Eccellenza secondo posto e spareggi promozione, serie D mancata di un soffio. Il duo Risaliti-Celestini si ritrova due anni dopo alla Caperanese: ora Risaliti è il presidente dei verdeblu: un biennio di nuove mirabolanti imprese, nel 2009-2010 ancora secondo in Eccellenza, questa volta domina gli spareggi e porta i chiavaresi in serie D per la prima volta nella loro storia. E puntuale arriva la litigata che appariva come conclusiva con Risaliti: a fine girone di andata in serie D, con la squadra in salvo, viene esonerato.
Seguono diversi tentativi di riprendere il lavoro a Pontedecimo, due volte a Rapallo, uno a S. Maria del Taro, tutti abortiti sul nascere per incomprensioni e, soprattutto, i tagli imposti da una crisi che si abbatte durissima anche sul calcio dei dilettanti liguri. Celestini va a cercare fortuna altrove… e la trova: a Verbano, non solo mantiene i lombardi in Eccellenza, li porta per due volte ai play off.

Un salto indietro di dodici anni
Il 57enne tecnico non è per niente pago, e sebbene non gli manchino le offerte in zona, non appena Augusto Podestà, suo collaboratore al Sestri e alla Caperanese, diventato direttore sportivo dei Corsari lo contatta, ci pensa pochissimo e poi salta di nuovo il fosso. Torna in Riviera, torna al Sivori. Mister, un bel coraggio a farsi rivedere sul luogo del delitto? “Quando dodici anni fa dovetti andarmene avevo la sensazione di qualcosa di incompiuto. Le emozioni vissute in pochi mesi erano state tantissime, sarebbe una gran cosa anche solo ripeterle. Questo è stato il primo pensiero, poi sono arrivate riflessioni più razionali: volevo rimettermi in gioco, cambiare palcoscenico mi dà gli stimoli giusti”.
E poi diciamo senza paura, l’idea di ricostruire il terzetto con Risaliti e Podestà, che fece ottime cose sia a Sestri che a Chiavari. Celestini sorride: “Inutile nascondere che con il Presidente (Risaliti N.d.R.) abbiamo avuto scontri epici. Ed è proprio questo che mi ha convinto: Risaliti è uno che non te le manda a dire o, peggio, ti pugnala dietro le spalle. Lui è diretto, a volte brutale, e sempre franco. Come piace a me. Ci siamo rivisti ed è come se fossimo tornati indietro di 10 anni, sono sicuro che insieme potremo fare qualcosa di importante”.
Che sarebbe…”Attenzione a non farsi prendere dall’entusiasmo: il Sestri nella stagione appena conclusa ha faticato, si è salvato in extremis, quindi nella prossima dovremo pensare soprattutto a consolidare la classifica, difendere il posto in serie D. A salvezza raggiunta, il prima possibile, decideremo il da farsi”.
Oltre a rinnovare guida tecnica, organigramma dirigenziale e rosa della prima squadra ci sono altre novità in arrivo: “La posa del sintetico è basilare per poter programmare. Il Sivori aspettava questo miglioramento da tantissimo tempo, a settembre saremo pronti. Un passo in avanti fondamentale: lo dico pensando al settore giovanile”.
Da sempre Celestini è attentissimo al vivaio, è considerato un vero mago nel formare i giocatori. “Una società senza mecenati alle spalle vive su quanto riesce a produrre in proprio, il Sestri ha un settore giovanile ben organizzato, la sinergia con gli allenatori e preparatori delle varie categorie sarà importantissima, me ne sto occupando”.
Si intuisce che morde il freno, vorrebbe già essere sul terreno di gioco con il fischietto a dettare i ritmi e i tempi dell’allenamento.
‘Gunny’ Celestini ed i suoi marine rossoblu all’assalto della collina. Lavativi e mammolette pregati astenersi.

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