Home SportArti marziali Il Centro Studi Karate compie quarant’anni

Il Centro Studi Karate compie quarant’anni

da Alberto Bruzzone

di DANILO SANGUINETI

In principio era Chen, la furia che partendo dall’Oriente sconvolse l’Occidente. Poi Bruce Lee scomparve, l’ondata iniziale di fanatici delle arti marziali che si erano riempiti la testa con film american-orientali di dubbia veridicità, basati su un’incredibile mescolanza di parziali verità e totali fandonie, lasciò per fortuna il posto agli attenti cultori di queste discipline che potenziarono il lato sportivo delle stesse, pur senza accantonare la visione filosofica delle quali sono permeate, entrando nell’ambito di una federazione, accettando un regolamento con norme certe e riconosciute universalmente.
Il Csk, acronimo per Centri Studi Karate, Lavagna-Carasco di questa ‘seconda ondata’ fu uno dei precursori nel Levante. Fondato nel 1978 dal maestro Evro Margarita che da allora non ha mai abbandonato neppure per un istante la sua creatura. Ci si prepara a celebrare il quarantesimo compleanno con una festa-kermesse che sarà basata su incontri, lezioni di professori di fama internazionale, gare. L’appuntamento è per il prossimo dicembre. “Ogni tanto voltarsi indietro – sottolinea Margarita – è salutare perché permette di misurare la distanza percorsa, quello che si è riusciti a fare e quanto che ancora si vuole ottenere. Il CSK ha avuto i suoi alti e bassi ma se dopo quattro decenni è ancora qua non è per inerzia o fortuna”.

Una lunga scia di successi
Il presidente e direttore tecnico del club ha ottimi motivi per essere orgoglioso: “Superata la fase pionieristica ci siamo inseriti nella nascente Federazione Educativa Sportiva Italiana Karate & Discipline Associate, per brevità Fesik, e abbiamo formato centinaia di atleti, partecipato a decine di competizione italiane e internazionali”.
Il Maestro Margarita è un’istituzione: a lungo presidente regionale, oggi è vicepresidente nazionale della Fesik. Il Karate ma non solo: “Oltre a insegnare una delle più antiche e più praticate tra le arti marziali, teniamo corsi di autodifesa, con grande attenzione ai più giovani. Dalla sede centrale, nella nostra palestra nel cuore di Lavagna ci siamo allargati sino a formare due sezioni distaccate a Cogorno, nella palestra di San Martino e a Carasco, al Palasport”.
I corsi non registrano posti vuoti, anzi spazi e tempi sono strettissimi considerate le richieste: “Noi insegniamo questa antichissima arte marziale in piena sicurezza. Apprendere il karate è una esperienza totale, formiamo caratteri prima ancora che fisici e l’imparare la tecnica conta quanto sapere se e come impiegarla. I risultati agonistici sono importanti, sono la cartina di tornasole per capire se stiamo lavorando bene. Però va tenuto a mente che non c’è solo il combattimento per primeggiare nel Karate. E scordiamoci che sia un discorso solo per uomini”.
Il maestro Margarita ha infatti tra i suoi allievi prediletti Sonia Reina: “Ai recenti Campionati Italiani di Rimini ha ottenuto tre medaglie nelle tre gare alle quali ha partecipato: il titolo tricolore nella categoria kata interstile e due argenti (nelle categorie seniores e ‘all ages’. Si è confermata tra le più forti atlete di kata. Kata, ossia forme, dove non c’è un avversaria da abbattere ma è una esibizione di forza, eleganza, destrezza ed eleganza che deve convincere giudici severissimi. Sonia si è meritata una convocazione nella nazionale azzurra che parteciperà ai Campionati del Mondo WUKF che stanno per iniziare a Dundee in Scozia”.
Un’atleta che è anche un simbolo: “Non molla mai, da anni sulla breccia, intende arricchire un palmares interminabile. E fa questo a costo di grandi sacrifici personali. Il solo fatto che riesca a conciliare allenamenti a ritmi massacranti con gli impegni di studio, che riesca a brillare su entrambi i fronti è il miglior spot per il nostro sport. Non è la sola. Agli Italiani si è messo in luce anche il più giovane Damiano Parma, Cadetto, che in una categoria numerosa si è piazzato tra i primi sette, con un terzo posto in Coppa Italia”.
Assolutamente degno di nota pure Aldo Roberti, che nella sua carriera vanta un bronzo a livello nazionale, è vincitore del campionato italiano del Csi e si allena regolarmente a fianco di Sonia.

Obiettivi ambiziosi
La stagione sta concludendosi, a fine mese anche gli esami per assegnare nuove cinture e nuovi dan ad aspiranti agonisti e studiosi che vogliono seguire il percorso per arrivare a maestri: “Potremmo uscire dal round di prove con cinque o sei cinture nere e diversi dan in più – conferma Margherita – Oltre che a sanzionare i progressi di un’intera carriera sono attestati che dietro di noi c’è una generazione di maestri in fieri che avanza. E questo mi riempie di gioia. Io ho sempre dato grande importanza allo studio, all’autoaffermazione dell’individuo prima come essere pensante che come macchina da combattimento. E sempre, sempre in questi 40 anni ho visto che chi usciva dalla palestra era migliorato nella mente quanto nel corpo. Il Csk ha portato il Karate nelle scuole, ha promosso corsi di autodifesa, ora siamo al Baby Karate. Sin da piccolissimi ci si può avvicinare a questa arte marziale. Con i dovuti accorgimenti e precauzioni è veramente uno sport per tutti”.
Le capacità di controllo richieste da questa disciplina servono sempre; spaccare tavolette o frantumare mattoni è l’ultima delle preoccupazioni di un vero Karateka. Altro che ‘Furore dalla Cina’.
‘Sapienza da Lavagna’, semmai.

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